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“Tutto qua?!”, esce il nuovo libro del giudice genovese Michele Marchesiello
GENOVA – Una lista nera di oggetti antipatici, inutili, noiosi, ingombranti, testardi, fastidiosi, eppure presenti nella nostra vita nonostante tutto. Solo apparentemente inermi. Michele Marchesiello, giudice a riposo nato per caso a Bolzano ma genovese da sempre, li ha messi a fuoco e ne ha fatto un libro edito da Sido, Tutto qua?! Repertorio ragionato di oggetti ostili. Sono 181 pagine di piccolo formato, divise in 42 capitoli dedicati ad altrettanti intrusi tecnologici che hanno promesso molto e mantenuto pochissimo. Un breviario ragionato e ironico che illustra le delusioni di un uomo che ha provato ad amare il videoregistratore, la cassa self service dei supermercati, il body scanner, la fotocamera digitale, il power point, il selfie stick, lo smartphone, l’e-reader, ma non c’è cascato. Il primo indiziato è stato il trolley, che non ha niente a che fare con il digitale, eppure ha saputo anche lui diventare petulante e molesto quando si è imposto come novità tecnologicamente avanzata, scalzando tutti i suoi predecessori. Come i pantaloni a pinocchietto, la tuta, il marsupio, i moonboot, le/gli infradito, il deodorante per auto, le scale mobili e persino il telegiornale. Ognuno ha la colpa di rivelare a noi stessi i nostri difetti, le perversioni, le debolezze, le sirene che non siamo riusciti a ignorare. Colpevoli di avere dimostrato quanto abbiamo sbagliato e quanto c’è di sbagliato nel nostro mondo. Per questo vanno sul banco degli imputati e v[Eq1] engono interrogati da un giudice disposto ad andare in appello e cambiare idea se l’oggetto in questione è stato capace di buona condotta, come accade per esempio con le bretelle. Infatti è prevista l’uscita di un libro gemello, a lode degli oggetti che rendono la nostra vita più bella.
Tutto qua?! è un volume sorprendente che nasce per rallegrare e forse per esorcizzare i peggiori peccati consumisti che chiunque di noi ha commesso. Ma come ogni divertissement rivela molto altro. Pagina dopo pagina si esalta l’attenzione sociologica di Marchesiello alla contemporaneità, si sfiora una biografia che lo ha portato all’Aja non per imparare a mangiare il sushi affrontando la sfida di considerarlo veramente commestibile, come racconta, ma per lavorare al Tribunale Internazionale. Emerge il carattere di un uomo simpatico che litiga bonariamente con l’editor, mentre da una porta compare veloce la moglie Isa, i figli lo osservano sullo sfondo e allunga un biscotto al golden retriever Paco. Per non parlare delle passioni letterarie, cinematografiche, filosofiche, spolverate sulle pagine con la noncuranza propria solo a chi le ha intensamente vissute: Miller, Althusser, Wilde, Bergman, Kurosawa, Tati, Caproni, Canetti, Soldati, Kubrick, fra gli altri. In quattro righe compaiono Michael Caine e Ferruccio Parri. Miracoli della conoscenza. Scrivendo ognuno si rivela. Il fatto è che Marchesiello fatica a buttare via le cose che partecipano alla sua umanità e in qualche modo la mettono a nudo. Così come considera necessaria la fatica della lettura, attraverso la quale si impara a conoscere se stessi. Diffidare dalle scorciatoie. Stare accanto a lui può significare ascoltare all’improvviso un cinguettio melodioso che gli esce dalla tasca: è la suoneria del suo amato/odiato smartphone.
Michele Marchesiello
Giudice a riposo, nato per caso a Bolzano e genovese da sempre, Michele Marchesiello è scrittore e giornalista. Ha collaborato con il quotidiano “Il Secolo XIX” e altre riviste. Ha pubblicato una ventina fra romanzi, saggi e reportage. Tra i suoi ultimi titoli, Felicità? 41 variazioni sul tema (2018) e “Diritto di resistenza – Come fare la rivoluzione attraverso il diritto (2019). Vive tra Genova e Ca’Mimia, agriturismo del Monferrato che ha aperto insieme alla moglie.
Edizioni Sido
Sido è una casa editrice fondata nel 2020 da Andrea Benei. Libri e design: comunque letteratura.
Cinque le collane: la Altana, per la saggistica d’evasione; la Molo è dedicata al fumetto; la Nadia ospiterà i fuori collana e i libri d’arte; la Tebe radunerà oracoli e visioni; nella Bellagio è racchiuso il design: oggetti letterari e capsule collection con artigiani e creativi. Nuovesido.it
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiUltime Notizie
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