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Teatro come Sport: per la prima volta in Italia Théâtre de La Mezzanine con “Le Nègre volant”
Cecile Maquet
PIEVE LIGURE (GE) – Dopo i primi eventi, li scorsi 24 e 30 marzo, prosegue Teatro Come Sport, la rassegna teatrale a tema promossa dal Teatro Sociale di Camogli che animerà per tutta la Primavera il Levante ligure. Prossimo appuntamento il 5, il 6 e il 7 aprile con “Le nègre volant” della compagnia francese Théâtre de La Mezzanine.
Nelle tre date, rispettivamente il Teatro Massone di Pieve Ligure, The Bogliasco Foundation a Bogliasco e Villa Dufour a Recco apriranno le loro porte alla prima nazionale di “Le négre volant”.
Per l’occasione è stata stabilita una collaborazione con la rassegna Stanze di Milano, che ospita un’anteprima il 4 aprile. Dall’8 al 12 aprile, la compagnia terrà a Genova uno stage organizzato dal Liceo Artistico Statale Klee-Barabino: “Le bal populaire”, un ‘cantiere’ teatrale dedicato al tema della festa e della seduzione che si chiuderà con uno spettacolo in scena il 12 aprile alle ore 21 al Teatro Akropolis.
La storia
Marshall Walter “Major” Taylor (1878 – 1932) è stato il primo ciclista afro-americano a vincere un titolo mondiale, nel 1899, e il secondo atleta nero in assoluto ad arrivare ai massimi livelli dopo il boxeur canadese George Dixon. Theatre de la Mezzanine racconta la sua storia nello spettacolo “Le Nègre volant”, allestito in locali e case private messe a disposizione dal pubblico. Denis Chabrouillet – autore e regista – ha voluto ambientare le vittorie e il calvario del campione in una dimensione familiare e intima, mettendo al centro della scena la figlia Sidney, interpretata da una straordinaria Carine Jiya.

Nei primi anni del ‘900, la bicicletta è simbolo di velocità e di libertà. Taylor è una delle grandi figure dimenticate tra i grandi dello sport americano: deriso dai suoi compatrioti bianchi, stelle dei velodromi mondiali, che osa esercitare la sua arte in un paese dove il Ku Klux Klan detta legge. Campione del mondo su pista a soli 20 anni, è l’uomo più veloce del pianeta all’alba del XX° secolo e resta sulla cresta dell’onda fino al 1905. Poi comincia la sua lenta discesa. Dopo aver guadagnato l’impensabile, perde i suoi guadagni in cattivi investimenti e nella pubblicazione a sue spese di un’autobiografia, che vuole assolutamente rendere pubblica per incoraggiare ed essere d’esempio ai giovani neri.
L’intimità della narrazione e l’interpretazione emozionante di Carine Jiya, danno una dimensione ed uno spessore drammatico particolare al ritratto. Con la sua grande energia, l’attrice ci riporta ad un’epoca in cui le gesta dei campioni suscitavano un entusiasmo popolare senza pari: erano le prime vere star del Novecento. Lo spettacolo indaga anatomicamente un tempo in bilico tra grandezza e crudeltà. Negli Stati Uniti le battaglie sui diritti civili non sono ancora cominciate e la segregazione razziale detta legge in tutti gli aspetti della vita quotidiana. “Un uomo nero può andare in bicicletta” – dice la protagonista – “ma meno velocemente di un bianco! Questo è il mondo in cui gli afroamericani lottano ogni giorno per esistere nello sport e nella cultura.” Major Taylor diventa così l’icona di una lotta che riecheggia principi universali. E forse oggi più di ieri abbiamo bisogno di ascoltare la storia di un uomo che ci aiuta a sperare in un’umanità più giusta.
Théâtre de la Mezzanine
Il Théâtre de la Mezzanine è fondato nel 1979 da Denis Chabroullet, Roselyne Bonnet des Tuves e Sophie Charvet, nella periferia parigina. Dopo aver messo in scena molte opere contemporanee (Manet, Lorca, Ghelderode), la compagnia abbandona il lavoro sul testo nel 1991, a favore di una grammatica teatrale che utilizza prima di tutto la materia, il suono e le immagini come vocabolario drammatico.
Battezzato dalla stampa “Il poeta del disastro”, Denis Chabroullet continua il suo percorso, con Roselyne Bonnet des Tuves alla scrittura sonora e musicale, insieme all’assistente Cécile Maquet. Nel 2001 il Teatro si trasferisce in un vivaio abbandonato a Lieusaint (Île-de-France) e questo nuovo spazio, chiamato La Serre, diventa un luogo di creazione e di invenzione dedicato alla scrittura contemporanea.
Per info
C.S.
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