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BEGATO, PARTITA LA DEMOLIZIONE DELLA DIGA. IL NUOVO QUARTIERE ENTRO IL 2023
L’avvio della demolizione è iniziato il 19 aprile alle 16.30
GENOVA – Ha preso il via la demolizione dei ventidue piani della diga bianca di Begato in via Maritano. Si proseguirà poi con quella rossa e con 474 appartamenti abbattuti entro la fine di novembre.
L’operazione viene effettuata dopo lo svuotamento interno della struttura, che ha preso il via l’anno scorso. Si tratta del cosiddetto “strip-out”, che ha comportato l’eliminazione dei servizi, delle utenze, dei panelli di facciata, dei materiali isolanti e degli arredi rimasti. Solo una piccola porzione della diga bianca resterà in piedi, corrispondente al civico 11 di via Cechov, che sarà oggetto di riqualificazione.
L’operazione completa di demolizione sarà effettuata attraverso un escavatore cingolato, impiegato anche per l’abbattimento delle “Vele” di Scampia. L’escavatore smonterà progressivamente le porzioni delle strutture, consentendo in parte anche il recupero dei materiali. Subito dopo le demolizioni, prenderanno il via i lavori di recupero degli alloggi di via Cechov nella diga bianca. Saranno realizzati appartamenti costruiti secondo un sistema abitativo innovativo ispirandosi a criteri di green city. Un progetto sostenibile nella fase di gestione, conduzione, controllo e manutenzione. Parallelamente verranno avviati i lavori per la costruzione di due nuovi edifici di edilizia residenziale sociale e di social housing a canone moderato.
“Restart Begato”
L’abbattimento delle dighe di Begato rappresenta uno dei più grandi progetti di recupero urbano in atto in questo momento in Italia, che ha preso il via nel 2020 con il nome di “Restart Begato”. Un grande piano di rigenerazione green del quartiere Diamante, che prevede la demolizione e ricostruzione, la riqualificazione e la creazione di luoghi di aggregazione sociale.
«Questo è uno dei più grandi progetti di rigenerazione urbana di edilizia popolare al momento in Italia» – spiega il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti. «Un intervento per cambiare completamente il volto ad una realtà profondamente degradata. La nostra regione aveva bisogno da troppo tempo di abbandonare una vecchia concezione urbanistica che aveva prodotto l’isolamento di un gran numero di persone. Una realtà che si era sedimentata nel corso degli anni ed era diventata molto complicata dal punto di vista sociale e della vita quotidiana».
E conclude: «Un quartiere lontano dalle aspettative dei residenti, una periferia urbana, con assenza di collegamenti e privo di servizi, in pratica un fallimento dal punto di vita della progettazione urbana. Per questo ci siamo impegnati a procedere nella ricollocazione diffusa su tutto il territorio degli abitanti, perché l’abitare è un diritto fondamentale dei cittadini. Oggi dimostriamo con i fatti di stare trasformando un’architettura controversa e un’area problematica per renderla migliore».
«Oggi passiamo alla vera fase operativa di un grande progetto di rigenerazione urbana nato poco più di un anno fa» – aggiunge il sindaco di Genova Marco Bucci. «Smantelliamo un edificio obsoleto, decadente e non funzionale e investiamo sulla riqualificazione architettonica e ambientale. Restituiremo alla città un quartiere rinnovato, vivibile, con servizi e spazi per la collettività. Un progetto di cui Genova deve essere fiera».
«La demolizione dei piani alti della struttura della Diga Bianca rappresenta un ulteriore passo in avanti nella realizzazione del progetto Restart Begato» – prosegue l’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola. «Un progetto di riqualificazione urbana grazie al quale si rinnoverà un’area cittadina profondamente degradata».
La diga di Begato
La storia del quartiere di Begato è iniziata nel 1980, con la costruzione della diga rossa e 276 appartamenti e, pochi anni dopo della diga bianca con 245 alloggi. Un’operazione di edilizia popolare che non ha tenuto conto delle necessità reali e quotidiane degli abitanti e che ha relegato le persone in un quartiere privo di servizi.
C.S.
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiMessaggi correlati
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