- ArteGenova compie 20 anni: tre giorni di fiera tra grandi maestri ed emergenti al Padiglione Blu
- Winter Park Genova da record: oltre 280mila presenze a Ponte Parodi in 41 giorni
- MOG: tre mesi di appuntamenti tra cucina vegetale, craft beer e letture condivise
- Genova sotto i riflettori del New York Times: il capoluogo ligure tra le 52 mete da visitare nel 2026
- Il Museo d’Arte Orientale Chiossone celebra Ligustro, in mostra le stampe giapponesi dell’artista
- Genova per San Francesco 2026: un percorso tra musica, arte e memoria spirituale
- “Nuova Fiera Primavera” torna a Genova a marzo 2026: tutti gli appuntamenti al Padiglione Blu
L’ETERNO CONFLITTO TRA BENE E MALE NEL DRAMMA “IL CROGIUOLO” DIRETTO DA UN FILIPPO DINI ISPIRATO
GENOVA – L’eterno conflitto tra bene e male, la “caccia alle streghe”, ormai conosciuta nel linguaggio comune, che diventa ossessione e conflitto e ci riporta quasi sorprendentemente ai temi di stretta attualità. Il crogiuolo di Arthur Miller, diretto da Filippo Dini (apparso ispirato nel ruolo di John Proctor) e prodotto dal Teatro Stabile di Torino, dal Teatro Stabile di Bolzano e dal Teatro di Napoli, in scena al Teatro Ivo Chiesa fino al 20 novembre, è una continua riflessione sullo sfumato confine tra verità e menzogna riportando a galla, attraverso il dramma, un tema che ci restituisce ai nostri giorni: la delazione. Il dramma scritto nel 1953, che affronta una vicenda realmente accaduta nel 1692 in Massachusetts, nota come la storia delle “Streghe di Salem”, è un vortice di psicosi, isteria sociale, persecuzione morale. Lo spettatore assiste impotente a litigi, a bugie, ad accuse senza poter riferire ai protagonisti della vicenda quello che ha visto nella prima scena, attorno al quale tutto ruota. Dietro le vicende che accompagnano lo spettatore per le quasi 3 ore di spettacolo diviso in quattro parti, si nascondono le paure e i drammi umani che generano una spirale di vendette, accuse, recriminazioni che culmineranno in un processo a 144 persone e 19 impiccagioni.
Lo spettacolo si apre con un’entrata in scena dei personaggi femminili che, camminando al buio alle spalle del pubblico con candele in mano, salgono sul palco e si preparano al rito. Lo spettatore si trova immediatamente travolto da una danza frenetica, con fumo e luci soffuse, musica cadenzata e giovani ragazze che ballano scomposte, seminude. Chi guarda si trasforma quindi subito, quasi senza rendersene conto, in testimone del maledetto rito, del seme di tutti mali che si abbatteranno sulla cittadina di Salem, in Massachussets.
Quello che viene raccontato nel dramma è un fatto realmente accaduto nel 1692, che ha visto come protagoniste due ragazze, Abigail Williams (Virginia Campolucci) ed Elizabeth Parris (Valentina Spaletta Tavella), che ritenute vittime di un maleficio e pressate dall’intera comunità si sono viste costrette ad accusare altre persone della cittadina di averle stregate e di aver fatto loro vedere il diavolo in persona.
Fin dalle prime scene è palpabile l’astio che corre tra gli abitanti di Salem, che li rende pronti ad accusarsi a vicenda senza reali motivi. Ai piccoli alterchi si aggiunge una cieca vendetta causata da un amore tradito, che trascinerà il protagonista John Proctor, impersonato dall’impeccabile Filippo Dini, in una spirale senza fine che lo porterà a dover scegliere tra la vita e la dignità e a supplicare magistrati e concittadini: “Vi ho dato la mia anima, lasciatemi almeno il mio nome”.
Le scelte registiche accompagnano il pubblico in un ritmo serrato e coinvolgente, che non lascia spazio a cali d’attenzione. La scenografia curata da Nicolas Bovey, imponente e austera, si scompone e ricompone, ricreando le diverse ambientazioni di esterni ed interni grazie a luci e semplici oggetti.
Durante una delle scene del processo, quando viene sottoposto un interrogatorio ad Elizabeth (Manuela Mandracchia), la moglie di John Raptor, un microfono che viene calato dal centro del palco scandisce e amplifica ogni sua parola, conferendo così a ogni affermazione un peso fatale.
