Val Bisagno, consegnato il primo lotto di lavori di riqualificazione dell’Acquedotto Storico

Di il 11 Luglio 2023

GENOVA – Consegnato dal Comune di Genova il primo lotto di lavori di riqualificazione e valorizzazione dell’Acquedotto Storico della Val Bisagno. Il lotto è stato consegnato al raggruppamento temporaneo di imprese Tassistro Gian Bruno Srl / E.S.O. Strade Srl attraverso a Direzione Idrogeologica e Geotecnica, Espropri e Vallate (DIGEV).

I lavori, finanziati dal Ministero della Cultura con i fondi del Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR – programma D.1 Piano degli investimenti strategici sui siti del patrimonio culturale, edifici e aree naturali, riguarderanno il ripristino dei tratti più critici dell’Acquedotto Storico, al fine di renderli percorribili in sicurezza dagli escursionisti, nel tratto tra Via delle Ginestre e Molassana.

Il primo lotto di interventi si inserisce nel più ampio programma di conservazione, riqualificazione e promozione turistica dell’intero percorso dell’Acquedotto Storico di Genova, che vede impegnata l’amministrazione comunale, sempre attraverso l’Ufficio Riqualificazione e valorizzazione del territorio montano della direzione DIGEV, anche nella progettazione di un secondo lotto.

La consegna anticipata consentirà di avviare i lavori propedeutici per le zone interessate (via delle Ginestre a monte dei civici 41, 43 e 45, località Molini di Trensasco Ca’ de Rissi) ed elaborare la progettazione esecutiva.

«Con l’assegnazione di questo primo lotto di lavori, in anticipo rispetto ai tempi, parte ufficialmente la fase operativa del lungo percorso a cui stiamo lavorando ormai da anni, in sinergia con il Municipio IV Media Val Bisagno, altri enti e le preziose associazioni del territorio, per la rinascita dell’Acquedotto Storico della Val Bisagno – dichiara il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Pietro Piciocchi – Un monumento itinerante che vogliamo trasformare in una delle principali attrazioni turistiche della città, da mettere a sistema con il circuito dei Forti i cui lavori di riqualificazione e recupero sono già partiti da qualche tempo, per arrivare a offrire a genovesi e visitatori un’incredibile opportunità di vivere e rivivere il nostro immediato entroterra e le sue bellezze storiche, architettoniche, paesaggistiche e botaniche. Voglio ringraziare gli uffici del Comune di Genova e in particolare la Direzione Idrogeologica e Geotecnica, Espropri e Vallate, per avere elaborato progettualità di altissimo livello che, una volta messe a terra, faranno dell’Acquedotto Storico un percorso accessibile a tutti, immerso nel verde e di enorme fascino storico, naturalistico e culturale».

«La valorizzazione dell’Acquedotto Storico è un intervento atteso da anni e che finalmente la nostra amministrazione avvia, restituendo ai genovesi, agli appassionati di outdoor e ai visitatori del nostro bellissimo entroterra un circuito naturalistico, mix di storia e paesaggi unici, a pochi passi dal centro città – commenta il consigliere delegato in materia di tutela e sviluppo delle vallate Alessio Bevilacqua – I lavori sono il frutto di un importante percorso portato a termine in questi mesi con tutti i soggetti che gravitano attorno all’Acquedotto Storico, tantissimi volontari, e con la Sovrintendenza: unite le forze con l’obiettivo comune di fare diventare l’Acquedotto una meta sicura e fruibile per tutti, abbiamo raggiunto un risultato davvero importante che connota l’impegno di questa amministrazione nella tutela e valorizzazione delle vallate come volano di sviluppo economico per l’entroterra».

I contenuti del progetto – illustrato nel corso del Convegno “Interventi per la riqualificazione del territorio collinare genovese” che si è svolto lo scorso 16 giugno presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi – mirano a preservare, consolidare e valorizzare la struttura dell’Acquedotto Storico della Val Bisagno, rendendola percorribile in sicurezza grazie ad interventi di tipo strutturale (consolidamento del manufatto storico e costruzione di nuove passerelle pedonali) e geotecnico (ingegneria naturalistica, stabilizzazione dei versanti e delle scarpate). Interventi che tengono conto della duplice natura dell’Acquedotto di bene monumentale e percorso pedonale.

