DA SHAKESPEARE A DAVID BOWIE, PRESENTATA LA NUOVA “FOLLE” STAGIONE DEL TEATRO NAZIONALE DI GENOVA

Di il 10 Giugno 2024

Sono previsti per il 2024/25 oltre 70 spettacoli, di cui 18 produzioni, per un totale di 404 alzate di sipario. Si inizierà il 12 ottobre al Teatro Ivo Chiesa con un evento unico al mondo: la prima insieme al Teatro Carlo Felice di “Giro di vite”. In cartellone anche Tullio Solenghi con “Pignasecca e Prignaverde”

di Alessia Spinola

GENOVA – È una nuova folle stagione quella che aspetta il Teatro Nazionale di Genova per il 2024/2025, per un totale di 70 spettacoli, di cui 18 produzioni, con un focus particolare sulle giovani compagnie e sulla drammaturgia contemporanea. Tema di questa stagione è “Follia“, perché anche quest’anno il Teatro Nazionale di Genova si ripropone di fare quella cosa che solo i “pazzi” fanno, l’arte, con lo scopo di creare tramite di essa un mondo migliore.

La stagione 2024/25 avrà inizio il 12 ottobre al Teatro Ivo Chiesa con un evento unico al mondo: verrà messo in scena insieme al Teatro Carlo Felice, nella stessa sera e nello stesso teatro, lo spettacolo di Davide Livermore tratto dal capolavoro di Henry James “Giro di vite” (“The Turn of the Screw”), a cui sono stati cuciti due vestiti su misura per l’occasione: un inedito adattamento in prosa curato da Carlo Sciaccaluga e la raffinata opera composta da Benjamin Britten nel 1954 su libretto di Myfawny Piper. Il progetto offre la visione dei due spettacoli nella stessa sera nelle giornate dei 12, 13, 16, 18 e 20 ottobre, con le repliche del solo spettacolo di prosa che andranno invece avanti fino al 27 ottobre. Lo spettacolo di prosa vedrà protagonisti Linda Gennari, Gaia Aprea, Aleph Viola, Virginia Campolucci, Ludovica lannetti e Luigi Bignone. Il cast dell’opera, la cui direzione musicale è affidata a Riccardo Minasi, è composto da Valentino Buzza, Karen Gardeazabal, Oliver Barlow, Lucy Barlow, Polly Leech e Marianna Mappa.

Sul palcoscenico dei Teatri Ivo Chiesa, Eleonora Duse, Gustavo Modena e Sala Mercato si avvicenderanno tra i tanti Lino Guanciale, Silvio Orlando, Sonia Bergamasco, Stefano Massini, Linda Gennari, Michele Placido, Elisabetta Pozzi, Paolo Fresu, Tullio Solenghi, Laura Curino, Filippo Timi, Anna Bonaiuto, Aldo Cazzullo, Moni Ovadia, la coppia Nuzzo Di Biase, Marina Massironi, Simone Cristicchi, Franco Branciaroli, Umberto Orsini, Giuliana Musso, Elena Arvigo, Neri Marcorè, Manuel Agnelli e tra i registi Alessandro Serra, Giorgina Pi, Peter Stein, Serena Sinigaglia, Federico Tiezzi, Thea Dellavalle, Arturo Cirillo, Andrea De Rosa, Liv Ferracchiati, Antonio Latella, oltre allo stesso Davide Livermore che aprirà la stagione con uno straordinario progetto su Henry James che unisce prosa e opera.

«Alla follia di una società che continua a fare guerre, che infierisce contro il pianeta, che dimentica il senso di comunità a vantaggio di un individualismo galoppante, che annega in una follia mediatica perdendo il senso della realtà, vogliamo contrapporre la forza rivoluzionaria e lo sguardo critico del teatro» afferma Davide Livermore, richiamandosi al claim Follie che compare sui materiali della comunicazione 24_25. «Desideriamo che le follie della nuova stagione teatrale siano quelle di uomini e donne capaci di vincere la banalità con l’amore e la creatività. Follie di cuori che spezzano le ipocrisie. Follie di artisti certi che raccontare storie possa nutrire l’anima del mondo».

