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PULP, FANTASY E GIALLO: LA RICETTA È SERVITA
“Italian way of cooking”, il nuovo libro dello scrittore genovese Marco Cardone
Di Chiara Gaddi
Cosa bolle oggi in pentola? Semplice: zombi, gnomi e licantropi. No, non è una nuova mania vegana o la ricetta di uno dei maestri della corsa all’impiattamento, ma la trama di “Italian way of cooking”, il primo romanzo del genovese Marco Cardone. Scrittore e giudice letterario sui portali “Minuti Contati” e “La Tela Nera”, ha appena pubblicato in collaborazione con “Acheron Books” un libro in cui si fondono il mondo pulp di Tarantino e il fantasy di Harry Potter, strizzando l’occhio alla veracità di Chef Rubio. Noi di GOA Magazine l’abbiamo intervistato per scoprire qualcosa di più. Ecco cosa ci ha confessato.
Definire “Italian way of cooking” non è semplice. Lei stesso ne ha parlato come un mix di più generi: c’è del pulp, del fantasy, il mondo della cucina e non solo. Ma per lei, che cos’è il fantasy?
«In questo caso il fantastico è una metafora per parlare della realtà. Il romanzo è calato nel contesto dell’Italia di questo secondo decennio degli anni 2000, afflitta da tutti i mali che conosciamo: i debiti, le multe, Equitalia, le famiglie in crisi, i genitori separati… Non è un mondo ipotetico o ideale, una mera ambientazione. In effetti i temi portanti, più delle creature mostruose, sono questi: il mostro è una metafora. C’è una doppia se non tripla chiave di lettura della storia: superficialmente è quella della trama che a volte diverte e a volte tiene il lettore in suspense, poi però la lettura vera va ricercata un po’ più in profondità».
Ci parli del suo romanzo.
«Incomincerei dicendo che non è un giallo qualunque. Mi è stato richiesto un libro dai forti connotati fantasy la cui ambientazione rimandasse al folklore italiano, in modo da rivaleggiare con i testi anglosassoni. Mi sono attenuto alla tendenza per cui il fantasy tradizionale, quello in cappa e spada per intenderci, è tramontato a favore di un’ambientazione contemporanea. Il protagonista, Nero, è un cuoco in crisi che lavora in un piccolo ristorantino tra le colline del Chianti e che a un certo punto si trova faccia a faccia con un mostro… in carne e ossa».
Non pensa che limitando l’italianità al mondo della cucina si rischi di cadere in un cliché?
«Direi che è un cliché positivo, perché identifica una delle nostre eccellenze. È stata una scelta mirata, anche in previsione di portare il romanzo nel mercato estero, a cui inizialmente era destinato. Poi c’è l’aspetto della mia esperienza personale: cucinare è sempre stata una mia grande passione e per un certo periodo di tempo il mio lavoro. Secondo me il cibo ci avvicina molto e può essere un mezzo per accostare più lettori alla narrativa perché è qualcosa che sentiamo intimo e vicino. Tutto ciò che ne tratta c’interessa, dai blog alle trasmissioni. È un buon viatico, un argomento interessante e commercialmente valido ».
Lei è già autore di molti racconti e novelle. Quanto c’è di questa esperienza dentro al libro e quanto l’ha aiutata?
«C’è tantissimo, mi ha aiutato molto. È stata la mia gavetta: partecipare attivamente ai forum online mi ha permesso di confrontarmi con altri scrittori e di crescere professionalmente. È una palestra eccezionale che può far raggiungere ottimi livelli soprattutto per chi ha già delle basi di scrittura creativa. Nello specifico, per quanto riguarda il libro, ho sfruttato questa esperienza per creare un contest sul portale “Letteratura Horror” che prevedeva di elaborare delle ricette un po’ particolari, che poi sono state inserite in appendice. Tutte le ricette dovevano avere come ingrediente principale un animale mostruoso, ma possono essere realizzate anche con altri ingredienti. È stato un esperimento gratificante in quanto si sono dilettati anche dei nomi importanti, tra cui Moreno Burattini, uno dei principali sceneggiatori e soggettisti delle storie di Zagor per Sergio Bonelli, Edoardo Rosati, Mauro Longo, Matteo Poropat e Marco Carrara ».
Qualche anticipazione sui progetti futuri?
«Sicuramente il libro avrà un seguito, anche con la prospettiva di esportarlo all’estero… Ma ora è ancora presto per dirlo».
Il libro è disponibile su Amazon, in versione cartacea e per Kindle: link per l’acquisto http://www.amazon.it/Italian-Way-Cooking-Marco-Cardone-ebook/dp/B019FNOI4Q
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiUltime Notizie
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