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“MIMMO ROTELLA. 1945-2005”, AL DUCALE LA MOSTRA DEDICATA ALL’INVENTORE DEL DÉCOLLAGE: TRA POP ART E INNOVAZIONE
Da oggi, 24 aprile, fino al 13 settembre, il Sottoporticato di Piazza Matteotti accoglie l’esposizione dedicata all’artista italiano che ha fatto la storia artistica del Secondo Novecento. Oltre cento opere che raccontano sessant’anni di lavoro, esposti anche le iconiche “Marilyn e “A strappo deciso”
di Ilaria Patané
GENOVA – Palazzo Ducale si conferma sede di cultura e arte ospitando la mostra “Mimmo Rotella. 1945-2005” che dal 24 aprile al 13 settembre accompagnerà i visitatori in un viaggio tra gli stili e le sperimentazioni del grande artista inventore del décollage e che si svilupperà negli spazi del Sottoporticato di Piazza Matteotti
L’esposizione, a cura di Alberto Fiz e realizzata in collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella e prodotta e organizzata da MetaMorfosi Eventi affronta gli oltre sei decenni di attività restituendo tutte gli elementi che hanno caratterizzato il lavoro di Rotella, tra arte, rappresentazione e dinamiche sociali.
Oltre cento opere, provenienti da musei, fondazioni e collezioni sia pubbliche e private permettono agli appassionati e non solo di entrare e immedesimarsi nei vari linguaggi affrontati da Rotella, partendo dalla pittura fino ad arrivare al décollage, tecnica da lui inventata, dove lo strappo abbandona la sua valenza distruttiva per diventare gesto creativo ed espressione artistica. Un’azione estetica e allo stesso tempo politica capace di disvelare e portare in superficie l’essenza di immagini celate da figure consumistiche e pubblicitarie.
La mostra si configura come una retrospettiva nell’anniversario dei vent’anni dalla scomparsa dell’artista, un viaggio nell’arte del Novecento tra innovazione e sperimentazione che ha portato Rotella ad affrontare diversi stili, dalla Transavanguardia fino alla Pop Art.
Il percorso espositivo riserva uno spazio anche alle tele emulsionate in bianco e nero, realizzate durante gli anni di Piombo in cui Rotella realizza un vero e proprio reportage visivo ottenuto attraverso la restituzione dei media. La Storia che diventa rappresentazione e dimostra la forte attenzione di Rotella non solo per l’estetica ma anche per il mondo a lui contemporaneo, dimostrando come l’arte non sia solo strumento visivo ma anche testimonianza viva.
Non poteva mancare, nell’esposizione, uno spazio dedicato a “Il rito della lacerazione” ultima esecuzione della performance che l’artista eseguì dal vivo a Genova nel 2004 in occasione della mostra “Arti e architettura 1900-200” curata da Germano Celant per Palazzo Ducale.
«Celebrare Rotella oggi – dichiara Nicola Canal, Presidente della Fondazione Mimmo Rotella – significa restituire al pubblico la forza di un artista che ha saputo anticipare il nostro tempo, trasformando il linguaggio visivo contemporaneo con un gesto radicale e rivoluzionario».
Il percorso della mostra
“Mimmo Rotella. 1945-2005” si sviluppa in sette sezioni tematiche raccogliendo al suo interno alcune delle opere più iconiche dell’artista dove emerge anche la sua profonda riflessione sulla società di massa e la sua capacità di semplificare e sminuire temi e contenuti.
Espressione di questo lavoro di riflessione sono le due opere “Viva America” e “Homage au President”, dedicate a Kennedy e realizzate nel 1963, anno della morte del Presidente Americano. Anche Marilyn Monroe, l’iconica diva del cinema e intramontabile modello di bellezza, è stato un soggetto amato e studiato da Rotella a cui l’artista dedica “Marilyn” (1963), décollage concesso dalla Heidi Horten Collection di Vienna.