IL DETTAGLIO DEL PRIMO LOTTO DI LAVORI

In particolare, il tratto a monte dei civici 4143 e 45 di via delle Ginestre vedrà i seguenti interventi:

-palificata viva in legname a doppia parete

-sistemazione sentiero esistente in terra e ghiaia ben costipata

-regimazione acque

-sostituzione parapetto ammalorato

-ripristino muro a secco in pietrame lato monte

-superamento barriera architettonica esistente

Sempre in via delle Ginestre, il tratto a monte del civico 33 sarà interessato dai seguenti lavori:

-sistemazione del sentiero in terra e ghiaia ben costipata

-regimazione acque

-inserimento nuovo parapetto

-sottomurazione in pietra locale a spacco e cemento con giunti a vista “a secco” per il consolidamento strutturate di due arcate parzialmente crollate

Il tratto di Acquedotto Storico in località Molini di Trensasco sarà oggetto di tali interventi:

-regimazione del tratto in frana dell’affluente del rio Trensasco con scogliere in massi ciclopici cementati

-muro su micropali a contenimento della frana e a sostegno del camminamento sul corpo di frana costituito da un sentiero in terra e ghiaia ben costipata

-passerelle pedonali metalliche per ripristinare la continuità fisica del percorso

A ciò si aggiungeranno accorgimenti progettuali per un inserimento ottimale nel contesto naturale e paesaggistico quali:

-passerelle pedonali opportunamente rifinite

-spalle delle due nuove passerelle in calcestruzzo armato. rinzaffato e altezza fuori terra delle spalle ridotta al minimo

-pile in reticolato metallico (leggerezza e permeabilità visiva)

-opere strutturali (cordoli e muro su micropali) mascherate dall’arginatura in massi ciclopici e dai relativi riempimenti

-pulizia verde con piantumazione di specie arbustive autoctone

Sempre nel tratto di Molini di Trensasco, è previsto il consolidamento strutturale dei monconi della porzione di Acquedotto Storico parzialmente crollata attraverso:

-nel moncone di ponente, la ricostruzione puntuale con sottomurazione della porzione di muratura franata

-nel moncone di levante, la realizzazione di fondazione in monoblocco di pietra e inserimento di catene in acciaio nella muratura, oltre al ripristino delle parti incoerenti delle testate dei monconi mediante tecnica cuci-scuci

Infine, in località Ca’ de Rissi, sarà realizzato un intervento strutturale di “ricucitura” dell’attuale interruzione del percorso attraverso la messa in opera di:

-una passerella pedonale metallica per ripristinare la continuità fisica del percorso

-pedane di raccordo tra la passerella e l’Acquedotto

-una struttura in carpenteria metallica a sostegno della passerella di collegamento

-fondazioni in calcestruzzo armato delle pile per le parti interrate non a vista

IL PIANO DI RIQUALIFICAZIONE E VALORIZZAZIONE DELL’ACQUEDOTTO STORICO

Più in generale, il piano di riqualificazione e valorizzazione dell’Acquedotto Storico della Val Bisagno punta a traguardare obiettivi strategici quali:

-il contrasto allo stato di abbandono e di degrado del territorio

-il ritorno dell’interesse culturale ed economico sull’entroterra genovese

-la riappropriazione dell’identità culturale legata alla storia, all’evoluzione sociale e urbanistica, alle testimonianze monumentali genovesi

-rendere l’Acquedotto Storico una delle attrattive di riferimento del turismo del genovesato

-la messa a sistema con il progetto complementare di collegamento delle Fortificazioni genovesi con sentieristica attrezzata e collegamenti con la città e le varie vallate circostanti

Il percorso preso in esame nel quadro del piano di valorizzazione dell’Acquedotto parte

dell’itinerario complessivo originariamente di oltre 40 km e si sviluppa sul versante destro orografico della Val Bisagno: da Via delle Ginestre (a monte del quartiere di Staglieno)

verso nord-est fino a Molassana e verso est fino a Prato, per proseguire fino a Cavassolo.

Il tracciato attraversa numerose valli laterali – tra cui quelle dei rivi Consasca, Torbido, Geirato, Trensasco, Cicala e Veilino – e vede la presenza di importanti manufatti architettonici, diversificati per epoca e funzione, quali ad esempio il Ponte Sifone sul Geirato a Molassana e sul Veilino a Staglieno, case dei filtri, lavatoi, edifici rurali, mulini e mulattiere di collegamento.

CS.

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