“CITTÀ INFERNO”, LA PRIGIONIA D’AMORE DI LINA IN SCENA ALLA TOSSE

Di il novembre 22, 2017

Danza e recitazione, per un racconto senza tempo ispirato alla vita in un carcere femminile

 

GENOVA – Assassine, fattucchiere, adultere, ladre, tutte all’interno di una prigione di due metri per due, in una storia liberamente ispirata alla pellicola “Nella città, l’inferno” di Renato Castellani. Da questa sera (ore 20.30) a sabato 25 novembre (ore 19) al Teatro della Tosse arriva “Città inferno”, con Rachele Canella, Melania Genna, Elena Gigliotti, Carolina Leporatti, Demi Licata, Elisabetta Mazzullo e Daniela Vitale.

 

“Città inferno” è una produzione di Cardellino, Fondazione Luzzati e di nO (Dance first. Think Later), è diretto da Elena Gigliotti, con Carlo De Martino alla scena e ai costumi (con Giovanna Stringa) e con Maurizio Lombardi nel ruolo delle suore (voci fuori scena). Lo spettacolo è sì ispirato a un film, ma anche a storie realmente accadute e ambientate nel tempo in cui approda Lina. Una fanciulla normale, di provincia, il cui errore è stato solo quello di innamorarsi della persona sbagliata e la cui innocenza fa sorridere d’ingenuità. In cella Lina conoscerà il passato di madri e figlie, che per amore hanno ucciso.

 

Lo spettacolo narra delle vicende all’interno di una prigione, all’interno della quale vivono diverse criminali, realmente esistite nella pagine di cronaca nera dagli anni Quaranta a oggi. Quando una ragazza innocente sarà incarcerata per errore, le detenute, come delle voci interiori, la condurranno poco a poco verso la vita disperata della galera, segnando così il suo destino. Nonostante non possano capire la possibilità stessa dell’innocenza, l’essere donna le porterà a indagare sulle vera causa della vicenda: il debito d’amore.

 

 

Il biglietto di entrata allo spettacolo, in scena fino a sabato 25 novembre al Teatro della Tosse, è di 14€.

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Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Claudio Cabona, Chiara Tasso e Chiara Gaddi. Le foto sono a cura di Emilio Scappini. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela Biagini

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