“IL RAGGIO BIANCO” SBARCA AL TEATRO MODENA: UNA “COMMEDIA” CHE CELA SEGRETI E CONFLITTI FAMILIARI

Di il 20 Febbraio 2026

Dal 21 febbraio al 1 marzo torna in scena il testo del Premio Flaiano 2006 Sergio Pierattini. Lo spettacolo trasforma una commedia familiare in un giallo intricato, mettendo al centro fragilità e dinamiche domestiche. Repliche: giovedì e sabato alle 19.30, martedì, mercoledì e venerdì alle 20.30 e domenica alle 16.

GENOVA – Il testo di Sergio Pierattini, Premio Flaiano 2006, “Il raggio bianco” torna in scena al Teatro Modena da sabato 21 febbraio a domenica 1 marzo. Dopo il debutto al Festival di Borgio Verezzi, lo spettacolo prosegue la tournée portando sul palco una storia che si presenta inizialmente come una commedia, ma che gradualmente si trasforma in un giallo intricato. Al centro della vicenda si trova una famiglia milanese attraversata da equilibri fragili e tensioni psicologiche, in un intreccio che mette a nudo dinamiche domestiche e conflitti latenti. Le repliche sono in programma giovedì e sabato alle 19.30, martedì, mercoledì e venerdì alle 20.30, mentre domenica l’inizio è fissato alle 16.

La scena è un interno familiare della periferia milanese, dove tre notevoli interpreti di tre generazioni diverse creano e disfano dialoghi ed equilibri: la madre di Milvia Marigliano, la figlia di Linda Gennari, il nipote\cugino di Raffaele Barca che arriva nella casa, alterandone lo stato delle cose.

Nella città simbolo dell’economia e del lavoro, Milano, una madre e una figlia vivono dentro un mondo fatto di piccole e miserevoli azioni, ma in loro sembrerebbe esserci qualcos’altro, una devianza, qualcosa che non torna: sono due ladre, ma non come i ladri maledetti di Jean Genet, sono due ladre in fondo comuni, come certi personaggi scialbi, provinciali ed ossessivi di Simenon: rubano per necessità, le meschine necessità del vivere di tutti i giorni. Rubano perché la madre Anna, per sue frustrazioni ed ignoranza, non sa fare altro, ma è soprattutto una donna irrealizzata, con una storia matrimoniale senza soddisfazioni e un rapporto con la figlia anadettivo oltre che malsano, o forse malsano perché anadettivo.

Al Modena la ricerca di qualcosa di luminoso che potrebbe rendere la vita meno avara di sogni.

Questo piccolo mondo di medietà viene visitato da un anelito quasi metafisico, che non per forza bisogna comprendere: sia Anna che Giulia, la figlia, parlano di qualcosa di luminoso che potrebbe rendere la vita meno avara di sogni e aspettative. Il raggio bianco è anche quella luce che inonda le due all’arrivo del terzo personaggio, luce che abbiamo messo volutamente in scena nello spettacolo. Sì, il raggio bianco potrebbe essere anche Matteo. La sua apparizione è l’incidente, la novità, che fa crollare il fragilissimo ma fortemente abitudinario equilibrio. Matteo, che da subito si è inserito nella loro casa e nella loro vita, esce dalla casa e dalla storia, come un perdente, un povero ragazzo senza talenti o aspirazioni, senza la forza di cercarli che si approfitta delle fragilità altrui.

Il teatro di Sergio Pierattini è soprattutto un “teatro d’attori” e Il raggio bianco (premio Flaiano – 2006) è stato scritto pensando appositamente a Milvia Marigliano (nel ruolo della madre Anna) a cui aveva già dedicato Ombretta Calco Un mondo perfetto.
In scena due donne – madre e figlia (Milvia Marigliano Linda Gennari) – in lotta reciproca e dialettica tra battibecchi e ricordi del passato, una contro l’altra, che restituiscono un interno familiare abitato da due solitudini che si fanno compagnia da anni: due vite piccole i cui dialoghi serrati, taglienti e amari fanno emergere, sospetti e non detti e anche la miseria economica e umana di questi ultimi decenni.

Info e biglietti 

Telefono: 010 5342 720
E-mail: teatro@teatronazionalegenova.it | biglietteria@teatronazionalegenova.it

Su Redazione

Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela Biagini

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