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QUANDO UNA PASSIONE DIVENTA UN LAVORO
La parabola di Martina “Cory” Vettori, giovane protagonista della nuova edizione di Psychiatric Circus. Dal mondo della moda ai lustrini e alle paillettes del burlesque fino all’approdo all’arte circense. Un percorso di impegno, dedizione e desiderio di mettersi in gioco
GENOVA – Un cammino fatto di arte e raffinata seduzione, creatività e immaginario, capace di stimolare la fantasia e trasformare una passione in un mestiere da vivere ogni giorno con trasporto ed intensità. La parabola ascendente di Martina Vettori, in arte Cory, 30 enne di Rovereto, protagonista della nuova edizione di Psychiatric Circus (a Genova fino a domenica prossima), è di quelle che meritano di essere raccontate.
E’ la storia di un sogno a lungo inseguito, di una ricerca continua del miglioramento e del perfezionamento, di uno studio sulla moda iniziato e di un approdo, nel mondo del burlesque, vissuto da autodidatta. Fino allo sbarco, dopo un giro per l’Italia, in quello che improvvisamente ha scoperto essere il suo mondo. <Succede così, nel lavoro come nella vita. Ad un certo punto ti trovi nel punto giusto al momento opportuno. E tutto d’incanto appare molto più chiaro>, si racconta Martina.
Com’è nata la tua passione per l’arte circense e come ci sei arrivata?
Ho sempre amato il circo sin da quando ero bambina. Sono sempre rimasta affascinata dalle evoluzioni di acrobati e giocolieri. Poi un giorno, la scorsa estate, Psychiatric Circus ha fatto tappa a Rovereto, la città dove sono nata, e dopo aver seguito lo spettacolo due volte ho trovato il coraggio di contattare su un social Sandy Medini, l’organizzatrice della manifestazione.
In che modo ti proposi?
Ero molto titubante, non avevo il coraggio di spiegare cosa avrei potuto fare nonostante avessi esperienze passate nel campo dei tessuti aerei e poi del burlesque. Così, nonostante le mie amiche cercassero di convincermi a rimarcare tutte le mie capacità, mi presentai semplicemente come Martina e spiegai che il mio sogno sarebbe stato quello di lavorare insieme a loro. Fu la svolta perché Sandy apprezzò la mia umiltà e sincerità e mi diede la possibilità di mostrare il percorso fatto fino a quel momento. Ed eccomi qui, da 6 mesi giro l’Italia con Psychiatric.
Quale ruolo interpreti nello spettacolo?
Sono una bambina ospite dell’istituto psichiatrico diretto da padre Josef. Nello spettacolo cresco ma resto bambina dentro a causa di un trauma infantile che il pubblico scoprirà durante lo show.
C’è poi quell’immagine che riesci ad elaborare in pochi minuti…
E’ una tecnica che si chiama “speed painting”. Si tratta di un’immagine, riportata su una lavagna, disegnata con le mani al contrario che all’inizio il pubblico non capisce cosa esattamente rappresenti. Ma non vi svelo il soggetto, sarà una sorpresa.
Quali sono state le tappe che hanno preceduto l’approdo in Psychiatric?
Ho studiato moda a Rimini ma senza trovare sbocchi professionali interessanti. Quindi tornai a Rovereto e incominciai ad avvicinarmi al mondo del burlesque, studiando e perfezionando le tecniche. Dopo incominciai a propormi a locali che organizzavano serate e, grazie anche al passa parola, iniziò la mia avventura. Negli ultimi anni ho completato lo studio dei tessuti aerei e dei mangiafuoco, che sono due altre branchie dell’arte circense.
Come descriveresti Martina nella vita?
Solare, genuina e in costante aggiornamento.
E la nuova realtà da nomade come ti sembra?
Assolutamente stimolante. Ho avuto la fortuna di trovare un gruppo meraviglioso che mi ha accolta come se ne facessi parte da sempre. E’ un po’ come se improvvisamente tanti dubbi che avevo si fossero dipanati e tutto apparisse molto più chiaro.
Perché varrebbe la pena assistere a Psychiatric?
Perché è uno spettacolo moderno ed innovativo, è una nuova formula circense dove si uniscono ironia, commedia, teatro e circo. Dove lo spettatore si diverte ma riflette anche perché il tema di fondo è delicato.
E poi perché c’è Martina. (ride)
Anche per quello certo! Ma soprattutto per i miei colleghi che sono dei professionisti esemplari.
Psychiatric Circus è alla Marina Uno della Fiera di Genova fino al 15 gennaio. Prossima tappa dal 19 gennaio a La Spezia.
Per info: www.psychiatricircus.com
Su Tomaso Torre
Giornalista pubblicista dal 2003, è fondatore e direttore responsabile di GOA Magazine. Appassionato di arte, cultura e spettacoli ha collaborato per anni con diverse testate locali occupandosi di cronaca ed attualità, sport e tempo libero. “Ho sempre coltivato il sogno di realizzare un prodotto editoriale dinamico e fluido che potesse rispondere alle esigenze informative di un pubblico sempre più competente ed avanguardista”.Ultime Notizie
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