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DAL MOSTRO DI MILWAUKEE A DONATO BILANCIA: IL SERIAL KILLER MUSEUM HA APERTO LE PORTE NEL CUORE DI GENOVA
Dopo il successo registrato a Firenze e Torino, il museo dedicato alla criminologia apre in centro città, in via Roccatagliata Ceccardi. Il percorso immersivo attraversa sedici casi tra i più noti del true crime internazionale e italiano, tra ricostruzioni scenografiche, figure in cera, installazioni multimediali e approfondimenti sulla psicologia criminale.
GENOVA – Il Serial Killer Museum arriva anche a Genova e apre le porte nel pieno centro cittadino, in via Roccatagliata Ceccardi 14/r, con la sua esposizione più ampia mai realizzata in Italia. Dopo il successo delle tappe di Firenze e Torino, il museo propone un percorso immersivo in 16 sezioni tematiche dedicate ai casi più emblematici della criminologia moderna, tra ricostruzioni scenografiche, racconti audio e approfondimenti che guidano il pubblico dentro le storie dei serial killer più noti della cronaca nera internazionale.
Il museo si inserisce nel crescente interesse internazionale verso il true crime, un fenomeno culturale alimentato da serie televisive, podcast e pubblicazioni che continuano a raccontare i grandi casi della cronaca nera. L’esperienza è pensata come un vero e proprio podcast in 3D, dove i visitatori vengono guidati attraverso le storie dei serial killer più famosi del mondo, accompagnati da un’audioguida che aggiunge intensità e ritmo al racconto. L’audioguida è disponibile anche in inglese e spagnolo, permettendo di vivere ogni sala come un viaggio immersivo nella mente dei criminali.

Tra di loro, Andrei Chikatilo, noto come il “Macellaio di Rostov”, che terrorizzò l’Unione Sovietica con una serie di omicidi efferati; Erzsébet Báthory, la contessa ungherese soprannominata la “Contessa Sanguinaria”, famosa per le atrocità inflitte alle sue vittime; Ed Gein, il macabro artigiano del Wisconsin le cui azioni ispirarono film e romanzi horror; John Wayne Gacy, il “Killer Clown” statunitense che intrappolava le sue vittime sotto la maschera del sorriso; Luis Alfredo Garavito, il colombiano responsabile di uno dei più grandi casi di pedofilia seriale; Albert Fish, il “Predatore Cannibale”, noto per la crudeltà dei suoi crimini; Jeffrey Dahmer, il “mostro di Milwaukee”, simbolo della follia e del delirio omicida nella società contemporanea; Charles Manson, il carismatico leader di una setta che scosse l’America negli anni Sessanta; Aileen Wuornos, una delle poche serial killer donne, i cui crimini e la vita personale hanno generato un intenso dibattito mediatico; Leonarda Cianciulli, la cosiddetta “saponificatrice di Correggio”, che trasformava le sue vittime in sapone e dolci; e il giovane Petiso Orejudo, simbolo di un’inquietante criminalità giovanile. Ogni figura è collocata nel proprio contesto, tra arredi, oggetti e dettagli degli spazi originali, permettendo al visitatore di entrare nel loro mondo, comprenderne le dinamiche e percepire l’impatto delle proprie azioni.
Il percorso comprende anche tre sezioni dedicate ai metodi di esecuzione statunitensi del Novecento — sedia elettrica, camera a gas e lettino per l’iniezione letale — e un approfondimento su Cesare Lombroso, considerato il padre della criminologia moderna, le cui teorie sul “criminale nato” hanno posto le basi per lo studio sistematico del comportamento deviante, ancora oggi oggetto di analisi e dibattito. Il museo restituisce inoltre una prospettiva globale, mostrando comela maggior parte dei casi documentati a livello mondiale riguardi gli Stati Uniti, con oltre il 60% dei crimini, seguiti dalla Gran Bretagna e dall’Italia, dove storie come quelle di Leonarda Cianciulli, Donato Bilancia e del Mostro di Firenze continuano a suscitare interesse e a stimolare curiosità e riflessione.
Informazioni
La visita dura circa 45 minuti e offre un’esperienza completa che unisce storia, cronaca nera e psicologia criminale in modo unico. Il biglietto intero costa 15 euro, ridotto a 13 euro per chi utilizza le proprie cuffie, 10 euro per gruppi da almeno dieci persone e 8 euro per i possessori di Abbonamento Musei.
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiMessaggi correlati
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