Il 9 febbraio al Teatrino Ottavio Cirio Zanetti in scena “Quell’ironico, sarcastico, irriverente Bertolt Brecht. Canzoni al Kabarett”

Di il 3 Febbraio 2026

GENOVA – In occasione delle celebrazioni per i settant’anni dalla morte del drammaturgo tedesco Bertolt Brecht (1898 – 1956), il Teatrino Ottavio Cirio Zanetti (salita Inferiore San Rocchino 3R, Genova) lunedì 9 febbraio 2026, alle ore 18, propone la serata musicale “Quell’ironico, sarcastico, irriverente Bertolt Brecht. Canzoni al Kabarett” di e con Renata Ghiso, cantante e voce narrante, e con il pianista Loris Tarantino alle tastiere. Per informazioni e prenotazioni telefonare al numero 391 7193988 o scrivere alla mail oczassociazione@gmail.com

L’obiettivo è riscoprire l’ironia, il sarcasmo, il gusto per la provocazione intrisi nella serietà di temi e contenuti di cui è maestro Brecht, riponendo sulle scene i suoi testi e la musica che per essi ha scelto lavorando in stretta collaborazione con i musicisti Kurt Weill, Hanns Eisler, Paul Dessau. L’attenta lettura critica della realtà secondo Brecht, mantengono sempre presente una profonda e consapevole vivacità.

Lo spettacolo riporta sulla scena alcuni dei song più famosi e rappresentativi scritti da Brecht per le sue opere teatrali. In un percorso che lega la narrazione all’elemento musicale, voce e piano dialogano sul palco per delineare, con consapevolezza e ironia, storie di persone, personaggi e artisti di un’epoca lontana e decadente che ha ancora molto da raccontare.

“Alabama Song”, “La ballata di Mackie Messer”, “Surabaja Johnny”, “Jenny dei Pirati”, sono solo alcuni dei brani del repertorio, proposti in maniera rinnovata da arrangiamenti in chiave jazz, da Renata Ghiso, cantante ed esperta del repertorio brechtiano e da Loris Tarantino, pianista che ha al suo attivo importanti presenze in festival e jazz club.

Con leggerezza e vivacità questa occasione speciale vuole restituire la giusta attenzione ad un teatro dove l’elemento musicale diventa irrinunciabile strumento della drammaturgia, in un complesso connubio che porta in sé inevitabili contraddizioni, ma non perde di vista l’originalità e l’incisività di pensieri e sentimenti rappresentativi dell’epoca che ha dato loro vita.

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