SESTRI PER IL SUO TEATRO: IN CENTINAIA SI MOBILITANO PER LA RIPARTENZA DEL VERDI

Di il 9 Febbraio 2024

In più di trecento sono accorsi per l’incontro pubblico “Nessun dorme” organizzato dalle forze di opposizione in Municipio con l’obiettivo di riportare il teatro alle glorie di un tempo e fargli riaprire le porte al più presto

di Alessia Spinola

GENOVA – Il futuro del Teatro Verdi di Sestri Ponente è stato discusso in un’assemblea intitolata “Nessun Dorma” che sembra proprio aver risvegliato la coscienza di molte persone. Oltre trecento persone hanno infatti riempito la sala di Palazzo Fieschi: persone sedute sulle scale, altre rimaste fuori, tutte per l’incontro pubblico organizzato dalle forze di opposizione in Municipio (Genova Civica, Lista Rosso Verde, Pd e Movimento 5 Stelle).

L’obiettivo principale di quest’incontro è chiaro: far rimanere il Teatro pubblico e renderlo nuovamente fruibile dai cittadini al più presto. Per raggiungere questo scopo i consiglieri hanno lanciato una raccolta firme. Per chi si fosse perso qualche tassello della storia, si ricorda che il Teatro Verdi è con le porte chiuse da quest’estate e a gennaio il Comune ha revocato la concessione alla Cinema Teatro Verdi srl, amministrata da Giunio Lavizzari Cuneo. Ma quand’è che il destino di questa struttura è diventato incerto? Il tutto ha preso il via il via quando il consigliere regionale Ferruccio Sansa si espose sui social prospettando l’apertura di un nuovo (e ulteriore) centro commerciale al posto del Teatro. In risposta, l’assessore all’Avvocatura Lorenza Rosso comunicò la revoca all’attuale gestione, in anticipo rispetto alla scadenza del 2037, oltre che ad annunciare l’intenzione del Comune di riassegnarne la gestione attraverso una gara a evidenza pubblica o un bando.

Cittadini, associazioni e persone che in quel luogo di cultura e spettacolo sono state protagoniste: sono numerosi i soggetti che si sono mobilitati per far sentire la propria voce, uno fra tutto Mario Carboni, precedente segretario del cineclub e colui che ha portato al Teatro personalità di grande rilievo come Claudio Baglioni, i Pooh o ancora i Rockets, il quale ricorda la prima lotta per tenere in piedi la struttura nel 1978.

Timore emerso dall’assemblea è quello di ritrovarsi con un nuovo gestore che non abbia il reale interesse di far tornare il Teatro Verdi alle glorie di un tempo. Marco Rinaldi sottolinea come il Verdi sia uno tra i teatri più grandi del Ponente con 610 posti e che non dev’essere la succursale di nessuno. Cosa fondamentale da fare è dare alla struttura un’impronta artistica chiara, per evitare il fallimento del progetto dopo poco tempo.

Anche Giulio Lavizzari, che è al Verdi dal 2010 dopo aver gestito per anni il Teatro della Gioventù, ha detto la sua al riguardo, affermando di aver fatto ricorso contro la decisione del Comune riguardo alla revoca della concessione che ha interrotto la ripartenza della stagione. L’udienza del ricorso è fissata al 21 febbraio. Inoltre Lavizzari racconta di come il 13 gennaio si è conclusa la vicenda giudiziaria riguardante la riparazione del sipario irrimediabilmente danneggiato da una scuola di danza.

All’affollata assemblea non era presente nessun rappresentante della maggioranza in Municipio.

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