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Prosegue “Like Rain Falling from the Sky”, la mostra fotografica di Nicola Bertasi
GENOVA – Prosegue fino al 5 gennaio a PRIMO PIANO di Palazzo Grillo la mostra fotografica di Nicola Bertasi “Like Rain Falling from the Sky”, un viaggio attraverso i luoghi e i volti del conflitto americano in Vietnam e una riflessione sulla memoria della guerra.
Il progetto di Bertasi, prodotto e ospitato di recente al PAC di Milano è stato finalista al Dummy Book Award di Arles 2020 e nasce da un’indagine condotta dall’artista in Vietnam tra il 2016 e il 2019 sulla memoria storica e collettiva di una guerra che, per quanto apparentemente lontana, risulta profondamente radicata nell’immaginario occidentale.
Attraverso fotografie in bianco e nero, collage di immagini d’epoca e foto recenti, materiali di archivio, l’artista ritrova, a cinquant’anni dalla fine del conflitto armato le tracce ancora presenti, intrecciando passato e presente, scoprendo una guerra che si ripresenta ancora oggi nella memoria e nel territorio. Alcuni scatti mostrano, infatti, i segni dell’ecocidio ancora oggi presenti nel paesaggio vietnamita, mentre altri propongono ritratti che danno voce alle testimonianze delle vittime del conflitto.
“Ho iniziato questa ricerca ponendomi tre domande: quanto resta di una guerra su un territorio? Qual è la nostra percezione della guerra? È possibile distinguere tra ciò che ci è stato trasmesso di un conflitto nell’immaginario collettivo e ciò che, invece, è realmente accaduto? Per rispondere, mi sono recato in Vietnam, paese protagonista di una guerra che, per durata, intensità e mediatizzazione ha profondamente plasmato l’immaginario visuale occidentale del secondo dopoguerra e luogo in cui la memoria storica e collettiva dei conflitti è ancora molto forte” – spiega l’artista.
“Cercando di andare oltre questo immaginario in cui realtà e finzione si rincorrono, Bertasi cerca di tessere una cartografia visuale della memoria differente, facendo dialogare il passato e il presente di un conflitto che ha marcato nel profondo i territori e i corpi vietnamiti – sottolinea Damarice Amao, curatrice della sezione fotografica del Centre Pompidou e del libro Like Rain Falling from the Sky pubblicato da studiofaganel che, in dialogo con le opere esposte, sarà consultabile e in vendita per tutta la durata della mostra. – “Bertasi fa sua una narrazione fotografica sensibile, poetica e personale come alternativa all’impasse di altri racconti più ufficiali, assumendo quell’indispensabile parte di soggettività nel suo viaggio alla deriva tra i luoghi del conflitto vietnamita” – conclude Amao.
“Mettere insieme le fotografie per costruire una narrazione, è qualcosa di molto simile all’elaborazione del ricordo – spiega l’artista. “È il motivo per cui questo mio lavoro parte da una constatazione: abbiamo davvero bisogno di rielaborare il ricordo della guerra per riuscire a capirla. Ecco a noi, quindi, il Vietnam, oggi: fotografie, documenti, elaborazioni grafiche, spunti e testimonianze. Un puzzle, di cui a volte faccio ancora fatica a decifrare il senso, ma che altre volte, invece, mi sembra funzioni. Un puzzle che si nutre di letteratura e cinema, di ricordi e confessioni, di documenti segreti e miti antichi. Un puzzle che non ho voluto incorniciare, ma, un attimo prima di appenderlo, ho deciso di dare in pasto al nostro immaginario.”
Il progetto espositivo è a cura di Giovanni Battista Martini e sarà visitabile – a ingresso libero e gratuito – fino al 5 gennaio 2024 nelle seguenti giornate: giovedì – venerdì dalle 16 alle 20 e sabato – domenica dalle 14 alle 20.
NICOLA BERTASI, classe 1983, nato a Milano ma con origini genovesi, è un fotografo indipendente e membro dello Studio Hans Lucas dal 2014. Dopo una formazione umanistica e una laurea magistrale in Storia Moderna, sviluppa una ricerca personale che lo porta a viaggiare in Europa, Medio Oriente, Maghreb, Stati Uniti, Cuba, India. Il suo lavoro è stato esposto in numerose gallerie e festival. Like Rain Falling from the Sky, è stato finalista al Grand Prix della fotografia documentaria 2019, tra i vincitori della Bourse du Talent 2019, finalista al Dummy Book Award di Arles 2020, finalista allo Star book Award, vincitore del New Post Photography Award 2021, honorable mention al Landskrona Book Award 2022 ed è il suo primo libro pubblicato da Studio Faganel. The Pandemic Papers, un viaggio di finzione in un archivio surreale, ha vinto la Gold Medal al Premio Nero di Verzasca.
C.S.
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Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiUltime Notizie
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