“OTELLO” ALL’IVO CHIESA: PASOTTI RILEGGE SHAKESPEARE COME ACCUSA CONTRO POSSESSO E VIOLENZA

Di il 19 Gennaio 2026

Martedì 20 e mercoledì 21 gennaio va in scena il dramma con Giacomo Giorgio nel ruolo del Moro e Giorgio Pasotti nei panni di Iago. Un adattamento contemporaneo che riflette sul tema della violenza di genere e sui meccanismi del patriarcato.

GENOVA – Un classico senza tempo che torna a parlare al presente, mettendo al centro il tema del potere nelle relazioni. Martedì 20 e mercoledì 21 gennaio alle 20.30, al Teatro Ivo Chiesa, arriva “Otello” di William Shakespeare con la regia di Giorgio Pasotti. Nel ruolo del protagonista compare Giacomo Giorgio, affiancato da un allestimento in cui gli specchi diventano amplificatori di identità, sospetto e dolore. La drammaturgia spinge la tragedia verso una lettura netta: un atto d’accusa contro il possesso e la violenza.

Lo spettacolo ripropone i nuclei centrali del dramma shakespeariano — gelosia, manipolazione, potere e violenza — con una lettura che mette in primo piano il tema del possesso e della trasformazione dell’amore in controllo. La vicenda resta quella nota: la relazione tra Otello e Desdemona viene progressivamente sabotata dal piano di Iago, che sfrutta la fiducia dei due per insinuare dubbi, costruire un sospetto e portare la tragedia verso l’irreparabile.

Otello sbarca sul palco del Teatro Ivo Chiesa

L’impianto scenico è dominato dagli specchi, usati come elemento visivo ricorrente e dispositivo drammaturgico: riflettono i personaggi, moltiplicano le identità e amplificano la frattura che si apre tra verità e menzogna. In scena, oltre ai due protagonisti, ci sono Claudia Tosoni, Gerardo Maffei, Diego Migeni, Salvatore Rancatore, Andrea Papale e Dalia Aly.

Pasotti sottolinea la volontà di riportare Otello dentro il presente, parlando alle generazioni di oggi con un testo che, a distanza di secoli, continua a toccare temi attuali: la paura del diverso, la fragilità dei legami e la dinamica tossica che può trasformare una relazione in violenza. La versione firmata da Maraini insiste su questo punto, leggendo la tragedia anche come riflessione sulla cronaca contemporanea e sui meccanismi del patriarcato.

Info e biglietti

Tel: 010 5342 720
Email: teatro@teatronazionalegenova.it – biglietteria@teatronazionalegenova.it

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