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Gli “Apostoli” di Procaccini tornano a Palazzo Rosso: le sei tele dell’artista si riuniscono dopo 350 anni
GENOVA – Dopo oltre 350 anni, le tele superstiti della celebre serie degli Apostoli, dipinta da Giulio Cesare Procaccini, tornano a riunirsi a Palazzo Rosso. Dal 7 marzo al 19 luglio i Musei di Strada Nuova ospitano la mostra “Giulio Cesare Procaccini. Gli Apostoli riuniti”, un’esposizione che riunisce sei delle dodici opere originariamente commissionate dal collezionista genovese Giovan Carlo Doria, restituendo al pubblico un importante frammento della storia artistica e collezionistica della Genova del Seicento.
«La riunione di tutti gli Apostoli di Procaccini attualmente noti, sei dei dodici realizzati dall’artista, non è soltanto un evento espositivo di rilievo internazionale, ma un atto di ricomposizione della memoria artistica della città – sottolinea l’assessore alla Cultura – Esporre insieme queste opere dopo oltre tre secoli, significa restituire al pubblico un frammento fondamentale della nostra identità culturale e del collezionismo genovese del Seicento. Palazzo Rosso e i musei genovesi si confermano così luogo privilegiato di studio, valorizzazione e dialogo tra istituzioni pubbliche e realtà private, in un progetto che unisce ricerca scientifica, tutela e grande divulgazione.».
La mostra è anche un’occasione per approfondire lo straordinario rapporto tra Procaccini — maestro capace di fondere la grazia di Antonio da Correggio e Parmigianino con l’esuberante energia di Pieter Paul Rubens — e Doria, uomo di cospicue ricchezze, terzo figlio dell’abile mercante e doge Agostino Doria e tra i più raffinati collezionisti della Genova di primo Seicento. Nel suo palazzo in vico del Gelsomino (oggi vico Monte di Pietà), non più esistente, Giovan Carlo Doria giunse a radunare oltre 60 opere di Procaccini, contribuendo in modo determinante alla diffusione del suo linguaggio nella pittura genovese del XVII secolo, da Bernardo Strozzi a Domenico Piola.
Secondo le fonti, nel 1618 Procaccini soggiornò presso il collezionista per eseguire la sua più prestigiosa commissione nella Superba: la monumentale Ultima Cena per la chiesa della Basilica della Santissima Annunziata del Vastato. Entro il 1621, Doria commissionò al pittore un grandioso ciclo raffigurante i dodici Apostoli, in origine completato dalle effigi di Cristo e della Vergine. L’idea, verosimilmente, si ispirava al celebre ciclo realizzato da Pieter Paul Rubens per il duca di Lerma tra il 1610 e il 1612, oggi conservato al Museo del Prado.
Dopo la morte del collezionista e del suo unico figlio, le raccolte vennero divise tra gli eredi e con esse gli Apostoli, ricordati per l’ultima volta ancora uniti nel 1674. In seguito alla dispersione, alcune tele andarono perse o risultano tuttora irreperibili, mentre quattro — San Simone (o San Giuda Taddeo), San Paolo, San Matteo e San Tommaso — entrarono nel 1874 nelle collezioni di Palazzo Rosso.
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