Nel 1973 il grande drammaturgo inglese Peter Shaffer fece scalpore con Equus, la cui prima messa in scena italiana due anni dopo consacrò il talento registico di un giovanissimo Marco Sciaccaluga. Detective story psicanalitica che trasuda sesso e animalità, fiaba pagana che mostra l’eterno confitto tra razionalità e istinto, la storia dello psichiatra che cerca di capire perché l’adolescente Alan abbia accecato sei cavalli senza motivo apparente è una sfida teatrale raccolta oggi da Carlo Sciaccaluga, che per il Teatro Nazionale di Genova ha già diretto La congiura del Fiesco di Schiller. La nuova produzione debutterà in prima assoluta al Teatro Eleonora Duse dal 25 marzo al 6 aprile.

Dopo Lemnos e Pilade, si rinnova la collaborazione con una delle più apprezzate registe della nuova scena italiana, Giorgina Pi, che insieme alla compagnia Bluemotion volge lo sguardo su un antieroe capace di mettere in luce le pieghe oscure dell’umano, confrontandosi con Roberto Zucco, testo cult di un gigante della drammaturgia europea come Bernard-Marie Koltès. Coprodotto con il Teatro Metastasio di Prato e RomaEuropa, lo spettacolo è in scena al Teatro Gustavo Modena dal 30 ottobre al 10 novembre.

Giorgina Pi firmerà anche la drammaturgia e la regia di D’oro – sesto senso partigiano. Tratto dal libro Noi, partigiani di Gad Lerner e Laura Gnocchi, lo spettacolo, in scena il 25 aprile al Teatro Ivo Chiesa, fa parte di un più ampio progetto che si avvale della direzione artistica di Davide Livermore in occasione dell’ottantesimo anniversario della Liberazione.

Dopo quasi 150 anni dallo scandalo che seguì la pubblicazione di Casa di bambola di Henrik Ibsen, il Premio Nobel norvegese Jon Fosse ha immaginato una nuova Nora in Too Late, sorta di sequel disincantato e ironico. La pièce viene presentata per la prima volta in Italia dalla compagnia formata dalla regista Thea Dellavalle e dall’attrice Irene Petris, con protagonista Anna Bonaiuto. Coprodotta dal Teatro Nazionale di Genova con il TPE – Teatro Piemonte Europa, sarà in scena in prima assoluta al Teatro Gustavo Modena dal 12 al 23 marzo.

Altra novità per l’Italia è L’Empireo di Lucy Kirkwood, che racconta la storia di una giuria di donne chiamate a esprimersi, nell’Inghilterra rurale del 1759, su una ragazza accusata di omicidio che si dichiara incinta. Messo in scena al National Theatre di Londra nel 2020, lo spettacolo, divertente e militante, va in scena dal 8 al 13 aprile al Teatro Gustavo Modena con un folto e brillante cast al femminile e la regia di Serena Sinigaglia, codirettrice del Teatro Carcano che figura tra i partner di produzione insieme al Teatro Stabile di Bolzano, al LAC di Lugano e al Teatro Bellini di Napoli.

È un omaggio a Eleonora Duse, a cento anni dalla scomparsa, e al suo teatro lo spettacolo Chi ha ucciso Adriana Lecouvreur? realizzato da Elisabetta Pozzi con la partecipazione degli allievi del Master della Scuola di Recitazione del Teatro Nazionale di Genova da lei diretta, in prima nazionale dal 17 al 22 dicembre al Teatro Gustavo Modena.

Nell’ambito del cartellone 2024_25 Elisabetta Pozzi tornerà in altre due occasioni: insieme a Mariangela D’Abbraccio e Laura Marinoni per Un perdente di successo, autobiografia teatrale dedicata a Giorgio Albertazzi nel centenario della nascita (4 novembre, Teatro Ivo Chiesa), e con il monologo Cassandra o dell’inganno (19 – 23 febbraio, Teatro Eleonora Duse).

Riflettori accesi su Pietro Giannini, figura emergente della scena italiana. Il ventiquattrenne autore e attore genovese porta in scena due spettacoli: La traiettoria calante, che rievoca la vicenda assurda e tragica del crollo del Ponte Morandi, nuova produzione in scena alla Sala Mercato dal 26 novembre al 1° dicembre e dal 10 al 13 dicembre, e La costanza della mia vita, lavoro che l’ha fatto conoscere, in scena il 12 e 13 dicembre.

