LUCA BARBARESCHI È “IL PENITENTE” DI MAMET

Di il Marzo 8, 2019
Bepi Caroli

La pièce con l’attore insieme a Lunetta Savino andrà in scena al Teatro della Corte dal 12 al 17 marzo

GENOVA – Il dilemma morale e la gogna mediatica vanno in scena al Teatro della Corte. Martedì 12 marzo debutta sul palco del Teatro Nazionale di Genova “Il Penitente” di David Mamet con la regia di Luca Barbareschi, che ne è anche protagonista insieme a Lunetta Savino (nel cast anche Massimo Reale e Duccio Camerini).

 

 

La pièce scritta dal drammaturgo americano, già Premio Pulitzer per “Glengarry Glen Ross”, descrive una società alterata nei propri equilibri al punto che l’integrità del singolo, anziché guidare le sue fulgide azioni costituendo motivo di orgoglio, diviene l’aberrazione che devasta la sua vita e quella di chi gli vive accanto. Uno psichiatra rifiuta di testimoniare a favore di un paziente accusato di avere compiuto una strage e diviene “il penitente” nel momento in cui la stampa lo “sbatte in prima pagina”, cavalcando un sospetto di omofobia. La sua figura pubblica e professionale viene demolita e inevitabilmente anche la sua vita va in pezzi. Mentre la riprovazione dell’opinione pubblica, alla ricerca costante di un nuovo colpevole su cui fare ricadere una giustizia sommaria, gli si rovescia contro violentemente, l’uomo si trova a doversi difendere sia in tribunale che a casa, poiché davanti a tale uragano anche il suo matrimonio va in crisi.

Luca Barbareschi e Lunetta Savino in “Il penitente” (foto di Bepi Caroli)

Costruito in otto atti di confronto con la moglie, la pubblica accusa e il proprio avvocato, fino al colpo di scena finale, lo spettacolo accende i riflettori su temi come l’influenza della stampa, la strumentalizzazione delle leggi, l’inutilità della psichiatria.

«‘Il penitente’ è la vittima dell’inquisizione operata dai media» spiega Luca Barbareschi, che ha curato anche la traduzione del testo e che già in passato ha frequentato il teatro di David Mamet. «A cosa può servire rivendicare la ragione se ciò significa isolarsi, uscire dal coro ed essere puniti per questo? In una storia, chi sfida la menzogna e difende la verità è in genere l’eroe della vicenda, è l’uomo buono. Ma qui uomo buono è definizione ironica, sarcastica. La società reclama il sacrificio di ogni integrità. Tutto è sottosopra sembra dire Mamet, e l’assenza di etica governa un mondo capovolto».

Intorno a

Mercoledì 13 marzo nel Foyer del Teatro della Corte alle ore 17.30 la compagnia incontra il pubblico. Conduce Umberto Basevi. Ingresso libero.

Per info

“Il penitente” andrà in scena al Teatro della Corte fino al 17 marzo. Inizio spettacoli martedì, mercoledì, venerdì e sabato ore 20.30, giovedì ore 19.30, domenica ore 16.

teatronazionalegenova.it

C.S.

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