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XXI RASSEGNA DI DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA
Da mercoledì 1 giugno al 9 luglio torna allo Stabile l’appuntamento con i nuovi autori e le nuove forme di teatro italiano e internazionale: cinque gli spettacoli in programma alla Piccola Corte e al Duse
Di Chiara Tasso
Uno sguardo alla contemporaneità, ai giovani autori emergenti e alle nuove forme di teatro italiane ed europee. Questo è il primo obiettivo della Rassegna di Drammaturgia Contemporanea, che torna al Teatro Stabile con cinque appuntamenti, da mercoledì 1° giugno fino al 9 luglio. Giunta alla ventunesima edizione – è nata nel 1996 – la rassegna ha sempre guardato con interesse le novità del panorama teatrale internazionale, portando in scena 70 nuovi testi, molti dei quali sono poi diventati dei veri e propri spettacoli di produzione. Tra le novità di questa edizione trovano spazio nuove location – per la prima volta gli spettacoli vengono rappresentati alternativamente alla Piccola Corte, anfiteatro ligneo della capienza di circa 200 persone montato sul palcoscenico della Corte, e al Duse – e nuove collaborazioni: uno degli spettacoli, “Geppetto e Geppetto”, è infatti coprodotto con il Festival delle Colline Torinesi. «Per la prima volta la rassegna si svolge in più spazi e coinvolge altre realtà – spiega il direttore dello Stabile Angelo Pastore – Queste due novità sono solo un assaggio di quello che abbiamo in mente per le prossime edizioni: coinvolgere più spazi e avviare più collaborazioni, anche fuori dai confini cittadini, per far sì che altro pubblico possa apprezzare questa bellissima rassegna, a cui teniamo molto».
Cinque sono gli spettacoli in programma, ovvero cinque nuove proposte che esplorano il nuovo modo di fare teatro in diversi paesi europei: Irlanda del Nord, Italia, Gran Bretagna, Spagna e Germania. Si inizia mercoledì 1 giugno alle 20.30 con “Quietly” (Sottovoce) di Owen McCafferty, in scena alla Piccola Corte fino all’11 giugno; diretto da Roberto Alinghieri, lo spettacolo narra del sanguinoso conflitto fra cattolici e protestanti a Belfast e di due uomini che, trent’anni dopo, si incontrano nello stesso pub che fu teatro del dramma, per affrontare insieme i drammatici ricordi di un passato difficile da dimenticare. La rassegna prosegue con “Geppetto e Geppetto” di Tindaro Granata, che andrà in scena al Teatro Duse da mercoledì 8 giugno a sabato 18 giugno; storia di una coppia omosessuale che desidera un figlio, lo spettacolo affronta il delicato tema delle adozioni e della diversità, visto con gli occhi dei due padri, paragonati dall’autore alla figura del falegname di Collodi. Dal 15 al 25 giugno sarà la volta di “Foxfinder” (il cercatore di vopi) dell’attrice e drammaturga anglosassone Dawn King; diretto da Jacopo Maria Bicocchi, lo spettacolo narra con toni realistici una tragedia rurale avvolta in un involucro metaforico: chi sono quelle volpi che distruggono la fattoria dei protagonisti, angustiati dalla morte del figlio e dal cattivo raccolto? Cosa rappresentano realmente? Si prosegue mercoledì 22 giugno con lo spettacolo “Il tempo di Planck” dello spagnolo Sergi Belbel, in scena al Duse fino a sabato 2 luglio; diretto da Mario Jorio, racconta gli ultimi attimi di vita di Max Planck, padre della fisica quantistica, il quale riflette insieme alla moglie e alle figlie riunite al suo capezzale, sull’ultimo passaggio della vita e sulla stretta connessione fra la scienza e l’esistenza umana. La rassegna si chiude con “Noi non siamo barbari”, spettacolo di Philipp Löhle che farà il suo esordio alla Piccola Corte da mercoledì 29 giugno a sabato 9 luglio, per la regia di Maria Grazia Pompei. Si tratta di un testo politico, in cui due coppie vicine di casa affrontano in modo differente l’arrivo di uno straniero che dice di essere un rifugiato politico; fra sospetti, accuse e scomparse, lo spettacolo non è altro che un ritratto provocatorio dell’ambiente borghese e della classe intellettuale.
Prezzi: posto unico 5 euro, abbonamento a tutta la rassegna 15 euro. Per ulteriori informazioni 010/5342300 o www.teatrostabilegenova.it
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiUltime Notizie
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