ANCHE ALESSANDRO BARBERO ALLE PRESE CON L’INVISIBILE: LA SECONDA GIORNATA DEL “FESTIVAL DELLA MENTE”

Di il 31 Agosto 2025

Sarzana continua a viaggiare nel mare del “sapere per tutti” tra neuroscienza, arte, letteratura e guerra. Come ogni anno la città rinnova il suo tradizionale appuntamento serale con la storia del celebre scrittore

di Giorgia Di Gregorio

SARZANA (SP) – Si è conclusa la seconda giornata del “Festival della Mente”, la manifestazione culturale nello spezzino che si attesta, ancora una volta, una conferma per la città di Sarzana. Tra un sold out e l’altro gli eventi di ieri 30 agosto hanno visto il tema dell’edizione “invisibile” confrontarsi con l’arte e la mitologia,  le guerre (fisiche o digitali che siano), la natura e la nostra mente, con la figura delle donne nel Medioevo e con Eleonora Duse, la diva invisibile.

Evento conclusivo della giornata l’ormai tradizionale appuntamento con la storia di Alessandro Barbero in “Invisibili? Le donne nel Medioevo”, accolto come sempre dalla città con calore ed entusiasmo.

GOA Magazine ha partecipato ad alcuni degli eventi nella programmazione di ieri: scopriamo nel dettaglio “Gli invisibili nelle guerre di oggi” di Francesca Mannocchi, il secondo appuntamento con Matteo Nucci ne “Il filosofo dell’invisibile – la maturità” e la conferenza sulla donna nel Medioevo di Barbero.

Tutti in piedi per Francesca Mannocchi

Sotto il tendone di Piazza Matteotti ha regnato il silenzio per tutto il tempo che la giornalista e scrittrice Francesca Mannocchi ha tenuto la sua lezione su “Gli invisibili nelle guerre di oggi”. Il fiato sospeso è stato d’obbligo di fronte ai racconti di persone che la guerra la vivono sulla propria pelle e che l’hanno sempre intorno, ma che noi decidiamo di non vedere, o di vederli quando preferiamo per poi dimenticarli. “Quando è stata l’ultima volta che avete pensato all’Afghanistan?” ci chiede (e si chiede) la Mannocchi, tornata dall’Uruzgan pochi giorni fa. L’invisibilità nelle guerre non è solamente di chi sotto attacco ci vive e sopravvive, ma anche nostra, che ci distriamo e ci confondiamo nei dettagli, perdendo di vista ciò che succede di fronte alle telecamere.

La cecità più grave è quella del sistema internazionale, dei nostri stati occidentali che, per esempio, occupano l’Afghanistan per vent’anni per poi abbandonarlo ai nemici di sempre, senza aver sostanzialmente cambiato nulla. Società internazionale che vive di doppi standard e che da cinquant’anni sostiene l’impunità di Israele, incentivando uno spostamento dell’asse etica e morale cui tutti dovremmo misuraci. Bisogna smascherare questa invisibilità morale e smettere di dare soluzioni che non esistono, stando “al passo con i tempi che viviamo e non con quelli che vogliamo”. La denuncia e le testimonianze della Mannocchi hanno assordato Sarzana che ha risposto con una sentitissima standing ovation.

Nucci II: la maturità di Platone

Matteo Nucci aveva lasciato Sarzana con un Platone malato nell’anima. Nella sua maturità “Il filosofo dell’invisibile” deve fare i conti con il malessere della sconfitta provocata dalla morte del maestro Socrate, evento di svolta della sua vita filosofica e non. Così iniziano i suoi viaggi nel Mediterraneo: in Libia trova la matematica; in Egitto trova la sapienza; a Taranto trova i pitagorici. Torna ad Atene come un uomo nuovo, un uomo che ha saputo “conoscere attraverso la sofferenza” e inizia a scrivere i suoi Dialoghi. Decide che è il momento di cambiare la sua società e migliorarla, di trovare la chiarezza. Nel “Protagora” la chiarezza si trova nell’eros, nell’amore, il motore più potente dell’anima cui ci si deve affidare.

L’amore lo trova in un altro viaggio, in Sicilia, nel principe di Siracusa Dione, dove trova anche la tirannide di Dionisio, la cui corte diventa arena di pensiero e dialoghi rampicanti. Platone dalla Sicilia ne esce da schiavo, punito per aver sentito “puzza di tirannide”. Dalle manette viene presto liberato ma ciò grava irrimediabilmente sul suo orgoglio. Libero ma sconfitto, Platone torna ad Atene alimentato dal sentimento di rivincita. Decide finalmente di realizzare il suo sogno di fondare una scuola in cui istruire la gioventù per un futuro di giustizia governativa: nasce l’Accademia di Atene.

“Invisibili?” Le donne medievali secondo Barbero

Ed è arrivato anche il momento clou del Festival: la lezione di Barbero. Quest’anno lo storico si è mosso nelle acque sicure del suo amato Medioevo, cercando di capire, tra documenti notarili, corrispondenze, Dante e Boccaccio, se, effettivamente, la figura della donna fosse invisibile nell’universo del Mille. La risposta è ovviamente negativa: la donna nel Medioevo esiste, sbagliamo solamente i posti dove cercarla.

Le donne stanno dove Dio e la natura (e gli uomini, aggiungo io) le vogliono: a casa, tra le donne, ma anche in famiglia, tra gli amici del marito e gli ospiti di casa. La donna c’è, custodita e ben guardata, motivo di onore degli uomini, e diventa particolarmente visibile se attivatrice di disonore. Nel Medioevo la gelosia e la possessione del marito esiste, come oggi, ma viene mal giudicata dai vicini, come oggi. I luoghi comuni sulla debolezza e l’incapacità delle donne esiste, come oggi, non solo tra gli uomini, ma tra le donne stesse.

Barbero forse non ha dato molti motivi per pensare che la donna fosse visibile (nel senso di rispettata, libera), quanto sul fatto che ieri, come oggi, lo stesso modello di pensiero permanga nel sentire sociale comune. Stesso pensiero che, se interrogato o messo in dubbio, crolla, mostrando le sue contraddizioni e criticità di fondo. Il punto di domanda iniziale si sposta dunque in uno finale: quanto si discosta la percezione della donna medievale da quella attuale? Basandosi sulle parole dello storico di ieri sera la risposta dovrebbe essere: ben poco.

Appuntamento ad oggi con gli eventi dell’ultima giornata di Festival. Tra gli ospiti a Sarzana Lorenzo Jovanotti e Paolo Pecere, Antonella Fioravanti, Mathieu Belezi, Gaia Manzini, Angelo Carotenuto, Marco Malvaldi, Vittorio Lingiardi, Donatella Di Pietrantonio, Matteo Lancini, Piero Maranghi.

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Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela Biagini

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