Teatro dell’Ortica, quando la mente diventa nemico: “DeclinAzioni” dà voce ai tormenti del cantautore britannico Ian Curtis

Di il 6 Febbraio 2026

GENOVA – La stagione “DeclinAzioni” prosegue al Teatro dell’Ortica con un’opera che sceglie consapevolmente di dare spazio a quello che spesso è il nostro più grande nemico: la mente. Sabato 7 febbraio, alle ore 18.30, il Collettivo Ligure Arti Performative porta in scena “Joyy. Ian Curtis – l’esibizione della mente”, un viaggio nella vita di Ian Curtis, cantautore britannico e anima dei Joy Division. Lo spettacolo attraversa i suoi tormenti interiori, le sonorità che lo hanno contraddistinto e l’abbandono definitivo della carriera, avvenuto a soli 24 anni.

Nato da un’idea di Marino Gabriel e Alfonso Sista, con la drammaturgia di Giorgia Brusco, lo spettacolo non si limita alla narrazione biografica, ma sceglie di dare voce direttamente al “nemico interno”: la mente di Ian Curtis. A interpretare questa entità complessa e implacabile è la stessa Giorgia Brusco, che conduce lo spettatore nei labirinti psicologici di un artista che, a soli 24 anni e alla vigilia di un successo planetario, scelse di interrompere il proprio cammino.

“La nostra mente può diventare il nostro peggior nemico — spiegano le note di regia — non solo perché conosce ogni nostra debolezza, ma perché è lei stessa a crearle”. In un crescendo emotivo serrato, la recitazione si intreccia con i paesaggi sonori creati dal vivo da Simone Perna (chitarra e voce). Perna incarna il corpo del leader dei Joy Division, rielaborandone il repertorio iconico attraverso arrangiamenti che spaziano tra l’astrazione sonora e la potenza del live.

Lo spettacolo rappresenta una tappa significativa di DeclinAzioni, la stagione che celebra i trent’anni dell’Ortica. Come sottolineato dal direttore artistico Giancarlo Mariottini, l’obiettivo del cartellone è “rendere evidenti gli strati più intimi e interni del reale”. In questo senso, Joyy si configura come un atto di teatro che porta in superficie “squarci di luce che illuminano le viscere in subbuglio” e che sapranno stimolare il pubblico sulle fragilità del genio e sulla gestione del dolore.

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