È un testo vorticoso dalle tinte dark La decapitazione di Marco Gualco, scritto e diretto da Riccardo Cacace e portato in scena da una compagnia di giovani attori diplomati alla Scuola di Recitazione (incluso lo stesso autore). Coprodotto con Centro Teatrale Bresciano e MaMiMo, sarà in scena al Teatro Eleonora Duse dal 5 al 10 novembre.

In coproduzione con MaMiMo, giovane e vivace realtà della scena italiana, troviamo anche Come trattenere il respiro della drammaturga scozzese Zinnie Harris, in cui Alice Giroldini interpreta una novella Faust (dal 7 al 12 gennaio alla Sala Mercato) e il nuovo allestimento di Stabat Mater di Liv Ferracchiati, secondo capitolo dell’acclamata Trilogia sull’identità, coprodotto anche da Marche Teatro e Teatro Stabile di Torino, in scena dal 1 al 6 aprile alla Sala Mercato.

Big in Korea, storia di un calciatore e un allenatore che dalla panchina di un campetto di paese sognano un futuro di gloria, è frutto della collaborazione con la compagnia ligure Kronoteatro e Maniaci d’Amore (21 – 24 novembre, Sala Mercato), mentre Pignasecca e Pignaverde prosegue il connubio con il Teatro Sociale di Camogli e Tullio Solenghi, che dopo l’entusiasmante esito de I maneggi propone un altro cavallo di battaglia del repertorio goviano (6 – 19 marzo, Teatro Ivo Chiesa).

Rinsaldano i rapporti con alcune delle più importanti realtà produttive italiane (oltre a quelli già citati, Teatro di Napoli, Emilia Romagna Teatro, Teatro Biondo di Palermo, Artisti Associati Gorizia, Fondazione Teatro della Toscana) il nuovo spettacolo di Arturo Cirillo, che veleggia tra Molière, Da Ponte e Mozart con il suo Don Giovanni (14 – 19 gennaio, Teatro Ivo Chiesa); il sontuoso allestimento di Edipo Re di Sofocle con la regia di Andrea De Rosa (21 – 26 gennaio Teatro Ivo Chiesa); il ritorno di due delle produzioni più applaudite della passata stagione, L’avaro di Molière interpretato da Ugo Dighero con la regia di Luigi Saravo, proposto come spettacolo delle feste al Teatro Gustavo Modena dal 27 dicembre al 6 gennaio, e La buona novella, che il regista Giorgio Gallione ha tratto dal concept album di Fabrizio De André, protagonista Neri Marcorè (8-9 febbraio, Teatro Gustavo Modena, fuori abbonamento).

Tra le coproduzioni anche il nuovo spettacolo del regista Roberto Andò, Sarabanda di Ingmar Bergman, in cui tornano in scena i personaggi di Scene da un matrimonio trent’anni dopo (28 gennaio – 2 febbraio, Teatro Ivo Chiesa). È tratto dal lavoro del cineasta svedese anche uno degli spettacoli ospiti, Il rito, provocatorio e spiazzante, con la regia di Alfonso Postiglione (27 febbraio – 2 marzo, Teatro Eleonora Duse).

GLI SPETTACOLI OSPITI

Altrettanto ricco e variegato il cartellone delle ospitalità. Si rinnova la partnership con il Festival dell’Eccellenza al Femminile, che festeggia la ventesima edizione. Nell’ambito della storica rassegna diretta da Consuelo Barilari sono 17 gli spettacoli presentati nell’ambito della stagione 2024_25 del Teatro Nazionale di Genova, a iniziare da Vorrei una voce di Tindaro Granata, nato dal percorso portato avanti dall’artista siciliano con le detenute della Casa Circondariale di Messina (15 – 16 ottobre, Sala Mercato). Si prosegue con una personale dedicata all’attrice e regista Elena Arvigo, che il 23 e 24 ottobre alla Sala Mercato porta in scena tre suoi cavalli di battaglia – Elena di Ghiannis Ritsos, 4.48 Psychosis di Sarah Kane e Una storia al contrario dal libro di Francesca De Sanctis.