La prima sezione è dedicata agli esordi, con disegni figurativi e dipinti astratto geometrici che testimoniano le prime ricerche dell’artista nel secondo dopoguerra. Nello stesso contesto vengono presentatele poesie epistalti che con rare registrazioni sonore a testimonianza delle ricerche linguistiche di Rotella che nel 1949 inizia lo strappo partendo dalla parola.
La seconda sezione introduce i “retro d’affiche” e i primi décollage astratti, momento cruciale nella vicenda creativa dell’artista che segna l’avvio della tecnica destinata a diventare la cifra più riconoscibile del suo linguaggio
Nella terza sezione compaionoi celebri décollage figurativi, in cui immagini tratte dalla cultura visiva urbana e dalla comunicazione di massa vengono strappate, ricomposte e trasformate in potenti icone della contemporaneità. È qui che inizia il percorso internazionale di Rotella
La quarta sezione approfondisce le sperimentazioni degli anni Sessanta, un periodo di intensa e continua ricerca in cui Rotella amplia il proprio linguaggio attraverso nuovi procedimenti e tecniche.
La quinta sezione prende in esame le riflessioni di Rotella intorno all’oggetto che attraversano tutta la sua indagine creativa caratterizzata da una costante tensione verso la tridimensionalità.
La sesta sezione è dedicata agli anni di piombo con una serie di nove riporti tipografici su tela emulsionata, realizzate tra il 1979 e il 1980, nelle quali l’artista rielabora immagini tratte da giornali e riviste connesse con il drammatico clima del terrorismo tra cui “Il Martire” (1980) raffigurante Aldo Moro seduto sotto il simbolo delle Brigate Rosse
La settima, e ultima, sezione è incentrata sul periodo compreso tra il 1980 e il 2005, che documenta le ricerche più recenti, dai blank(coperture) alle sovrapitture, dalle nuove Icone sino alle lamiere (sono opere che hanno un impianto architettonico) e agli ultimi décollage
La mostra è completata da un ricco apparato documentario proveniente dalla Fondazione Mimmo Rotella tra cui fotografie originali, articoli, poesie epistaltiche. Vengono esposti anche gli scatti di Paolo Di Paolo messi a disposizione dal suo Archivio. A rendere possibile l’esposizione sono stati i numerosi prestiti provenienti da alcuni delle istituzioni museali più importanti del panorama artistico tra cui il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma
Le iniziative collaterali
Per scuole e famiglie sono stati pensati percorsi ad hoc per avvicinare tutti all’arte di Rotella:
“Sovrapporre e disvelare”, il percorso guidato si snoda attraverso una selezione ragionata delle opere esposte per conoscere le numerose sperimentazioni artistiche di Mimmo Rotella. A seguire, in laboratorio, mettendo a disposizione pagine di riviste, ritagli di manifesti, frammenti di locandine, e strappi di carte veline, si realizzerà un grande lavoro collettivo ispirato alla tecnica del décollage a lungo sperimentata dall’artista.
“Io non dipingo, strappo“, lo strappo è un gesto potente: rompe, separa, apre. Mimmo Rotella lo ha trasformato in linguaggio visivo, facendo della lacerazione il cuore della sua arte. Questo laboratorio ne raccoglie l’eredità, invitando i partecipanti a creare installazioni leggere con carta, stoffe e materiali di recupero.
Visita alla mostra Percorsi articolati per rispondere alle esigenze delle diverse età dei partecipanti sono realizzati in modo da consegnare agli studenti le corrette chiavi di lettura della mostra.
Visita alla mostra + Palazzo Ducale: a richiesta è possibile unire alla visita guidata di una mostra a scelta anche la visita a Palazzo Ducale (Tutte le proposte sono pensate per la scuola primaria, secondaria di I e Il grado)
“Mimmo Rotella. 1945-2005” è visitabile da martedì a domenica dalle 11 alle 19 (la biglietteria chiude un’ora prima). Il costo del biglietto è: intero 12€, ridotto 10€ Per informazioni visitare il sito www.palazzoducale.genova.it
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiMessaggi correlati
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