“_Madeincruna”: A.Se.F. al fianco del laboratorio che trasforma materiali di recupero in strumenti didattici

Di il 20 Febbraio 2026

GENOVA – La cooperativa genovese La Cruna porta avanti un progetto rivolto a studenti e insegnanti delle scuole primarie e secondarie, oltre che agli studenti della Facoltà di Architettura, con l’obiettivo di unire sviluppo tecnologico e creatività alla cura e alla salvaguardia dell’ambiente. L’iniziativa, sostenuta da A.Se.F., si concretizza nel laboratorio “_madeincruna”, dove materiali di recupero come legno, carta e plexiglass vengono trasformati, grazie alla tecnologia del taglio laser, in oggetti di artigianato e strumenti didattici.

A spiegare l’iniziativa è Barbara Rutallo, referente per la cooperativa La Cruna e per il progetto “_madeincruna”. «Nei nuovissimi locali a nostra disposizione, accanto alla sede di via di Sottoripa 1a/61, abbiamo installato un incisore a taglio laser CO₂. Grazie a questa macchina, uno strumento di altissima precisione, possiamo lavorare diversi materiali, tra cui carta, cartone, legno e plexiglass, tutto rigorosamente di recupero. Realizziamo due tipologie di prodotti: strumenti didattici e oggetti di artigianato».

Ma il laboratorio “_madeincruna” vuole essere anche un luogo di incontro tra generazioni e professionalità diverse. «Per questo abbiamo messo a punto diverse proposte formative per adulti, ragazzi e bambini – prosegue Barbara Rutallo –. Stiamo formando una classe del liceo artistico Paul Klee e collaboriamo con le studentesse e gli studenti dei corsi di Design del Prodotto e della Comunicazione della Facoltà di Architettura di Genova, accompagnati dal professor Xavier Ferrari Tumay».

A.Se.F. sostiene il progetto “_madeincruna” e sponsorizza il segmento di attività svolto con gli studenti di Architettura. Alessia De Fazio, 21 anni, prossima alla laurea triennale in Design del Prodotto e della Comunicazione, insieme alla collega Giulia Colombi, 21 anni, sta sviluppando un progetto per rendere più stimolante il percorso all’interno dell’Acquario di Genova per i ragazzi con autismo. «Il gruppo ha realizzato diversi prototipi, io ed Alessia abbiamo ideato una serie di timbri – racconta Giulia – con le forme degli animali acquatici presenti nelle vasche. Vorremmo dotare i visitatori di una sorta di passaporto, in modo che abbiano una guida alla visita e un ricordo dell’esperienza vissuta».

Giulia ricostruisce i passaggi necessari per arrivare al prodotto finito: «Innanzitutto ci mettiamo in ascolto delle esigenze del cliente, poi creiamo un primo progetto su cui confrontarci e infine un prototipo. Grazie alla tecnologia di taglio laser, che ormai conosco bene grazie al mio tirocinio presso La Cruna, molti passaggi sono più rapidi e più precisi rispetto a una lavorazione manuale».

Anche Eleonora Rossi, 21 anni, e Valentina Alinovi, 20, lavorano in team. Sono studentesse di Architettura e stanno svolgendo un workshop a “_madeincruna”. «Sono qui perché mi interessa perfezionare la tecnica di taglio e incisione laser – dice Eleonora –. Lavorare per ideare strumenti didattici è un’esperienza nuova e molto utile». Valentina aggiunge: «Noi architetti tendiamo spesso a essere più teorici; qui abbiamo imparato a considerare l’impatto sociale e a curare l’aspetto umano del progetto, che poi prende forma nel prototipo e nel prodotto finale».

Nel catalogo di “_madeincruna” trovano spazio numerosi oggetti utili e originali: dagli strumenti per lo studio delle forme geometriche e delle frazioni per i più piccoli, a collane e orecchini; da acquari in stile diorama a viste di Genova incise su plexiglass retroilluminato. E ancora stencil, alfabeti tridimensionali, puzzle e portapenne, le parti del corpo umano, il tangram cinese e il kamishibai, che diventano anche teatri delle ombre.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.lacruna.com e sulla pagina Instagram @_madeincruna.

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Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela Biagini

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