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“Post Modern”: al Sivori prende vita la nuova rassegna dedicata al cinema americano degli anni Ottanta
GENOVA – Si chiama “Post Modern” la nuova rassegna nata dalla collaborazione dell’Università di Genova e Alesbet/Circuito, in programma al cinema Sivori ogni martedì a partire dal 14 novembre fino al 12 dicembre. La rassegna si compone di cinque film che permetteranno agli spettatori di fare un viaggio nel cinema postmoderno americano degli anni Ottanta.
I film che verranno proiettati sono: “Vestito per uccidere” di Brian De Palma (14 novembre), “Flashdance” di Adrian Lyne (21 novembre), “Manhunter. Frammenti di un omicidio” di Michael Mann (28 novembre), “Velluto blu” di David Lynch (5 dicembre), “Arizona Junior” di Joel e Ethan Coen (12 dicembre). Esemplari capolavori di un gusto che in quegli anni veniva percepito come portatore di una nuova estetica, compresa senza contraddizioni tra intrattenimento e riflessione sulla realtà. La rassegna è organizzata nel quadro della collaborazione tra Alesbet e il DIRAAS (Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Antichistica, Arti e Spettacolo) dell’Università di Genova e, in particolare, con la cattedra di Storia e analisi del film di Luca Malavasi, curatore della rassegna, che introduce alla visione dei film, tutti proiettati in versione originale con i sottotitoli in italiano.
I film selezionati sono i primi blockbuster contemporanei. Rappresentano una nuova industria dell’intrattenimento, una generazione di autori ancora felicemente in attività, un’idea di cinema che guarda al futuro mentre dialoga col passato, in bilico tra classicismo e sperimentazione. Gli autori si divertono a mescolare i generi e le forme, a contaminare i registri emotivi e i codici espressivi, a giocare di citazioni e allusioni, senza paura dell’eccesso e con un consapevole tocco di virtuosismo. Tutto questo ha un nome: postmodernismo. Una data di nascita: gli anni Ottanta. Un paese d’origine: gli Stati Uniti d’America. Cinema nuovo, che sarebbe continuato per almeno tutti gli anni Novanta e ancora all’inizio del nuovo millennio. Cinema con la “c” maiuscola, iconico e consapevole di sé e del ruolo inedito che i film stanno assumendo all’interno di una società dell’immagine già profondamente trasformata e in attesa della “rivoluzione digitale“.
Si comincia martedì 14 novembre (ore 21) al cinema Sivori con il thriller “Vestito per uccidere” di Brian De Palma (1980), con Michael Caine, Angie Dickinson, Nancy Allen: una delle pazienti di un noto psicanalista viene uccisa sotto gli occhi di una ragazza-squillo, ingiustamente sospettata del delitto. Insieme con il figlio della vittima, la testimone smaschererà il maniaco omicida.
Il secondo appuntamento è martedì 21 novembre (ore 21) con “Flashdance” di Adrian Lyne (1983), un classico rimasto nella memoria di una generazione, vincitore di un Oscar. Nell’epoca dell’aerobica e degli scaldamuscoli, si balla con Jennifer Beals, una ragazza con il sogno di diventare danzatrice classica che si guadagna da vivere come operaia in un’acciaierie. Il brano “What a Feeling” fa il giro del mondo con tutta la colonna sonora.
Martedì 28 novembre (ore 21) si prosegue con il giallo “Manhunter. Frammenti di un omicidio” di Michael Mann (1986). Un ex agente dell’FBI, Will Graham, ritiratosi dopo la risoluzione di un caso, aiuta un collega alle prese con una difficile indagine su un serial killer che stermina intere famiglie. Con William Petersen, Kim Greist e Joan Allen.
Martedì 5 dicembre la rassegna alle 21, sempre al Sivori, propone “Velluto blu” (1986), un noir interpretato da Isabella Rossellini, Kyle MacLachlan, Dennis Hopper, Laura Dern, tra gli altri. Per il regista David Lynch, dopo “The Elephant Man” e “Dune”, è il film della svolta. L’inizio è fulminante: in una quieta cittadina della California, un giovane trova un orecchio umano e lo porta alla polizia.
“Post Modern” si conclude martedì 12 dicembre (ore 21) con “Arizona Junior” dei fratelli Coen (1987), con Nicholas Cage, Holly Hunter, Trey Wilson, John Goodman, William Forsythe, Frances McDormand. Una strana coppia – lei poliziotta, lui rapinatore – senza figli, rapisce l’ultimo nato di un ricco commerciante, Arizona, scatenando una gigantesca caccia ai colpevoli. Dopo mille avventure, tra rapine in banca e corse affannose, lo riconsegnano indenne. Nel frattempo hanno offerto l’immagine di un mondo in bilico tra comicità e disperazione.
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CS.
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiUltime Notizie
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