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BENTORNATI, PORT-ROYAL
GOA Magazine ha intervistato il gruppo di Genova che, a poche settimane dal nuovo disco in uscita, domani sera si esibirà sul palco del Goa Boa Festival
Di Chiara Tasso
L’orgoglio della musica elettronica genovese si chiama Port-Royal. Un progetto nato quindici anni fa che, dal disco d’esordio “Flares”, ha raggiunto vette inaspettate. Partiti da Castelletto, Attilio Bruzzone, Ettore Di Roberto ed Emilio Pozzolini ne hanno fatta di strada, da allora. Dopo l’ultimo disco “Dying in time” del 2009 e una raccolta per celebrare il decennio di attività, nel 2012 intraprendono un tour che li porta lontanissimo. Dopo aver calcato i palcoscenici di tutto il mondo, dall’Europa dell’Est fino agli Stati Uniti, la musica della band genovese torna a suonare nella città in cui è nata, sul palco del festival cittadino più importante. Domani sera alle 19 saranno proprio i Port-Royal ad aprire la serata del Goa Boa Festival, con un DJ set tra pezzi del passato e anticipazioni del nuovo album. Dopo di loro, per chiudere in bellezza un’intensa settimana di musica, sul palco dell’Arena del Mare saliranno Dardust, Luminal e i Bluvertigo.
Per l’occasione, GOA Magazine ha ascoltato Attilio Bruzzone, membro fondatore del progetto Port-Royal:
Come ci si sente a tornare a casa dopo aver calcato i palchi di tutto il mondo?
Dopo il tour all’estero, abbiamo deciso di tornare a casa per concentrarci sul nuovo disco, ma fare ritorno a Genova fa sempre piacere, è casa nostra. Suonare al Goa Boa poi è un onore, abbiamo già partecipato alla manifestazione nel 2003 e nel 2005. Tornare su quel palco sarà una bella emozione!
Cosa ha aggiunto al vostro modo di fare musica l’esperienza internazionale?
In tutti questi anni abbiamo conosciuto un sacco di persone e tanti artisti diversi che ci hanno ispirato. Abbiamo visitato posti che altrimenti non avremmo mai visto, come Stati Uniti ed Est Europa, paese che ha da sempre esercitato una forte influenza sulle nostre canzoni. Questi viaggi hanno avuto un forte impatto emotivo sui nostri lavori, hanno cambiato l’approccio con cui facciamo musica, più che la musica in sé.
Perché in Italia è più difficile emergere?
Fin dalle origini abbiamo capito che il territorio sul quale dovevamo muoverci era quello internazionale e abbiamo iniziato da subito a produrre con etichette estere. Non è facile emergere da nessuna parte, ma crediamo che all’estero ci sia più apertura. In Italia forse manca il coraggio di mettersi in gioco, per paura di allontanarsi troppo dalle tradizioni. Purtroppo era così dieci anni fa e ancora oggi non vediamo grandi cambiamenti.
Vi sentite più apprezzati all’estero?
No, è sempre bello esibirsi in Italia. Ma in dieci anni di concerti abbiamo notato la grande differenza tra il pubblico dell’Europa occidentale e quello, ad esempio, della Russia. È un pubblico più emotivo e partecipe, che ti dà calore e che ha fame di musica. Anche lì esiste una bella scena musicale. In Italia abbiamo cose meravigliose, ma non sempre sappiamo valorizzarle.
Vi esibirete a dieci anni esatti dall’uscita del primo disco “Flares”. Quanto siete cambiati da allora?
Pubblicare quel disco è stato come realizzare un sogno, da allora sono stati anni intensissimi. La nostra filosofia non è cambiata: ogni disco è come l’ultimo. Dentro ci mettiamo passione e noi stessi, soltanto così riusciamo a dare il massimo. I cambiamenti sono tanti, dopo l’uscita di “Flares” abbiamo iniziato a suonare in Europa, in Russia e via dicendo. Sicuramente quello che non è cambiato è lo spirito che ci unisce ormai dalla fine degli anni 90. La volontà e la passione sono rimaste le stesse, è cambiata la modalità, perché dopo ogni disco cambi e impari nuovi cose.
Quando uscirà il nuovo disco?
Uscirà a settembre ed è pieno di novità. Dura circa 80 minuti ed è forse il nostro disco con più cambiamenti. Alcuni pezzi, portando avanti una concezione stilistica già in parte attuata nell’album precedente, hanno una fisionomia spiccatamente techno. Inoltre, questa volta la maggior parte dei pezzi è cantata. Certo lo stile Port-Royal rimane lo stesso, ma forse qualche fan di vecchia data potrebbe rimanere spiazzato!
Ci avete incuriosito, ci farete ascoltare qualcosa domani sera?
Sì, durante il DJ set vi faremo ascoltare quattro o cinque pezzi dell’album nuovo, oltre a canzoni dei dischi precedenti. Venite a trovarci!
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiUltime Notizie
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