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“GIOVANNI ANDREA DE FERRARI RESTITUITO”: AI MUSEI DI STRADA NUOVA IL RITORNO DEL CAPOLAVORO DEL 1637
Dal 20 febbraio al 3 maggio Palazzo Bianco ospita la mostra dedicata alla pala di San Nicolosio, recentemente restaurata. Il percorso espositivo racconta il recupero dell’opera e il lavoro condiviso tra istituzioni, laboratorio di restauro e cittadinanza.
GENOVA – Dopo un lungo intervento di recupero e restauro, la pala di San Nicolosio di Giovanni Andrea De Ferrari torna finalmente visibile al pubblico. Il completamento dei lavori segna l’apertura della mostra “Giovanni Andrea De Ferrari restituito. Dipinti e disegni inediti intorno alla pala di San Nicolosio”, visitabile dal 20 febbraio al 3 maggio ai Musei di Strada Nuova – Palazzo Bianco. L’inaugurazione è in programma giovedì 20 febbraio alle ore 17, dando ufficialmente avvio a un percorso espositivo che racconta il recupero dell’opera del 1637 e il contesto artistico che la circonda.
A novembre 2024, in risposta a una richiesta di aiuto del Terzo Ordine Francescano e su iniziativa di Giacomo Montanari, storico dell’arte e oggi assessore alla Cultura del Comune di Genova, il quotidiano Il Secolo XIX ha lanciato una raccolta fondi per restaurare una monumentale pala d’altare del pittore genovese Giovanni Andrea De Ferrari (1598-1669). L’opera, intitolata San Francesco presenta a Cristo e alla Vergine i santi patroni Ludovico IX re di Francia ed Elisabetta regina di Portogallo, era da tempo in precarie condizioni conservative.
In poco più di due settimane, anche grazie al contributo della Fondazione Passadore, l’obiettivo veniva raggiunto. Oggi, dopo un lungo e accurato intervento eseguito nel laboratorio di Nino Silvestri, l’opera – databile al 1637 – torna ad affascinare per i colori brillanti e la rinnovata luminosità.
«Questa mostra rappresenta molto più di un’esposizione temporanea: è il segno concreto di una comunità che si riconosce nel proprio patrimonio e sceglie di prendersene cura – spiega l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari – Quando abbiamo lanciato l’appello per salvare la pala di Giovanni Andrea De Ferrari, abbiamo chiesto ai genovesi un gesto di fiducia e di responsabilità condivisa. La risposta è stata straordinaria. Restituire oggi alla città un capolavoro del Seicento nella sua piena leggibilità significa restituire memoria, identità e consapevolezza. Palazzo Bianco diventa così il luogo simbolico di un ritorno: quello di un’opera che racconta la spiritualità francescana, la storia urbana e la grande stagione della pittura genovese. È un risultato che dimostra come la collaborazione tra istituzioni, studiosi, restauratori, fondazioni e cittadini possa generare valore culturale duraturo».

Il dipinto appartiene alla fase matura dell’artista, nella quale si fondono l’intensità cromatica appresa da Bernardo Strozzi, di cui De Ferrari fu allievo, e le raffinate modulazioni luministiche ispirate allo stile di Anton van Dyck, spesso accese da vibranti rossi e profondi blu. Commissionata nel 1637 per l’oratorio del Terz’Ordine Francescano – fondato nel 1625 e dedicato ai santi Ludovico IX di Francia ed Elisabetta di Portogallo – la tela seguì le vicende della confraternita: dopo le soppressioni napoleoniche e la demolizione dell’oratorio, situato sotto la chiesa di San Francesco di Castelletto, nel 1804 fu trasferita nella chiesa di San Nicolosio.
In quell’occasione l’opera venne ampliata sui quattro lati per adattarla al nuovo altare maggiore, alterando l’impianto originario e spostando verso l’alto la colomba dello Spirito Santo, oggi ricollocata nella posizione ideata dall’artista grazie al recente restauro.
In occasione delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, i Musei di Strada Nuova presentano al pubblico l’opera prima del suo rientro nella chiesa di San Nicolosio, affiancandola a dipinti e disegni inediti di Giovanni Andrea De Ferrari provenienti dalle collezioni civiche, in gran parte restaurati per l’occasione.
Arricchiscono il percorso espositivo le due grandi allegorie delle virtù cardinali, Giustizia e Temperanza, realizzate da De Ferrari e parte di un ciclo decorativo seicentesco per la camera privata del doge in Palazzo Ducale, insieme alla Fortezza di Andrea Ansaldo e alla Prudenzadi Domenico Fiasella.
Normalmente conservate nella sala Giunta Vecchia di Palazzo Doria-Tursi, le opere vengono eccezionalmente riunite in mostra a seguito di un intervento conservativo, offrendo un confronto ravvicinato tra tre protagonisti del primo Seicento genovese.
Completa la rassegna il nucleo di opere conservato al Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, che partecipa al progetto con i capolavori della propria collezione permanente, presentati con un nuovo allestimento in due sale, a cura di Giulio Sommariva.
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiMessaggi correlati
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