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GIULIO CALVINO PRONTO A ESIBIRSI ALL’ARENA DEL MARE: «HO SEMPRE AMATO GENOVA FOLLEMENTE. SPERO CHE NELLA MUSICA NASCANO NUOVE SOTTOCULTURE»
L’artista salirà sul palco del Balena Festival venerdì 4 luglio aprendo il concerto dei Baustelle. A qualche settimana dall’evento, Goa Magazine l’ha intervistato, ecco cosa ci ha raccontato
di Alessia Spinola
GENOVA – È da una serie di viaggi intorno al mondo che nasce il nuovo progetto di Giulio Calvino, artista che si esibirà sul palco del Balena Festival venerdì 4 luglio, aprendo il concerto dei Baustelle. Giulio Calvino è multistrumentista e produttore, devoto gli strumenti a corda, alle scordature, alle imperfezioni e ai suoni inusuali. In passato ha militato in due gruppi: “Candies” e “Hot Gossip”.
Recentemente l’artista è tornato sulle scene con “Calvino“, progetto che riassume undici anni di vita, viaggi e scrittura, coinvolgendo tra gli altri, musicisti del calibro di John Convertino dei Calexico alla batteria, Matt Swanson dei Lambchop al basso, Tony Crow al piano, Brandon Graham dei Californiani Dream Phases, Lorenzo Rotteglia (Dumbo Gets Mad), Davide Zolli, Flavio Calvino, Yuri Tartari. “Calvino ” è un progetto personale di canzoni percepite, scritte e registrate da Giulio Calvino.
Nel 2004, Giulio Calvino dopo aver incontrato Nicola Zenone e Luca Fontaneto forma gli “Hot Gossip“, con cui pubblica tre dischi (“Angles”, “You look faster when you are young”, “Hopeless”), ripetendo più volte il tour Europeo ed in Gran Bretagna e aprendo per band come The National, Ty Segall, Juliette Lewis, Art Brut, Futureheads e Ok Go.
Adesso Giulio Calvino è pronto ad approdare a Genova insieme ai Baustelle, che il 4 luglio porteranno all’Arena del Mare il loro “El Galactico Summer live” per festeggiare i loro 25 anni di carriera. A qualche settimana dall’evento, Goa Magazine ha intervisto Giulio Calvino, il quale ci ha raccontato la sua visione di musica, le sue speranze per il futuro e, tra le altre cose, il processo creativo dietro la nascita di “Calvino”.
Cosa aspettarsi dall’opening act a Genova il 4 luglio? Cosa provi a portare il tuo mondo live?
Quando suono voglio portare tutto il mio bagaglio, vita, concetti, suoni e parole e di trasmetterlo al pubblico insieme alla mia band Claudia, Luca (aka Dumbo Gets Mad che ha mixato il disco) e Lorenzo.
Genova per me è una città speciale che ho sempre amato follemente.
Per il tuo nuovo progetto si è parlato di un lungo lavoro di scrittura e un importante viaggio che ti ha portato tra Giappone, le Hawaii e mezzo mondo. Vuoi raccontarcelo?
Ho scritto questo disco in modo molto sporadico e nel frattempo ho intrapreso una serie di viaggi in paesi in cui non ero mai stato, dalla Siberia all’ Indonesia dalla Lituania alle Hawaii.
Al ritorno di questi viaggi aggiungevo delle parti fino al 2020 dove mi sono trovato chiuso in casa come tutti e in quel momento ho iniziato a dargli una forma ascoltabile.
In quel periodo anche John Convertino (fondatore e batterista dei Calexico), Matt Swanson (Bassista dei Lambchop), Tony Crow (Pianista dei Lambchop) come del resto tutti quelli che hanno partecipato al disco si trovavano fermi a causa della pandemia, gli ho chiesto se potevano darmi una mano perchè sapevo che avrebbero capito e suonato in questo disco in modo naturale.
Tu vieni da un mondo in cui la musica non aveva i tempi frenetici di oggi. Che futuro vedi per la musica e per le nuove generazioni di ragazzi/ragazze che vorrebbero farne un mestiere?
Ascolto molto di rado musica mainstream o “pop”, sia per una questione di forma che di sostanza.
Però trovo curioso riflettere sul fatto che le sottoculture hanno subito un lento appiattimento, rispetto al periodo 60-70-80 e 90 e che ogni giorno vengo bombardato di frammenti pubblicitari di gruppi internazionali a cui piace autodefinirsi parte di una sottocultura di quegli anni per ottenere visibilità.
Vorrei sperare che ci siano momenti in cui innovazione e creatività possano creare nuove sottoculture, proprio come in quegli anni.
Se devo dare un consiglio (a tutti e anche a me stesso) è di non porre confini alla creatività, se il risultato suona strano, forse è già perfetto così.
Parliamo del tuo recente singolo “Generazione”: cosa ti ha ispirato a scrivere questo testo? Cosa vorresti che percepisse chi ascolta questa canzone per la prima volta?
Il testo è dedicato alla nostra generazione che eredita scelte ed errori dalle generazioni precedenti che a loro volta hanno consumato e sperperato pensando che il mondo avesse risorse infinite, spesso senza porsi le domande giuste.
Se non impariamo a preservare tutto il nostro ecosistema nella sua complessità, le conseguenze saranno sempre più spiacevoli, ne abbiamo già ampia visibilità.
Cito Silvano Agosti: “tra tutti i sistemi possibili, abbiamo scelto quello peggiore”.
Pensi che la musica possa davvero essere un mezzo efficace per cambiare la società, o è più una forma di sfogo personale?
Musica, Arte, Filosifa e, piu in generale, la parola, possono cambiare la società ed il mondo, è successo piu volte, succederà ancora.
Progetti futuri?
Cerco di vivere nel momento il più possibile, di comprendere il significato delle cose che succedono e di prestare attenzione.
Musicalmente mi piacerebbe poter pubblicare un altro disco, ho iniziato a scrivere qualcosa ma non ho idea di quanto ci metterò, è un processo organico e potrebbe volerci del tempo.
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiMessaggi correlati
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