Sergio Fedriani, da fumettista a illustratore per periodici: a Palazzo Ducale 120 opere in mostra celebrano il ventennale dalla sua scomparsa

Di il 6 Maggio 2026

GENOVA – Esordito come fumettista e approdato, in seguito, all’illustrazione per periodici quali L’Espresso, Il Corriere Medico e Il Sole 24 Ore, fino a rispondere alle sollecitazioni del mondo pubblicitario e teatrale,Sergio Fedriani ci lasciava nel 2006. Palazzo Ducale sceglie di celebrare il ventennale dalla sua scomparsa allestendo una mostra antologica, che raccoglie circa 120 opere, dedicata alla sua prolifica carriera. L’esposizione inaugurerà negli spazi della Loggia degli Abati giovedì 7 maggio alle ore 18 e sarà visitabile fino al 7 giugno.

Tra il 1978 e il 2006, lungo i tre decenni del suo percorso artistico, Sergio Fedriani ha dimostrato un raro eclettismo espressivo, tra tecniche e temi trattati. È stato, alle origini, brevemente, fumettista, ma con caratteristiche assolutamente autonome e controcorrente. Ha poi sperimentato a lungo le più diverse tecniche incisorie, dall’acquaforte e acquatinta a puntasecca, maniera nera, ceramolle, fino alla linoleografia, creandosi un notevole rispetto negli ambiti della ricerca incisoria non solo italiana. Ha prodotto un grandissimo numero di illustrazioni, per periodici (tra cui L’Espresso, Il Corriere Medico, Il Sole 24 Ore, NewBookNews, Linus, La Terapia, Capital), volumi (per Editori Riuniti, Garzanti, Vallardi) e manifestazioni (ad es. Premio Bancarella, o Istituto Nazionale Fisica della Materia). È stato richiesto per incursioni nella pubblicità (il famoso Calendario Fiat 1979, numerose pubblicazioni per il Comune di Genova). Ha partecipato alle più importanti rassegne di disegno umoristico in Italia e nel mondo, guadagnandosi svariati premi. Ha progettato scenografie per spettacoli teatrali, decori interni per saloni in navi da crociera, il rivestimento per l’ArtBus turistico AMT. E, ultimo ma non ultimo, per il mercato dell’arte ha realizzato dipinti su tela e su tavola e un numero incalcolabile di poetici acquerelli (alcuni dei quali riprodotti in serie serigrafiche) che ad oggi rappresentano il genere delle sue opere più conosciuto.

Di fronte a un complesso di attività espressive tanto variegato – e soprattutto eterodiretto, in campi vicini ma distinti e pure divergenti – una mostra antologica che provasse a fare ordine tra le sfaccettature dell’arte di Fedriani si rendeva necessaria. Per questo motivo l’infilata di sale della Loggia degli Abati si è rivelata un contenitore ideale per condensare in un unico percorso, di circa 120 opere, almeno le principali parti esemplificative dei suoi paralleli percorsi creativi.

L’esposizione è progettata, organizzata e prodotta dall’Associazione culturale “Sergio Fedriani”, che è stata fondata nel 2006 dai famigliari e dagli amici dell’artista col fine di mantenerne vivi il ricordo e l’arte, e che in questo caso intende celebrare i vent’anni dalla sua scomparsa. Un angolino della mostra ricorda e celebra anche le edizioni del Premio Sergio Fedriani, dedicato alla figuratività fantastica, che in vent’anni ha gratificato con premi in denaro ormai sessanta giovani artisti italiani, ne ha segnalati un’ottantina e ne ha esposti in mostra e pubblicati in cataloghi quasi un migliaio.

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