BARBARA ALBERTI AL RIFF 2026: «IL BELLO NON SALVERÀ IL MONDO MA LO RENDE INFINITAMENTE PIÙ VIVIBILE»

Di il 11 Maggio 2026

La scrittrice umbra, membro della giuria della decima edizione del Riviera International Film Festival e insignita del premio Vision Award, ricorda l’importanza del cinema, del creare nuove storie e soprattutto dell’arte, strumento essenziale per affrontare la complessità di oggi

di Ilaria Patané

SESTRI LEVANTE (GE) – Scrittrice, giornalista, sceneggiatrice e giurata della decima edizione del Riviera International Film Festival, Barbara Alberti ha contribuito a scrivere una pagina importante della storia culturale e artistica italiana.
Ha collaborato con i più grandi registi e raccontato attraverso la sua penna emozioni e sensazioni. Nella cerimonia conclusiva della decima edizione del Riviera International Film Festiva, che ha avuto luogo nella serata di ieri, 10 maggio, la scrittrice ha ricevuto il premio Vision Award

A GOA Magazine ha raccontato il suo lavoro, l’importanza dell’arte, dei giovani e delle loro storie che al Riff hanno trovato grande spazio

Guarda l’intervista completa sul canale YouTube di GOA

Volevo chiederle subito come sta affrontando questa avventura da giurata
Affrontando una parola grossa, sembra che ci sia un drago davanti ma è così piacevole. Si vedono dei film bellissimi devo dire non ne ho visto uno che fosse così così, è inutile che faccio l’elenco infatti sono imbarazzatissima a votare perché li voterei tutti.

Al talk ha parlato di “Gelosia” che è il suo nuovo libro. Questo è un sentimento soltanto negativo oppure anche delle altre connotazioni?
Purtroppo ne siamo schiavi tutti perché siamo tutti insicuri e poi perché l’amore è esclusivo non c’è niente da fare. Ai miei tempi si facevano tanti esperimenti dato che lo scopo dei ragazzi del ‘68 era fare il contrario di quello che facevano i genitori. Avevamo sempre quest’idea di avere e abolito la gelosia finiva sempre mazzate. Perché non è un sentimento nobile, è un sentimento avaro l’amore e quindi, quindi c’è la gelosia

E lei, appunto, lo affronta nel suo libro ne parla ma anche in una chiave contemporanea. Cosa ci può dire?
Ma posso dire che appunto, rispetto al passato, è cambiata una cosa che adesso si ammette meno volentieri. Però esiste e sono sempre così, perché l’amore è un sentimento spaventoso, un sentimento esclusivo e quindi non credo che ci siano stati grandi progressi appunto ci abbiamo provato, ma finiva male. Certo, voglio dire la gelosia ossessiva è una malattia e appena cominciano così, è meglio che lo mandi il diavolo o la mandi al diavolo, però è proprio nell’amore.

E invece, cambiando un po’ argomento, lei ha lavorato con molti registi diversi e anche recentemente come Argento, Guadagnino, Ozpetek. Come è cambiato il modo di raccontare le storie, secondo lei? Questo non lo so questo e non mi non mi importa neanche nel senso che cambiano gli stili l’importante che sia bello quello che vedi, che sia significativo, che ti colpisca che ti coinvolga, ecco. Ma non sono per fare questi schemi, o sei bravo o non sei bravo o senti quello che fai e hai la capacità di esprimerlo altrimenti male

Lei è: sceneggiatrice, attrice, scrittrice
Attrice ho fatto qualche comparsata che poi hanno sempre maledetto il momento che me l’avevano chiesto.

Teniamo solo scrittrice e sceneggiatrice allora, qual è la dimensione a cui si sente di appartenere di più
Ma la scrittura è scrittura, quando scrivi per te, scrivi per te e sei completamente libero. Quando fai una sceneggiatura sei un gradino di un lavoro, sei funzionale a quello che poi farà il regista.
Da solo è l’anarchia, io scrivo a mano quindi sei lì davanti al foglio, sei solo al mondo. Quando sceneggi devi tener conto che è in funzione di un’altra cosa, di un film

Se dovesse scegliere uno dei personaggi che ha scritto a cui sente più affezionata, che le ha lasciato di più, quale sarebbe e perché?
I due personaggi che mi stanno più nel cuore sono quelli di “Portiere di notte” di Liliana Cavani. Perché è un è un dramma straordinario, questo uomo e questa donna che si incontrano: prima come aguzzino nazista e lei come vittima ebrea e poi si ritrovano nella vita e c’è questo amore è impossibile che vince il male. E devo dire che ha una forza drammatica e anche una potenza nel raccontare l’amore e lì devo dire la sceneggiatura c’entra ma c’entra soprattutto la Cavani. C’entra tutto la potenza della regia, la potenza di Charlotte Rampling che infatti, da quel film in poi è diventata un grande simbolo erotico

Qual è il valore del cinema oggi?
Ma io spero altissimo, sono felice di questo festival che intanto da voce soprattutto ai giovani, agli under 35 perché io, anche se sono vecchia, devo ammettere che l’invasione dei vecchi e la persistenza dei vecchi in tutti i lavori è perniciosa. Io non sono per il giovanilismo, ma neanche per il vecchismo, non so se mi spiego. E quindi comunque, i giovani hanno più forza, hanno più potenze e hanno anche più innocenza in un certo senso più audacia. Poi ci sono le eccezioni e tutto quanto, però rivolgersi veramente alle persone che stanno nascendo adesso mi sembra un’attitudine meravigliosa, un’iniziativa fantastica. Fantastica, anche perché poi ci sono i film in concorso, però ci sono presenti in questo festival anche tantissimi altri talenti. Il mondo crolla il mondo esplode il mondo, cioè abbiamo un pupazzo orribile e sanguinario che è Trump, che è proprio il Joker di Batman, è che è un orribile figura del fumetto che domina il mondo. E l’unico antidoto e l’arte il pensiero, la creazione, quindi tutte queste opere sono comunque opere di pace, opere di vita. Il Bello è bello, non salverà il mondo, ma lo rende infinitamente più vivibile

Foto credit: Laura Bianchi

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