Tra le interpreti di spicco anche Giuliana Musso con gli spettacoli Mio eroe e Dentro (25 e 26 ottobre, Teatro Eleonora Duse), Mascia Musy con Preghiera per Chernobyl da Svetlana Aleksievic (31 ottobre, Teatro Eleonora Duse), Laura Curino con Alfonsina Alfonsina, storia della prima donna al Giro d’Italia (27 – 29 novembre, Teatro Eleonora Duse). Fabiana lacozzilli e Gaia Aprea affrontano il tema della maternità rispettivamente in Una cosa enorme (19 novembre, Sala Mercato) e Corpo vuoto (20 novembre, Teatro Eleonora Duse).

Uccellini del pluripremiato ensemble lacasadargilla parla di presenze e assenze (30 ottobre, Sala Mercato), Ifigeneia, prodotto dal Teatro Nazionale in lingua fiamminga di Bruxelles, racconta tra danza e parole una nuova storia dell’eroina greca (26 novembre, Teatro Gustavo Modena).

Si parla con ironia di amore e altri disastri al femminile in quattro diversi monologhi comici in scena alla Sala Mercato tra il 3 e il 6 dicembre, da Psychodrama di Matt Wilkinson con Valentina Virando a L’esperimento di e con Monica Nappo, da Giorni Infelici di e con Sabrina Scucimarra a Cuoro di e con Gioia Salvatori, per chiudere con Thelma & Louise trent’anni dopo, nuovo spettacolo diretto da Yassi Jahanmir e Consuelo Barilari, protagoniste Sara Bertelà e Galatea Ranzi (13 dicembre, Teatro Eleonora Duse).

Due gli appuntamenti con il Festival internazionale di circo-teatro Circumnavigando, curato da Sarabanda, che presenta le acrobazie subacquee di Out of the Blue il 28 e 29 dicembre al Teatro Ivo Chiesa e La piedra de Madera della compagnia spagnola Eia il 30 dicembre alla Sala Mercato.

Tanti gli artisti che si confrontano con i classici, a partire da Sonia Bergamasco, protagonista de La locandiera di Carlo Goldoni dal 28 novembre al 1° dicembre al Teatro Ivo Chiesa con la regia di Antonio Latella (il regista è in cartellone anche con Wonder Woman, ispirato a una surreale sentenza su un caso di stupro, dal 15 al 16 aprile alla Sala Mercato).

Peter Stein torna a Cechov con Crisi di nervi, che racchiude tre atti unici del drammaturgo russo (21 – 23 marzo, Teatro Ivo Chiesa), mentre Federico Tiezzi dona alla Fedra di Racine sfumature psicanalitiche (28 febbraio – 2 marzo, Teatro Ivo Chiesa). Alessandro Serra dopo i visionari Macbettu e La tempesta volge il suo sguardo sugli antichi greci con Tragudia (28 – 30 marzo, Teatro Ivo Chiesa).

Filippo Timi nella doppia veste di regista e interprete presenta Amleto, nuova edizione di un suo storico spettacolo (2 – 5 gennaio, Teatro Ivo Chiesa), mentre Michele Placido con Pirandello ci immerge nell’universo del Nobel siciliano (4 – 5 febbraio, Teatro Gustavo Modena).

Lella Costa e Gabriele Vacis portano in scena il loro Otello, di precise parole si vive (26 – 28 marzo Teatro Gustavo Modena), Lunaria Teatro presenta Medea Assolo con Raffaella Azim per la regia di Daniela Ardini. (13 – 17 novembre, Teatro Eleonora Duse).

Doppio appuntamento con il teatro di Eduardo De Filippo: uno strabiliante Natale in casa Cupiello per attore e sette pupazzi interpretato con Luca Saccoia (3 – 4 dicembre, Teatro Eleonora Duse) e La grande magia con Natalino Balasso e Michele Di Mauro (21 – 23 febbraio, Teatro Ivo Chiesa).

Due maestri della scena come Umberto Orsini e Franco Branciaroli interpretano I ragazzi irresistibili di Neil Simon (17 – 19 dicembre, Teatro Ivo Chiesa), mentre Massimiliano Civica porta in scena dello stesso autore Capitolo due, commedia sulle seconde occasioni offerte dalla vita (16 – 19 gennaio, Teatro Gustavo Modena).

