“Cucire il mondo”, al Galata il pianeta raccontato su tele di jeans nella mostra di Luigi Dellatorre

Di il 2 Febbraio 2026

GENOVA – Inaugura giovedì 5 febbraio alle ore 17, al Galata Museo del Mare, la mostra “Cucire il mondo“, progetto dell’artista Luigi Dellatorre, esponente del Movimento Arte Etica. L’esposizione presenta una selezione di opere su tela jeans realizzate negli ultimi anni e propone una riflessione sui grandi temi contemporanei: ambiente, migrazioni, conflitti e responsabilità collettiva.

L’esposizione propone una selezione di opere realizzate su tela jeans, materiale scelto non solo per la sua resistenza, ma soprattutto per il suo valore simbolico: nato come tessuto da lavoro e diventato nel tempo linguaggio universale, il denim si trasforma nella ricerca di Dellatorre nella “pelle del mondo”, superficie su cui imprimere storie, ferite e possibilità di rigenerazione.

Al centro del progetto c’è una riflessione sui grandi temi del presente: migrazioni, crisi ambientali, conflitti, disuguaglianze e responsabilità collettiva. Elemento ricorrente è la cucitura a zig zag, volutamente irregolare e lontana da ogni linearità. Un segno che racconta la complessità del cambiamento, fatto di tentativi, errori, ostacoli e contraddizioni. A rafforzare il messaggio, l’uso degli otto colori primari delle bandiere degli Stati del mondo, che nelle opere perdono la funzione di confine per diventare richiamo a un’idea di comunità globale, fondata su un bene comune condiviso.

Cucire il mondo si presenta così come un percorso visivo e concettuale che intreccia estetica e impegno, invitando il pubblico a interrogarsi sul proprio ruolo all’interno di un pianeta vulnerabile. Un progetto che ribadisce la visione di Dellatorre: l’arte contemporanea non come esercizio formale, ma come strumento di consapevolezza, dialogo e responsabilità.

La mostra è compresa nel biglietto di ingresso al museo e sarà visitabile fino al 5 marzo negli spazi del Galata Museo del Mare.

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Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela Biagini

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