Mercoledì Scienza: all’Acquario un viaggio nell’archeologia subacquea a 55 metri di profondità

Di il 4 Febbraio 2026

GENOVA – Prosegue la rassegna “Mercoledì Scienza”, organizzata dagli Amici dell’Acquario di Genova, con un incontro dedicato al patrimonio subacqueo. In vista dell’appuntamento in programma oggi, alle ore 17, verrà raccontato il viaggio compiuto dai subacquei Rasta Diver alla scoperta di un relitto romano rinvenuto nelle acque di Portofino, a 55 metri di profondità, ripercorrendo anche le successive operazioni di scavo e di studio del reperto archeologico.

Dalla sua scoperta nel 2018 da parte dei subacquei Rasta Diver è stata avviata una campagna di scavo nell’ambito del progetto Amphitrite (Archeologia subacquea per tutti nei Parchi marini). Tra novembre e dicembre 2024 la Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo e la Sovrintendenza di Genova sono state impegnate nella direzione di un’operazione di scavo e messa in sicurezza di un relitto romano situato all’interno dell’AMP di Portofino a 55mt di profondità. Le operazioni hanno visto l’utilizzo contemporaneo di diverse metodologie di immersione.

L’esito della campagna ha portato alla datazione e alla definizione della tipologia dell’imbarcazione: una nave da carico (oneraria), probabilmente di medie dimensioni, adibita al trasporto di merci su rotte costiere e di medio raggio nel Mediterraneo occidentale. I reperti ceramici, in particolare le anfore, hanno permesso di datare il naufragio alla fine del I secolo a.C. o ai primi decenni del I secolo d.C., un periodo di grande fioritura per i commerci marittimi romani.

Ciò che rende questo relitto particolarmente interessante è il suo carico predominante di anfore galliche. A differenza di molti relitti romani in Italia che trasportavano anfore italiche (come le Dressel 1A o 1B per il vino campano), questo relitto testimonia un flusso commerciale inverso o complementare. Le anfore galliche erano prodotte nelle regioni della Gallia (l’attuale Francia), in particolare nella Gallia Narbonense, e contenevano principalmente vino prodotto in quelle aree.

La presenza di questo carico suggerisce che la nave stesse trasportando vino gallico verso i mercati italiani o verso altri porti del Mediterraneo, indicando una vivace rete di scambi che non si limitava all’esportazione di prodotti italiani, ma prevedeva anche l’importazione di merci dalle province, offrendo una visione più complessa e articolata dell’economia romana.

Informazioni

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Tel. 010/2345.279-323

Email: amici@costaedutainment.it 

Sito web: www.amiciacquario.ge.it

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