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“L’algebra delle lampade”, Paolo Tarsi presenta l’influenza delle avanguardie colte sul pop
Mauro Panichella
GENOVA – Lunedì 28 maggio 2018 (ore 17) la Biblioteca Universitaria di Genova ospita la presentazione del libro “L’algebra delle lampade. Musica colta da culture incolte” con la partecipazione dell’autore Paolo Tarsi intervistato da Antonio Vivaldi, in collaborazione con Genova Voci.
Il libro, impreziosito dalla copertina realizzata dall’artista Luca Domeneghetti, si ispira a una residenza in stile Tudor della seconda metà del XV secolo, la Knole House, dove nel 1967 i Beatles si recano per girare due video: Strawberry Fields Forever e Penny Lane. E proprio presso la Biblioteca Universitaria di Genova, un tempo Hotel Colombia Excelsior, nella notte tra il 25 e il 26 giugno 1965 soggiornarono i Fab Four di Liverpool in occasione del loro unico concerto a Genova, tenendo nel salone in stile Liberty della struttura la conferenza stampa dell’evento.
Situata nella contea del Kent, nell’Inghilterra sud-orientale, questa calendar house si compone di 365 stanze (come i giorni dell’anno), 52 corridoi (come le settimane dell’anno) e 7 cortili (come i giorni della settimana), struttura riproposta in quest’opera. Motivo per cui nella prima parte del libro sono racchiuse 52 schede dedicate perlopiù a dischi di musica colta contemporanea (ma non solo), mentre la seconda comprende una serie di 7 interviste – ampliate da 2 bonus tracks finali – ad artisti provenienti dal progressive, dal krautrock, dal post-punk, dalla new wave, dalla drone music, dal nu jazz e dall’hip hop.
Segue un incontro affascinante e trasversale nella testimonianza diretta di alcuni tra i più importanti compositori del nostro tempo che come il premio Oscar Luis Bacalov, Ron Geesin (Pink Floyd) e Roger Eno hanno segnato la settima arte, fino ad autentici innovatori quali Emil Schult (Kraftwerk), Eivind Aarset, Laraaji, Paolo Tofani (Area), Blaine L. Reininger (Tuxedomoon) e Crescent Moon (Kill the Vultures). Nella terza ed ultima parte è riportato, infine, un lunario di 365 dischi dedicato non solo a composizioni colte, ma anche ad album rock, jazz, fusion, all’elettronica, all’ambient e alle colonne sonore. Un prezioso almanacco musicale, con un ascolto consigliato per ogni giorno dell’anno, volto a sottolineare l’influenza esercitata dalle avanguardie colte sui linguaggi pop.
Paolo Tarsi (1984) è autore di musica elettronica e cameristica, scrive per il teatro e la video-arte lavorando regolarmente con film-maker, gallerie e musei d’arte contemporanea. Dopo essersi specializzato nella composizione con il premio Oscar Luis Bacalov ha pubblicato l’album “Furniture Music for New Primitives” (Cramps/Rara, 2015), seguito dall’Ep “Petite Wunderkammer” (Coward, 2016) e “Loops in Cage” (Bau, 2017). Attualmente sta ultimando il suo nuovo lavoro discografico, frutto della collaborazione con musicisti provenienti da formazioni di culto quali Kraftwerk, Tangerine Dream, Neu!, Ulan Bator, King Crimson, Henry Cow, National Health, Tuxedomoon, Afterhours e stretti collaboratori di David Bowie, Brian Eno, Bryan Ferry (Roxy Music) e band come Faust, Radiohead e Soft Machine. Suoi scritti di carattere musicologico sono apparsi su pubblicazioni specialistiche e ha svolto attività di critico musicale per numerose testate, tra cui “Alfabeta 2”, “Artribune” e “Il giornale della musica”. Ha curato la rassegna di musica e arte contemporanea “Contemporary Jukebox”.
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