È NATO “SGUSCIO”, E IL VECCHIO SCHIACCIANOCI VA IN PENSIONE

Di il 24 Ottobre 2017

La rivoluzionaria invenzione del genovese Angelo Ciccarello Spitaleri presentato all’Homi di Milano, la fiera dedicata agli “stili di vita”. L’inventore: «Apre noci, nocciole e mandorle lasciando intatto il gheriglio»

Di Giulio Oglietti

 

GENOVA – Studio, tentativi e costanza attorno a un’idea tanto semplice quanto geniale. Il progetto “Sguscio”, sviluppato dai genovesi Angelo Ciccarello Spitaleri e dal figlio Davide, è stato recentemente presentato all’Homi di Milano – la fiera dedicata ai lifestyle – e non intende fermarsi qui. Sguscio non è uno schiaccianoci, ma un aprinoci: apre noci, mandorle e nocciole lasciando intatto il gheriglio (ciò che si mangia).

 

A Sguscio, l’innovativo aprinoci a pressione, è stato concesso dallo studio “Fischetti e Weber” il brevetto d’invenzione, la forma di protezione più forte, concessa solo alle trovate con un alto grado di innovazione ma che, soprattutto, rappresentano una soluzione nuova e originale a un problema tecnico mai risolto prima. Per capirci meglio, godono – o han goduto – del brevetto d’invenzione oggetti come la Moka, i microchip e le cinture di sicurezza. Ma andiamo con ordine.

 

Angelo, come nasce Sguscio?

Era il 2014, una sera mi è venuta l’idea di realizzare uno schiaccianoci, che ho provato a trasformare in qualcosa di concreto la mattina seguente, a lavoro. Non avevo ancora ben chiaro come, secondo il primo “schizzo” che avevo in mente, avrebbe dovuto funzionare con una leva. Ma l’oggetto che portai a casa la sera aveva poco a che fare con quello schizzo.

 

E così nacque “Sguscio”

Magari, quando provai a utilizzare il primo modello, non entrava la noce (ride). Il giorno seguente ne realizzai uno largo a sufficienza, più tozzo della versione attuale, ma era ancora uno semplice schiaccianoci, non un “aprinoci”.

 

Perché “Sguscio” è un aprinoci, non uno schiaccianoci, giusto?

Esattamente, perché lascia intatto il gheriglio. Più avanti, cercando un modo per rompere anche le mandorle, mi venne in mente di creare una piccola sede, per tenere fermo il frutto. Costruii una base con un piccolo solco anche per le noci, e notai che in questo modo il gheriglio rimaneva intatto. Creando una sede per noci, e snellendo le linee della prima versione, nacque Sguscio come lo conosciamo oggi.

 

Con che materiali è realizzato?

Sguscio è stato inizialmente realizzato con materiali che avevo già in ditta, come la molla di andata e ritorno. In seguito l’ho affinato ulteriormente, sia dal punto estetico sia da quello qualitativo: non è stato usato alcun prodotto trattato. Il battente – la parte mobile che va a toccare la noce e a romperla – è in ottone o acciaio inox, la barra è in ottone, la molla in acciaio inox. Le basi sono differenti in base al modello, e possono essere di acrilico, legno di faggio o legno di ulivo.

 

Sono quindi disponibili più modelli?

 

Tutti i colori della linea Pop di Sguscio

Sì, in collaborazione con Sinergica (che ha curato anche grafica, pubblicità e packaging) abbiamo scelto tre linee: Classic, Pop e Prestige. La linea Classic è quella a cui sono più affezionato, perché il cilindro trasparente permette di vedere il funzionamento di Sguscio nel dettaglio, come un frullatore o un macinacaffè. Con quella Pop abbiamo deciso di dare un tocco simpatico e “sbarazzino” a Sguscio, presentandolo in vari colori in modo che possa essere esibito o abbinato in qualsiasi ambiente. La linea Prestige è quella più lussuosa, con l’aprinoci interamente in ottone e la base in marmo o ardesia.

 

 

Quali sono i punti di forza di Sguscio?

Leggerezza, efficacia e utilità. Non serve un colpo forte per aprire la noce, anzi: basta un lieve movimento per romperla a metà. È semplice come tanti altri oggetti presenti in cucina. La forchetta può sembrare banale, ma è geniale, è arte artigiana: sfrutta le caratteristiche dei prodotti per cui è utilizzata. Alla stessa maniera abbiamo adattato Sguscio alla forma della noce, in modo che la rompesse proprio nel punto in cui è più debole, per poter lasciar intatto il gheriglio. Oltre a ciò, Sguscio è progettato “a prova di bambino”: la base non ha punti di freno (in modo da poter spostarvi agevolmente l’aprinoci) e la struttura stessa protegge le dita dalla rottura della noce. Esattamente come un mixer, è possibile poi smontarlo molto facilmente, in modo da poterlo pulire al meglio.

 

A settembre avete presentato Sguscio in esclusiva all’Homi di Milano. Com’è andata?      

Angelo e Davide Ciccarello Spitaleri all’Homi di Milano

Molto bene, abbiamo ricevuto veramente tanti riscontri positivi. E, cosa a cui tenevamo particolarmente, è stata confermata la nostra visione del prodotto: bello, leggero e funzionale. Già dal nome della nostra ditta – Tecnova – si può capire come il nostro intento sia quello di innovare, e manifestazioni d’interesse come quelle ricevute all’Homi di Milano non possono che incoraggiarci a proseguire su questa strada. Torneremo a presentare Sguscio a Milano i primi di dicembre all’Artigiano in Fiera e, forse, anche a Genova, dobbiamo ancora valutare.

 


Per ulteriori informazioni:

www.sguscio.it

info@sguscio.it

010 6503309

 

Su Giulio Oglietti

Cresciuto tra la nebbia e le risaie del Monferrato, è a Genova dal 2013. Laureato in Informazione ed editoria, collabora con GOA da luglio 2017. Metodico e curioso, è determinato a diventare giornalista. ogliettig@libero.it

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