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Tredici donne, un solo dolore: al Teatro Modena è andato in scena “L’Empireo” di Lucy Kirkwood
di Alessia Spinola
GENOVA – Quattordici sedie, tredici donne, dodici fascicoli e un uomo: può sembrare l’inizio di una barzelletta, eppure sono gli ingredienti dell’avvicente pièce teatrale che è andata in scena ieri sera al Teatro Modena: L’Empireo, spettacolo diretto da Serena Sinigaglia e tratto da ” The Welkin” di Lucy Kirkwood (foto in copertina di Serena Serrani).
La storia è la seguente: in un villaggio inglese del ‘700, dodici matrone sono state chiamate da un giudice dopo che una bambina è stata trovata a pezzi nella canna fumaria di un camino. Gli imputati sono Sally e il suo amante. La donna, condannata alla pena di morte previa impiccagione, afferma di essere gravida per ottenere un’attenuante ed essere deportata, anziché finire sulla forca in una piazza assetata di sangue, protagonista nascosta dello spettacolo. Il compito delle dodici donne sottratte ai loro lavori di casa, perdipiù nel giorno della grande lavata, è quello di verificare se Sally è incinta o meno, determinando così le sorti di quest’ultima. Unico uomo in scena è Mister Coombs (interpretato da Alvise Camozzi), relegato in un angolo e schiacciato dall’ambiente matriarcale.
Sono diverse le riflessioni che lo spettacolo fa scaturire nello spettatore. La prima cosa che non passa inosservata è la quasi totale mancanza di solidarietà femminile tra le matrone riunite: tutte, eccetto la levatrice del villaggio Elisabeth, si scagliano contro l’imputata dando per scontato che fosse colpevole e che stesse mentendo sulla gravidanza, senza nemmeno porsi ulteriori domande sull’accaduto e contemplare l’ipotesi di un altro imputato. Un altro elemento che fa venire la pelle d’oca è la messa in luce sulla mancata conoscenza del corpo femminile, sia da parte degli uomini che dalle donne stesse. Le dodici matrone, infatti, non sanno da dove partire per stabilire se Sally è in stato interessante o meno, nonostante abbiano tutte partorito almeno una volta, e sono dovute ricorrere all’aiuto di un medico maschio (sempre interpretato da Alvise Camozzi) per emettere un verdetto al riguardo. Questo fatto si collega all’altra riflessione che L’Empireo solleva: le donne riescono a decidere all’unaminità sulla presunta gravidanza di Sally solo dopo che un uomo ha dato la sua opinione. “Siamo nel ‘700”, direte voi, “era normale a quel tempo”, ma siamo davvero sicuri che oggi le cose siano davvero così diverse?
Durante lo spettacolo vengono fuori anche le storie delle donne chiamate a giudicare, senza però rinunciare a qualche momento di risata che serve a rendere il boccone meno amaro e più digeribile. Lo stile della narrazione è molto particolare, con alcune scene che sembravano più uno spoglio del copione da parte degli attori piuttosto che la messa in scena stessa e il tutto è stato vincente. Un viaggio dentro le storie di tredici donne con apparentemente nulla in comune, se non un dolore profondo, che mangia dall’interno, costretto a rimanere silente e a cambiare per sempre la loro persona.
Interpreti: Giulia Agosta, Alvise Camozzi, Matilde Facheris, Viola Marietti, Francesca Muscatello, Marika Pensa, Valeria Perdonò, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Chiara Stoppa, Anahì Traversi, Arianna Verzeletti, Virginia Zini, Sandra Zoccolan
Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Modena fino al 13 aprile. Biglietti e info: https://www.teatronazionalegenova.it/spettacolo/lempireo/
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiUltime Notizie
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