Risate assicurate con Il malloppo di Joe Orton, un classico della dark comedy inglese, protagonisti Gianfelice Imparato, Marina Massironi e Valerio Santoro (31 gennaio – 2 febbraio, Teatro Gustavo Modena) e con Delirio a due di lonesco con la coppia Nuzzo / Di Biase, per la regia di Giorgio Gallione (24 – 26 gennaio, Teatro Gustavo Modena), mentre Ciarlatani, scritto e diretto dallo spagnolo Pablo Remón con Silvio Orlando nel ruolo principale, è una satira che tocca cinema, teatro e fiction (21 – 24 novembre, Teatro Ivo Chiesa).

Tra i lavori di nuova drammaturgia anche Futuro anteriore di Margherita Mauro, regia Giulio Costa, pièce coraggiosa e poetica che affronta il tema della vecchiaia (16 – 17 novembre, Sala Mercato), e L’uomo più crudele del mondo di Davide Sacco con Lino Guanciale e Francesco Montanari (4 – 6 febbraio, Teatro Ivo Chiesa).

Lettere a Bernini di Marco Martinelli porta a teatro la rivalità tra Bernini e Borromini (28 – 30 gennaio, Teatro Eleonora Duse) e mentre la coreografa Silvia Gribaudi e i suoi danzatori elevano l’imperfezione umana a forma d’arte citando giocosamente le Quattro grazie di Canova in Graces (18 febbraio, Teatro Eleonora Duse).

La letteratura diventa teatro in 1984 di George Orwell con Violante Placido, Ninni Bruschetta e Woody Neri (14 – 17 novembre, Teatro Ivo Chiesa) e Moby Dick alla prova, adattamento di Orson Welles dal romanzo di Melville, portato in scena dal Teatro dell’Elfo con la regia di Elio De Capitani (10 – 13 aprile Teatro Ivo Chiesa).

Aldo Cazzullo e Moni Ovadia tornano insieme sul palco con Il romanzo della Bibbia (21 – 23 gennaio, Teatro Gustavo Modena), mentre il pluripremiato Stefano Massini in Mein Kampf parte dal nefasto manifesto di Adolf Hitler per captare gli echi della delirante ideologia nazista nella nostra contemporaneità (7 – 9 febbraio, Teatro Ivo Chiesa).

Dopo il successo di Far finta di essere sani, Emilio Russo porta in scena un’altra amata opera di Gaber e Luporini, Libertà obbligatoria, con la parte musicale affidata ad Andrea Mirò e i Musica da Ripostiglio (1 – 3 novembre, Teatro Eleonora Duse). Paolo Fresu omaggia una leggenda della musica jazz in Miles! (5 – 8 dicembre, Teatro Ivo Chiesa), mentre Simone Cristicchi in Franciscus racconta tra parole e musica il rivoluzionario che parlava agli uccelli (13 – 16 febbraio, Teatro Ivo Chiesa).

Beppe Gambetta celebra l’edizione numero 25 della sua Acoustic Night (15 – 17 maggio, Teatro Ivo Chiesa) con ospiti musicali internazionali. Appuntamento da non perdere Lazarus, il musical / testamento artistico di David Bowie portato in scena in Italia da Manuel Agnelli e Casadilego con la regia di Valter Malosti (30 aprile – 3 maggio, Teatro Ivo Chiesa, fuori abbonamento).

Ulteriori eventi che completano il cartellone e le attività del Teatro Nazionale di Genova saranno annunciati dopo l’estate. Confermata sin d’ora la presenza della navetta dal centro per le sale di Sampierdarena il mercoledì sera grazie alla collaborazione con A.Se.F.

LA CAMPAGNA ABBONAMENTI

Dal 10 giugno al 12 luglio 2024 gli abbonamenti a 8 e 15 spettacoli e l’abbonamento Under30 a 6 spettacoli sono in vendita con una promozione estiva che permette di risparmiare sino al 70% sui biglietti dei singoli spettacoli.

Gli abbonamenti in promozione sono disponibili presso le biglietterie del Teatro Eleonora Duse e del Teatro Gustavo Modena (aperte dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19, il lunedì e il martedì anche la mattina dalle 10 alle 13), tramite biglietteria telefonica al numero 010 5342 400 e online su biglietti.teatronazionalegenova.it.

In vendita sin d’ora anche i biglietti per il doppio spettacolo Giro di vite / The Turn of the Screw.

Su Redazione

Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Claudio Cabona, Giovanna Ghiglione e Giulio Oglietti. Le foto sono a cura di Emilio Scappini. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela Biagini

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