TEATRO ELEONORA DUSE, MASSIMO GHINI DÀ VOCE AL TRADITORE PIÙ FAMOSO DELLA STORIA

Di il 9 Marzo 2026

Dal 10 al 12 marzo va in scena “Noi Giuda”, il monologo scritto e diretto da Angelo Longoni. Lo spettacolo propone una rilettura contemporanea e provocatoria della figura di Giuda Iscariota, interpretato come un uomo che prova a raccontare la propria versione dei fatti e a confrontarsi con i temi del peccato, della responsabilità e del perdono. 

GENOVA – Da martedì 10 a giovedì 12 marzo il Teatro Eleonora Duse ospita “Noi Giuda”, il monologo scritto e diretto da Angelo Longoni, che porta in scena una rilettura contemporanea della figura di Giuda Iscariota. Lo spettacolo propone una riflessione teatrale sul personaggio tradizionalmente associato al tradimento, immaginato come un uomo che prova a raccontare la propria versione dei fatti e a confrontarsi con i temi del peccato, della responsabilità e del perdono. 

Quello immaginato da Longoni e interpretato da Ghini è un Giuda provocatorio, ironico, a volte persino tenero, un uomo contemporaneo che prova a riscattare la sua figura con il linguaggio e gli strumenti dei nostri giorni. Giuda è un essere umano, ricco di sfaccettature e contraddizioni: non accetta di essere semplicemente il simbolo di coloro che hanno crocifisso Gesù. La sua è un’impossibile e fantasiosa “conferenza”, un’indagine che si fonda sempre su fatti, su una visione rispettosa della fede e su una documentazione accuratamente controllata.

Noi Giuda spinge lo spettatore a riflettere sul significato intrinseco di peccato

Riconsiderando alcune delle tradizioni cattoliche, Noi Giuda spinge lo spettatore a riflettere sul significato intrinseco di peccato, perdono e redenzione. Attraverso una nuova prospettiva, lo spettacolo rivela lati inediti dell’apostolo più enigmatico, costringendoci a ripensare luoghi e fatti comunemente accettati come dogmi e, in fondo, a interrogare noi stessi.

«Finalmente Giuda – scriveva il drammaturgo e regista Longoni nelle sue note – ci dirà cosa pensa dei famosi trenta denari, ci parlerà di un suo Vangelo: sa di essere ironico, a volte tenero. Ma la tradizionale malvagità attribuitagli non fa per lui. Gli è più congeniale l’indagine da investigatore e la ricerca di un movente per difendere la propria reputazione. L’ironica assurdità della situazione, si fonda sempre sui fatti e, in fondo, dovremmo tutti provare un po’ più di simpatia per questo personaggio, disprezzato anche per essersi tolto la vita ed essere morto praticamente insieme a Gesù».

Info e biglietti

Telefono 010 5342 720;
E-mail: teatro@teatronazionalegenova.it

Sito web: biglietti.teatronazionalegenova.it

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