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IL DECLINO DELL’ASCENSORE DI QUEZZI
Inaugurato nel 2015, e pensato per agevolare i collegamenti con il quartiere della Bassa Valbisagno, oggi sono in pochi ad utilizzarlo a causa della lenta temporizzazione (tempo intercorso tra chiamata ed arrivo). Ma da AMT assicurano: «Presto nuove verifiche per ridurre i tempi di attesa»
GENOVA – L’avveniristico ascensore di Quezzi era stato accolto con gran clamore. Ma, luna di miele terminata, i genovesi gli preferiscono l’autobus. Ma non a causa di qualche guasto o di qualche difetto in particolare, ma per colpa del tempo.
La temporizzazione
Amt, che gestisce l’impianto, ha recentemente introdotto una “temporizzazione” (lasso di tempo che intercorre tra la chiamata e l’effettiva partenza dell’ascensore, come accade per i semafori a pulsante) che ritarda l’avvio di tre minuti e mezzo. Un intervallo di per sé accettabile ma, dopo aver “chiamato” l’ascensore, è necessario aspettare che la cabina percorra la tratta (da piazza Santa Maria a via Pinetti, con fermata intermedia in via Portazza), per un’attesa totale di dieci-quindici minuti.
Il conflitto con la linea 82
Ma la questione non si limita a questo, è ben più articolata: l’autobus che collega Brignole a Quezzi alta, l’82, passa circa ogni cinque minuti nelle ore di punta (sforando comunque di rado i quindici minuti) e quindi «l’utente – spiega Massimo Ferrante, Presidente del Municipio III Bassa Val Bisagno – preferisce aspettare meno e muoversi in bus. L’82 e l’ascensore dovrebbero essere complementari: il primo percorre tutto l’arco di Quezzi, mentre l’ascensore serve ad accorciare la distanza da Quezzi alta, da cui si ramificano una serie di crêuze molto abitate». La temporizzazione fa quindi entrare i due mezzi in conflitto, disincentivando l’utilizzo dell’ascensore e riducendo il suo impatto sulla mobilità pubblica.
Sinergia con Amt – Municipio
Su sollecitazione della cittadinanza, è stata convocata la Commissione Municipale II, a cui hanno partecipato anche Francesco Pellegrino e Ivana Toso, rispettivamente nella direzione Mobilità e nella direzione Movimento del Comune. «Quello che è stato concordato con Amt – prosegue Ferrante – è che compareranno i dati prima e dopo l’inserimento della temporizzazione. Noi l’abbiamo già fatto, e abbiamo chiesto di limare quei tre minuti e mezzo, in modo da trovare un giusto compromesso». «La temporizzazione – precisa Ivana Toso – è stata inserita per contenere i costi di gestione dell’ascensore, alti a causa dell’unicità dell’impianto (primo in Italia ad aver utilizzato la tecnologia della doppia pendenza, meno impattante sul territorio, ndr). Siamo disponibili – continua – a effettuare tutte le misurazioni del caso, in modo da verificare la situazione e da valutare al meglio come agire».
Su Giulio Oglietti
Cresciuto tra la nebbia e le risaie del Monferrato, è a Genova dal 2013. Laureato in Informazione ed editoria, collabora con GOA da luglio 2017. Metodico e curioso, è determinato a diventare giornalista. ogliettig@libero.itMessaggi correlati
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