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A curare il progetto è il genovese Fabio Cavalli, co-sceneggiatore dello spettacolo e vincitore della Menzione Speciale della Giuria del Premio Migrarti 2016 alla 73° Mostra del Cinema di Venezia per il cortometraggio “Naufragio con spettatore”. «Nell’Amleto – spiega Fabio Cavalli – si rispecchiano i destini di molti degli attori della Compagnia. E i destini di tutti noi. Se c’è del marcio nell’antica Danimarca, come ce la passiamo, oggi, fra Roma, Napoli e Reggio Calabria (con la sponda delle finanziarie del Nord)? Quali faide, tradimenti e lotte fra clan, coprono di sangue le strade delle città, fino a macchiare i palazzi di un potere lontano ed oscuro? Dalla Fortezza di Elsinore al Maschio Angioino il salto spazio-temporale è quasi impercettibile. L’Amleto è cronaca di oggi ed emblema universale della dialettica fra Vendetta e Giustizia».







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