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GIOVANNI VERONESI AL RIFF: «LA RISATA È NECESSARIA. CONTIENE TUTTO, IL DRAMMA CHE LA PRECEDE E L’ALLEGRIA»
Al Riviera International Film Festival ospite il regista, produttore e sceneggiatore, firma delle principali commedie italiane contemporanee. Con la masterclass intitolata “Dirigere la commedia: precisione, tempo e caos” ha incontrato il pubblico raccontando il processo creativo e il dietro le quinte
di Ilaria Patanè
SESTRI LEVANTE (GE) – GOA Magazine ha incontrato Giovanni Veronesi: attore, regista e sceneggiatore firma delle commedie contemporanee che ha raccontato lavoro ed esperienze su cast internazionali. Sottolineando l’importanza della risata come strumento per affrontare le difficoltà della vita con un approccio differente e analizzando la situazione attuale degli sceneggiatori italiani
Guarda l’intervista completa sul canale YouTube di GOA
Intanto benvenuto a Sestri Levante come si sta trovando e che emozioni provo ad essere qua al festival del cinema indipendente e soprattutto dedicato ai giovani
La location è orribile, è una cosa che non si può guardare proprio è brutto e mi sono pentito di essere venuto qua. Non conoscevo Sestri Levante e ogni volta che vado in un posto italiano che non conosco mi stupisce la bellezza del posto proprio. Sono ancora una specie di turista, io, in Italia, perché sono talmente tanti posti belli. Sarà stata una mia decezione, non conoscere Sestri, però non c’ero mai capitato. E su quei posti, dove te dici, vabbè, ho portato una valigia troppo piccola dove portare un baule rimane qua molto di più. E devo dire che queste iniziative sono iniziative sempre. Stupefacenti, perché poi ci rincontri gente che non vedevi da tempo ieri sera sono stata a parlare con Laura Morante tutta la sera. E ho pensato, ma perché non l’ho mai frequentata così tanto nella mia vita potermi divertire, come mi sono stasera. Ecco se non altro per noi che veniamo qua. incontrarsi, parlare è una cosa fondamentale dovrebbe essere una regola ci dovrebbe essere uno statuto per cui gli artisti si devono confrontare tra loro. Più volte l’anno per sapere che cosa fanno le idee che hanno avuto. E invece questo non avviene mai, avviene soltanto in questi luoghi. Miracolosi che sono questi piccoli festival organizzati da degli eroi, io credo che. Io non non credo nei supere eroi, però credo in persone eroiche che con pochi soldi che con. In spiccioli che le regioni dedicano queste manifestazioni, riescono mettere su un parte di nomi e soprattutto persone che vengono senza essere pagate. Ecco questa è una cosa molto bella significa che dietro c’è passione. Il cinema è fatto di gente che deve avere passione è una specie di sport.
Lei ha lavorato con grandi nomi del cinema italiano, come Favino, ma anche internazionali, ha diretto ad esempio De Niro, ma anche Bowie, come si gestiscono dei set così grandi?
De Niro mi disse: “guarda che tu sei il regista, mi devi dirigere”. Io ero immobilizzato di fronte a lui, non sapevo bene cosa dirgli, perché insomma, era De Niro, quindi molto probabilmente ne sapeva più di me sulla recitazione e alla fine della prima giornata mi disse: “Tu sei il regista e mi devi dirigere, è importante”, stetti tutta la notte con gli occhi aperti a pensare cosa dirgli il giorno dopo. E piano piano ho cominciato a fare il regista anche con lui, è normale, siamo sempre tutti uguali noi del cinema. Siamo una specie di enorme circo che si muove in giro per il mondo e che sia de Niro o che sia l’ultimo attore italiano non c’è differenza, se trovi le pressioni giuste che hanno la passione del cinema, il lavoro è sempre lo stesso.
Creare commedie efficaci non è una cosa semplice quali sono gli “ingredienti” per creare la risata
La risata è necessaria tutti ridono, ridere una volta al giorno secondo me è veramente importantissimo i medici dovrebbero consigliarlo, anzi, obbligare i propri pazienti ridere. Si dice, “ma non c’è niente da ridere nella vita” non è vero c’è sempre qualcosa che può essere visto. Con un’ottica un po’ spostata rispetto alla realtà e ci si può anche ironizzare sopra questo, sdrammatizza ed esorcizza anche le cose peggiori che ti possano capitare nella vita. La commedia ha sempre fatto questo, deve fare questo. Ed è per questo che forse è il genere più difficile, secondo me, proprio perché la risata contiene tutto. Contiene anche il dramma che la precede e contiene l’allegria
E invece, secondo lei, è cambiata la richiesta delle storie da raccontare o quello che il pubblico vuole sentire e se si come?
Non è tanto cambiata la richiesta ma è cambiato il modo in cui le cose vengono raccontate. Oggi c’è questo politically correct che è odioso, non puoi dire certe parole, non puoi raccontare certi personaggi. La commedia all’italiana che noi abbiamo sempre celebrato oggi non si potrebbe più fare perché le persone venivano raccontate nella loro cruda realtà. Oggi invece bisogna mettere una maschera di fronte a quello che dici perché altrimenti si offende sempre qualcuno. Offendiamoci un po’, forse è meglio se ci offendiamo.
Lei è stato attore, regista e sceneggiatore, qual è il ruolo che predilige?
Diciamo che la regia è una specie di regalo che la vita dà, tu vai sul set ed è meraviglioso il fatto che tu possa creare in quel momento un’immagine che rimane eterna e che esclude tutto il resto del mondo. Cioè io inquadro una porzione del mondo, decido in quel momento e tutto il resto del mondo non esiste per me, quindi è un dono veramente clamoroso che la vita da facendo il regista. Però la scrittura, davanti alla pagina bianca, l’idea che ti viene in mente che non costa niente, costa solo fatica il sacrificio psicologico, è molto più bello il momento creativo. Questo secondo me l’Italia un po’ patisce il fatto che gli sceneggiatori non sono ben pagati e quindi, dopo due volte che fanno la sceneggiatura, debuttano alla regia, questo è un grande errore. Negli anni ’60 e ‘70 gli sceneggiatori erano pagati benissimo e rimanevano da fare gli sceneggiatori, perché quello è un mestiere ben preciso
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Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiMessaggi correlati
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