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LA RINASCITA DI VALLETTA SAN NICOLA
Una volta sede del vivaio comunale, l’area verde alle spalle dell’Albergo dei Poveri per anni ha vissuto in stato di abbandono, diventando una vera e propria foresta di rovi. Ma oggi, grazie all’impegno e alla passione di un gruppo di volontari, Valletta San Nicola sta rinascendo e riconquistando la dignità perduta
“Gli uomini si dividono in quelli che costruiscono e quelli che piantano” diceva Paulo Coelho, sostenendo che la più grande fortuna dei secondi fosse vedere il proprio lavoro in continua crescita, nonostante le piogge e le tempeste. Con questa filosofia, circa un anno e mezzo fa, inizia la rinascita di Valletta San Nicola, quando il Comune sceglie di ribaltare le sorti decise della precedente giunta – che voleva trasformare l’area in un parcheggio – e di destinarla a un gruppo di cittadini, l’associazione Le Serre di San Nicola, per attuare una riqualificazione dell’area. Un progetto che prevede il recupero di circa 27 mila metri quadrati di terreno, creando uno spazio agricolo e botanico e nuovo punto di ritrovo per i cittadini.
«Quando abbiamo iniziato i lavori quest’area era in stato di abbandono da circa dieci anni e si presentava come un contenitore di immondizia, una foresta di rovi alti due metri – spiega Franco Montagnani, presidente dell’associazione – i lavori di pulizia e smaltimento rifiuti hanno impiegato moltissimo tempo. Oggi curiamo quotidianamente l’orto, le serre e il frutteto, inoltre collaboriamo con tante realtà del territorio, come associazioni e scuole e accogliamo anche i migranti, che ci aiutano a coltivare le nostre verdure».
Un lavoro iniziato a marzo dell’anno scorso che va avanti giorno dopo giorno, con tanta passione e olio di gomito. Dell’associazione Le Serre di San Nicola fanno parte esperti di agricoltura e botanica, ma soprattutto cittadini amanti della natura, che hanno a cuore il futuro della città. Oggi, a distanza di poco più di un anno, la Valletta appare radicalmente cambiata: non più rovi e sterpaglie, ma frutteti, agrumeti, piante succulente e aromatiche, orti con verdure di ogni tipo e cinque serre contenenti piante grasse e basilico, piantato dai bambini delle scuole elementari. Sì, perché Valletta San Nicola porta avanti anche un progetto didattico, grazie alla collaborazione con le scuole della città, dalla Mazzini all’Istituto Marsano, dagli alunni del Deledda ai bambini della Cooperativa La Fata Carabina.
Un progetto agricolo, ma soprattutto sociale, che vuole coinvolgere sempre di più le realtà del territorio. «Il nostro intento è quello di rendere visitabile la Valletta, creando una rete di associazioni che collaborano tra loro – continua Montagnani – Quest’area in futuro potrebbe diventare non solo un grande orto botanico e uno spazio verde all’interno della città, dove allestire laboratori per bambini e visite alle serre, ma un nuovo luogo di ritrovo per tutti i cittadini, con punti di ristoro, zone picnic e spazi per eventi culturali, come concerti, spettacoli e presentazioni. Inoltre già da qualche mese portiamo avanti il progetto dell’eco Valletta, grazie alla nostra raccolta differenziata, tra cui la raccolta dell’olio esausto e dei rifiuti organici. Vogliamo diventare un esempio per i cittadini».
Per ora Valletta San Nicola è frequentata solo dai soci dell’associazione, perché le norme di sicurezza non permettono ancora l’apertura al pubblico. Ma in futuro si spera possa riacquistare il valore e la bellezza di un tempo. «In molti mi chiedono quando finiremo i lavori – conclude il presidente dell’associazione – ma quando fai qualcosa di utile e buono per la tua città, il risultato finale quasi passa in secondo piano. La cosa più emozionante è quello che provi mentre vedi il tuo lavoro crescere e l’obiettivo concretizzarsi piano piano. Per questo il nostro lavoro non finirà mai, vogliamo tenerci sempre impegnati ».






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Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiUn commento
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