L’Acquario di Genova a fianco delle più grandi organizzazioni ambientaliste

Di il Dicembre 4, 2017

GENOVA – Oggi 4 dicembre l’Acquario di Genova ha ospitato un’importante tavola rotonda sul tema dell’inquinamento da plastica negli oceani con Maria Cristina Finucci.

 

Fondatrice del Garbage Patch State, riconosciuto come Stato dall’UNESCO nel 2013, Maria Cristina Finucci è la protagonista dell’evento tenutosi oggi nell’Auditorium dell’Acquario. L’incontro  è stato organizzato nell’ambito della mostra “An Ocean Free of Plastic”, ospitata dall’Acquario fino al 10 dicembre in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America e la Fondazione Acquario di Genova Onlus .

 

L’incontro ha lo scopo di promuovere il dibattito su una delle sfide globali prioritarie inserita dall’Onu tra gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile da perseguire entro il 2030.

Ogni anno enormi quantità di rifiuti plastici vengono scaricati nell’oceano: uno degli esempi più tipici è rappresentato dalle bottiglie di plastica che possono permanere in un ambiente salato fino a 400 anni. In alcune aree la quantità di plastica è cinque volte maggiore rispetto a quella del plancton ed è stato calcolato che queste, in aggiunta alle zone con alta concentrazione di rifiuti plastici decomposti, formano un’area pari a quella dell’Africa.

Esistono cinque isole galleggianti di plastica negli Oceani per una superficie complessiva di oltre 15,9 milioni di chilometri quadrati (fonte The Garbage Patch State). Il World Economic Forum sostiene che, senza alcuna azione significativa, nel 2050 nell’Oceano ci saranno più rifiuti plastici che pesci.

 

Dallo scorso fine ottobre, l’Acquario di Genova ha dedicato in tal senso una vasca proprio alla “plastico-medusa” o Plasticobursa medusoides come ironicamente riportato nella didascalia, abitante di tutti i mari del mondo e spesso fonte di nutrimento, con conseguenti gravi problematiche per la salute o addirittura decesso di animali marini quali le tartarughe.

A conclusione della tavola rotonda, è stato firmato un Protocollo d’intesa con il Garbage Patch State per sancire l’impegno comune in progetti che contribuiscano fattivamente a migliorare la situazione ambientale relativa alla presenza della plastica in mare e sviluppare attività per la sensibilizzazione e l’educazione del pubblico.

 

An Ocean free of Plastic è una mostra interattiva che nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Stato Usa, la Commissione Europea, l’Acquario Nazionale Danese a Copenhagen e l’ONG Plastic Change. Partita da Copenhagen, è l’unica tappa italiana.

È articolata in aree interattive con video, audio e anche una cabina fotografica dove i visitatori potranno postare le loro foto sui social media come testimonianza del loro impegno contro l’inquinamento da rifiuti plastici (per esempio, usare bottiglie d’acqua riutilizzabili, acquistare cosmetici privi di micro plastiche, fare la spesa solo con sacchetti riutilizzabili o raccogliere i rifiuti plastici).
Oltre a descrivere l’impatto che le micro plastiche hanno sugli oceani, l’esposizione fornisce esempi pratici di azioni che chiunque può intraprendere per far sì che tali rifiuti non si riversino in mare. La visita alla mostra è parte integrante del biglietti di visita all’Acquario di Genova.

 

(C.S.)

Su Redazione

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