ARRIVA A TEATRO PER LA PRIMA VOLTA LA MASCHERA DI PAOLO VILLAGGIO: “FANTOZZI. UNA TRAGEDIA”, IN SCENA AL TEATRO IVO CHIESA

Di il 26 Gennaio 2024

Lo spettacolo è in cartellone dal 30 gennaio all’11 febbraio e vedrà anche la realizzazione di un sogno, quello dell’interprete Gianni Fantoni, che ha cercato per anni di portare sul palco il celebre ragioniere. Per l’occasione è stata organizzata anche una “prima diffusa”, grazie alla quale i pazienti negli ospedali e nelle RSA liguri potranno godersi lo spettacolo

di Alessia Spinola

GENOVA – È una grande sfida quella che si è posto Davide Livermore, direttore del Teatro Nazionale di Genova, il quale, insieme all’attore Gianni Fantoni, porterà per la prima volta a teatro le celebri vicende di Fantozzi con lo spettacolo “Fantozzi. Una tragedia“. L’opera andrà in scena dal 30 gennaio all’11 febbraio in prima assoluta presso la location restaurata del Teatro Ivo Chiesa, che sfoggerà per la prima volta il suo nuovo look proprio con quest’evento. Da sottolineare il fatto che per l’occasione è stata organizzata anche una “prima diffusa“, grazie alla quale i pazienti negli ospedali e nelle RSA liguri potranno godersi lo spettacolo. Si tratta di una produzione del coprodotto dal Teatro Nazionale di Genova con Enfi Teatro, Nuovo Teatro Parioli e Geco Animation

Per la prima volta Fantozzi si stacca dal suo unico interprete e a tal proposito Davide Livermore, regista dello spettacolo, afferma: «La cosa straordinaria di una maschera come questa è che da adesso in avanti il ragioniere Ugo Fantozzi può essere interpretato. Non si imita Ugo Fantozzi, si interpreta».

“Fantozzi. Una tragedia” è composto da quattro atti suddivisi per tema e basati sui primi tre libri che Paolo Villaggio ha dedicato al celebre ragioniere: “Fantozzi” (1971), “Il secondo tragico Fantozzi” (1974) e “Fantozzi contro tutti” (1979). L’adattamento curato da Gianni Fantoni, Davide Livermore, Andrea Porcheddu e Carlo Sciaccaluga permetterà agli appassionati di rivivere le iconiche scene impresse nella memoria collettiva, dalla partita di tennis nel nebbione mattutino (Batti lei!) alla Corazzata Potëmkin, dalla scena del campeggio a quella in cui Fantozzi si prepara per andare in ufficio sul filo dei secondi, beve il caffè della Pina a tremila gradi fahrenheit e prende l’autobus lanciandosi dal terrazzino.

Gianni Fantoni, che nella sua carriera ha più volte incrociato Paolo Villaggio, a partire dall’incredibile capacità di ricostruirne la voce, sino a raccoglierne l’eredità artistica, è un Fantozzi di oggi, tragicamente sfigato ma sempre pronto a dare battaglia. Insieme a lui ritroviamo Pina, Mariangela, i colleghi Filini, Calboni, la signorina Silvani, la contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, L’Onorevole Cavaliere Conte Catellani e altri memorabili personaggi, interpretati da Paolo Cresta, Cristiano Dessì, Lorenzo Fontana, Rossana Gay, Marcello Gravina, Simonetta Guarino, Ludovica Iannetti, Valentina Virando. Sono espressione di una categoria umana oscillante tra opportunismo e cattiveria, piaggeria e disincanto.

Nella visione registica di Davide Livermore da un lato torna emblematicamente l’eco di tragedie classiche, di destini segnati e ineluttabili, di peripezie che portano all’unica soluzione possibile (la disfatta!), dall’altro storie e personaggi sembrano aderire perfettamente ai meccanismi teatrali della Commedia dell’Arte.

«Per la capacità di incidere sulla nostra lingua, inventando nuove parole per descrivere le italiche fragilità, per l’acuta critica sociale, per la comicità al cui fondo c’è sempre la tragedia, riconosco a Paolo Villaggio un valore letterario altissimo» afferma il regista. «Le parole dello spettacolo sono quelle dei libri di Villaggio, più qualche frammento da Sofocle e Shakespeare con cui ci siamo divertiti a giocare, strutturando lo spettacolo in quattro atti, ciascuno dedicato a un tema – Fantozzi e le donne, Fantozzi e il lavoro, Fantozzi e lo sport, Fantozzi e la coscienza di classe – con tanto di coro ed epilogo» prosegue. E conclude: «Il bello di Fantozzi è che i personaggi sono come figure della Commedia dell’Arte, maschere universali come Arlecchino o Pulcinella, che tutti riconoscono».

Sulle scene astratte e geometriche firmate da Lorenzo Russo Rainaldi, gli attori – selezionati attraverso audizioni a cui hanno partecipato centinaia di candidati desiderosi di cimentarsi con i personaggi fantozziani – all’occorrenza si trasformano nella mitica Bianchina o in palle da biliardo. Con un vero banco da rumoristi danno vita a una sorprendente scenografia sonora, che da un lato ricorda i radiodrammi e dall’altro crea un effetto cartoon, amplificato dalle coloratissime luci di Aldo Mantovani.

Ricreano le atmosfere della saga cinematografica di Fantozzi i costumi di Anna Verde e le musiche: Fabio Frizzi, autore della colonna sonora dei primi film, ha infatti rimasterizzato per l’occasione alcuni dei brani originali.

Fantozzi. Una tragedia è anche la realizzazione di un sogno, quello di Gianni Fantoni che ha cercato per anni, prima dell’incontro con Davide Livermore, di portare Fantozzi a teatro, come racconta lui stesso con grande ironia nel libro Operazione Fantozzi, pubblicato da Sagoma Editore e che sarà presentato al pubblico durante un incontro in programma al Museo Biblioteca dell’Attore il 5 febbraio alle ore 17.30.

«Nel corso di circa quarant’anni, nei confronti del Ragioniere Ugo Fantozzi sono passato da pubblico generico a fan, poi imitatore e infine “erede” designato da Paolo Villaggio stesso» dichiara. «Ho iniziato la mia carriera imitando Paolo Villaggio e negli anni, anche con i suoi suggerimenti, sono riuscito a ricreare la sua voce al punto da poterlo doppiare. Questa volta, però, quella che vedrete sul palco non è un’imitazione, ma una reinterpretazione. La differenza è un’aggiunta di sentimenti che restituisce la profondità necessaria per raccontarlo e farlo vivere ancora, come merita, nell’inedito ambiente fatto “della stessa sostanza dei sogni”».

Allo spettacolo è legato anche un incontro sul tema del lavoro dal titolo L’impiegato Fantozzi: l’eroe del posto fisso e l’Italia che non c’è più,a cui partecipa il Segretario Generale della CGILMaurizio Landini insieme a Davide Livermore e al Presidente del Gruppo Duferco Antonio Gozzi. L’incontro, che si svolge il 6 febbraio alle ore 17 al Teatro Ivo Chiesa, è moderato da Stefania Aloia ed è proposto in apertura della University Week, ovvero una serie di iniziative che il Teatro Nazionale di Genova dedica al mondo dell’Università.

Martedì l’appuntamento è alle ore 20.30, giovedì e sabato ore 19.30, domenica ore 16, lunedì riposo

Info e biglietti teatronazionalegenova.it

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