MIGRANTOUR: LA SFIDA AI PREGIUDIZI PARTE DAI VICOLI DI GENOVA

Di il 25 Giugno 2015

Dal 2 luglio sbarca il progetto europeo che restituisce ai cittadini la propria città con un’ottica multiculturale

Di Chiara Gaddi

IMG_0656-copiaGente che parte, gente che arriva. Un posto a Genova c’è quasi per tutti. Città di porto, di migranti ed emigranti, storicamente aperta alle culture diverse, terreno fertile per scambi e viaggi. Ma a perdersi nei carruggi, non sono più, come in passato, i mercanti di sete preziose o gli esploratori in cerca di ristoro: oggi, dallo stesso porto, approdano i migranti dell’America Latina e del Nord Africa. Attenzione, però, a non limitarsi ai soliti luoghi comuni! Perché in controtendenza con i titoli di giornale e i dibattiti che animano i salotti televisivi da ormai diversi mesi, è pronto a sbarcare a Genova “Migrantour, intercultural urban routes”, il progetto co-finanziato dalla Comunità Europea e sperimentato con successo (tra gli altri) a Torino, Lisbona, Parigi e Valencia.
« E’ un progetto attuale, che offre una nuova prospettiva del fenomeno migratorio in un momento di forte imbarbarimento culturale- ha commentato l’assessore alla Cultura Carla Sibilla durante la presentazione del progetto avvenuta oggi al Castello D’Albertis – Genova è la città ideale per questa iniziativa: non solo per il suo passato, ma anche per i musei di cui dispone: il Museo delle Culture del Mondo e la sezione del Galata dedicata all’emigrazione italiana.»
Con Migrantour sarà possibile andare alla scoperta del centro storico attraverso percorsi predefiniti e avvalendosi di un punto di vista completamente diverso, quello degli accompagnatori interculturali, che i vicoli, oltre a conoscerli, li vivono davvero. Originari del Senegal, del Perù o del Venezuela, sono tutti insegnanti ed educatori, che per questo progetto hanno seguito una formazione lunga sedici mesi. «Sono i “nuovi” cittadini a Genova da qualche anno o da diversi decenni che hanno la possibilità di farsi conoscere e far conoscere la propria percezione della città – aggiunge Maria Carla Italia, assessore del Municipio Centro Est – E’ un modello di accoglienza che mette in relazione delle conoscenze e crea delle occasioni e quindi, integrazione». E così i ristoranti etnici, i phone center, gli alimentari tipo piccoli bazar di Medina, non saranno più solo mere insegne da cui distogliere lo sguardo in maniera dubbiosa, ma storie da abbinare a volti con nomi e cognomi.
L’itinerario si snoderà da Piazza Principe a Piazza Don Gallo, nel centro dell’ex ghetto ebraico, passando per via Prè, la Commenda, i Truogoli di Santa Brigida e andrà alla ricerca dei segni di contaminazione nel tessuto cittadino, senza dimenticare la tradizione genovese con una sosta nella casa dei cantautori in via del Campo. Per chi vorrà, il percorso continua con la visita al Museo della Migrazione del MuMa, dove il visitatore si potrà calare nel mondo del migrante, passando dalla città al museo, legati in maniera complementare.

Nel mese di luglio (2, 9 e 16) sarà possibile provare in anteprima il percorso Migrantour partecipando a tre passeggiate gratuite che si concluderanno con la visita del Castello D’Albertis- Museo delle Culture del Mondo (con ingresso scontato a 3 euro) e un aperitivo finale in occasione dell’apertura speciale del giovedì sera. L’appuntamento è alle ore 17 in piazza del Campo (prenotazioni rossellasemino@acraccs.org)
Per tutte le altre informazioni migrantour.genova@viaggisolidali.it , www.migrantour.org

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