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“Donald” di Stefano Massini: dalla nascita alla bancarotta fino al potere, la storia del Golden Man più potente d’America. La Recensione
Foto di Filippo Manzini
GENOVA – Stefano Massini torna al Teatro Nazionale di Genova e lo fa con una grande opera dedicata all’epica contemporanea, “Donald – Storia molto più che leggendaria di un Golden Man” è un affresco preciso e puntuale dei passi cruciali che hanno caratterizzato la vita e la crescita di Donald John Trump.
Dalla nascita alle prime esperienze di vita fino alla bancarotta e alla solitudine che gli ha portato, l’uomo “più biondo d’America” viene raccontato in scena da Massini anche grazie all’intervento di personaggi secondari ma cruciali nel percorso dell’imprenditore americano, che irrompono sulla scena e prendono parte alla narrazione, dai genitori di Donald J. all’avvocato che gli ha insegnato le regole degli affari e del potere.
Massini si fa accompagnare sul palco da un quartetto jazz composto da Valerio Mazzoni, Sergio Aloisio Rizzo, Jacopo Rugiadi e Gabriele Stoppa che danno il ritmo alla narrazione.
Con una scenografia inizialmente minimale formata da blocchi in cemento sovrapposti, quasi a suggerire il percorso di ascesa dell’uomo più potente d’America, l’allestimento si compone e si trasforma costruendosi di pari passo alla carriera di Donald J. che, affare dopo affare, inizia a conquistare “trionfi” che lo porteranno a capo dell’azienda familiare e successivamente a fondare l’attuale Trump Organization.
Nasce come golden baby, cresce golden boy e si trasforma in golden man, la vita di Donald J. raccontata da Massini è fatta di momenti topici, illuminazioni che danno il via a rivelazioni. Da quando adolescente capisce che la nomina di capitano della squadra di Football gli è stata data dall’allenatore e che, quindi, il potere è un privilegio concesso da qualcuno e non si può imporlo con la forza, fino alla scoperta che il Generale Custer era solo un ufficiale, dimostrandogli che le persone credono quello che vuoi fargli credere. Sono solo attimi ma è proprio in quei frammenti di tempo che Donald J. sembra comprendere le regole della vita e degli affari.
Il drammaturgo toscano ci offre un quadro preciso dell’uomo più potente d’America e del suo metodo di approccio a tutto ciò che orbita nella sua vita, dalle donne, oggettificate e categorizzate, agli affari fino alla costruzione della Trump Tower al 725 della Fifth Avenue inaugurata nel 1983 e che con i suoi duecentodue metri per la prima volta fa realizzare a Donald J. che le persone, quelle piccole formichine ai piedi del simbolo del suo impero, vogliono solo trovare una voce ed essere rappresentate, ed è così che arriviamo all’ultima intuizione, quella del 2006. Dopo fallimenti, bancarotta e solitudine, Donald J., il Golden Man, capisce che lui può, lui ha il potere di diventare Presidente degli Stati Uniti d’America.
Uno spettacolo imperdibile, che coinvolge e trasporta nella vita e nei momenti che hanno formato Trump, dalla sua ossessione per l’oro al delirio di onnipotenza che lo porta a costruire il Trump Taj Mahal. Profondo e a tratti divertente, Massini racconta con ironia le caratteristiche dell’uomo più influente del Terzo Millennio senza lasciare niente al caso, ogni incontro, ogni personaggio ha un ruolo preciso e, attraverso la narrazione cronologica, anche noi spettatori possiamo comprendere quello che è stato il percorso di vita del Golden Man.
Lo spettacolo è in scena al Teatro Ivo Chiesa fino a domani, domenica 2 novembre con una replica accessibile alle persone non vedenti e ipovedenti con audiodescrizione e percorso tattile a cura di Centro Diego Fabbri / Teatro No limits. È consigliata la prenotazione al numero 010 5342 400.
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiUltime Notizie
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