“FRATELLI”: AL TEATRO GUSTAVO MODENA DUE VITE A CONFRONTO TRA TENEREZZA E DIVERSITÀ

Di il 29 Gennaio 2026

Lo storico spettacolo di Teatro la Ribalta torna per la rassegna “Sabato a Teatro”. In scena, sabato 31 gennaio alle 19.30, un racconto sul rapporto tra due fratelli molto diversi, tra gesti quotidiani, silenzi e tentativi di comprensione.

GENOVA – Torna la rassegna per famiglie Sabato a Teatro con un nuovo appuntamento al Teatro Gustavo ModenaSabato 31 gennaio alle ore 19.30 va in scena “Fratelli”, spettacolo della compagnia Teatro la Ribalta, firmato da Antonio Viganò, che affronta con delicatezza e senza retorica i temi dei legami familiari, della diversità e della fragilità, attraverso un linguaggio che intreccia narrazione e movimento.

Al centro dello spettacolo ci sono due fratelli, interpretati da Michele Calcari e Paolo Grossi, che condividono lo stesso spazio abitativo ma vivono il mondo in modo profondamente diverso. Uno dei due è fragile, chiuso in un universo fatto di gesti e linguaggi difficili da decifrare; l’altro lo osserva, lo protegge, prova a costruire un contatto possibile, fatto di attenzione, pazienza e piccoli rituali quotidiani.

Un classico di Teatro la Ribalta per la rassegna “Sabato a Teatro”.

Ne nasce una relazione che prende forma attraverso azioni, giochi e movimenti, più che attraverso le parole. La scena diventa così il luogo di un dialogo continuo, a volte tenero, a volte spiazzante, in cui la danza si alterna a momenti di ironia e a situazioni che sfiorano l’assurdo, senza mai scivolare nel moralismo.

“Fratelli” affronta temi delicati – la diversità, la fragilità, la convivenza, la cura dell’altro – con uno sguardo poetico e diretto, capace di parlare a pubblici di età diverse. Il linguaggio scelto evita spiegazioni e giudizi, lasciando spazio all’esperienza emotiva dello spettatore e alla forza dei gesti.

Lo spettacolo nasce liberamente dall’omonimo romanzo di Carmelo Samonà e si inserisce nel percorso artistico di Teatro la Ribalta, compagnia da anni impegnata in una ricerca teatrale che mette al centro il tema dell’inclusione e del lavoro con attori e attrici in situazioni di fragilità. La regia, le scene e i costumi sono firmati da Antonio Viganò, con l’assistenza drammaturgica di Gian Luigi Gherzi.

Un lavoro che invita lo spettatore a incontrare l’altro, a riconoscere la differenza come parte integrante delle relazioni umane e a interrogarsi sul significato profondo della condivisione e dell’ascolto.

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