Il crogiuolo è indiscutibilmente un dramma, ma riesce ad alternare momenti di forte tensione tragica ad istanti di sorriso, provocati dagli eccessi di rabbia e dai furiosi litigi, interpretati dagli attori con grande naturalezza e veridicità, tra gli abitanti del paese. Pur essendo una vicenda ambientata nel Seicento si ricollega sia all’incredibile dilagare del maccartismo degli anni Cinquanta, da cui lo stesso Arthur Miller fu colpito, sia al difficile momento che sta vivendo l’uomo contemporaneo: «[Miller] ci racconta di come l’obbedienza alle regole che la comunità stessa si è data possa sostenerla saldamente e al tempo stesso gettarla con grande velocità nel caos più profondo – spiega Filippo Dini -. Dopo più di due anni di pandemia e l’evolversi delle atrocità in Ucraina, questo testo suona una musica nuova e terribile: noi stessi e la nostra epoca ribolliamo nel crogiuolo dell’orrore e della meschinità». Cosa siamo disposti a sacrificare per mettere in salvo verità e giustizia?
Elisa Morando
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiMessaggi correlati
Ultime Notizie
-
“SETTE BAMBINE EBREE-PIÈCE PER GAZA”: L’OPERA DI CARYL CHURCHILL IN PRIMA NAZIONALE AL TEATRO DUSE
In scena dal 27 gennaio al 1° febbraio in occasione della Giornata...
- Pubblicato a Gennaio 23, 2026
- 0
-
Spielberg torna protagonista al Cinema America: sullo schermo “Incontri ravvicinati del terzo tipo” nella versione originale
GENOVA – Un cult della fantascienza torna sul grande schermo...
- Pubblicato a Gennaio 23, 2026
- 0
-
Palazzo Lomellino racconta Plinio Nomellini: un viaggio nell’Ottocento genovese tra modernità e simbolismo
GENOVA – Ultimi giorni per visitare a Palazzo Nicolosio Lomellino, in via...
- Pubblicato a Gennaio 23, 2026
- 0
-
La rassegna “Concerti Aperitivo” prosegue con Schubert: sul palco del Sociale di Camogli il Quintetto per archi D 956
CAMOGLI (GE) – Nuovo appuntamento con i Concerti Aperitivo al Teatro Sociale di...
- Pubblicato a Gennaio 23, 2026
- 0
-
Jazz’n’breakfast riparte al Teatro Modena: Falomi apre il 2026 con il live del nuovo album “Myricae”
GENOVA – Il Teatro Gustavo Modena inaugura il 2026 della rassegna Jazz’n’breakfast con il...
- Pubblicato a Gennaio 23, 2026
- 0
-
Porto di Genova, più sicurezza per chi assiste i marittimi: il Rotary dona DPI ai volontari di Stella Maris
GENOVA – A Palazzo San Giorgio, nella Sala del Capitano, si è...
- Pubblicato a Gennaio 23, 2026
- 0
-
“AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA” TORNA AL POLITEAMA: LORELLA CUCCARINI OSPITE NEL MUSICAL CULT DI GARINEI E GIOVANNINI
Il grande classico del musical italiano arriva a Genova dal 23...
- Pubblicato a Gennaio 23, 2026
- 0
-
Arpal prolunga l’allerta gialla per neve: versanti padani a rischio fino a sabato 24 gennaio
GENOVA – Arpal aggiorna il quadro meteo e conferma l’allerta...
- 23 Gennaio 2026
- 0
-
FAI “Luoghi del Cuore”, il Cimitero di Staglieno tra i vincitori: 21mila euro per valorizzazione e innovazione
GENOVA – Il Cimitero Monumentale di Staglieno è tra i vincitori...
- 22 Gennaio 2026
- 0
-
Neve in Liguria, scatta l’allerta gialla: criticità sui versanti padani di Ponente e Levante
GENOVA – Arpal segnala allerta gialla neve sui versanti padani di Ponente...
- 22 Gennaio 2026
- 0
-
Euroflora, parte il countdown: sabato fiorisce la fontana di piazza De Ferrari
GENOVA – La Superba si prepara alle giornate di...
- 6 Aprile 2018
- 3
-
IL FUOCO IN UNA STANZA, IL COLLETTIVO “INTIMO MA NON MATURO” DEGLI ZEN CIRCUS
Comincia da Genova l’instore tour degli Zen Circus, che...
- 5 Marzo 2018
- 3
-
“WATERFRONT DI LEVANTE”: IL REGALO DI RENZO PIANO A GENOVA
Renzo Piano ha donato oggi il progetto “Waterfront di...
- 31 Ottobre 2017
- 3














Devi essere loggato per postare un commento Accedi