Turismo a doppia velocità : +35% di occupati negli hotel, -10% negli affitti brevi

Di il 25 Febbraio 2026

GENOVA – Negli ultimi dieci anni il turismo ligure è cambiato profondamente, ma non tutti i settori crescono allo stesso modo. Se da un lato gli alberghi, pur con meno camere, hanno aumentato in modo significativo il numero dei dipendenti, dall’altro il boom degli affitti brevi racconta una realtà diversa, con più posti letto ma meno lavoratori. È proprio da questa differenza che si è sviluppato il confronto al Palazzo della Borsa di Genova, con al centro la necessità di garantire regole chiare, contrastare l’abusivismo e assicurare condizioni di lavoro corrette per evitare squilibri nel mercato turistico.

“Il confronto tra gli alberghi e le formule alternative restituisce un risultato impietoso. Negli ultimi dieci anni, gli alberghi e i villaggi turistici della Liguria, pur in presenza di una riduzione della capacità ricettiva, hanno aumentato notevolmente il numero dei dipendenti (più 35,9%). È il chiaro segno di un settore che investe sulla qualità dei servizi e del lavoro. Per converso, negli appartamenti in affitto e nelle formule analoghe si registra un risultato opposto: mentre i posti letto aumentano del 45%, diminuisce il numero dei lavoratori (meno 10%)”. È quanto affermato da Alessandro Nucara, direttore generale Federalberghi nazionale, nel corso del convegno “Legalità e Innovazione: le fondamenta per il futuro del turismo in Liguria” tenutosi al Palazzo della Borsa di Genova.

La questione degli alloggi irregolari è un tema caldissimo anche nel Centro Storico di Genova, proprio perché è l’area dove la ‘turistificazione’ è più visibile e dove si concentra il maggior numero di annunci online. “Sebbene Genova sia più virtuosa rispetto alla media ligure (dove l’abusivismo tocca punte più alte), nel Centro Storico si concentra circa il 70% delle criticità cittadine”, hanno evidenziato il presidente di Federalberghi Liguria, Aldo Werdin , e il presidente di Federalberghi Confcommercio Genova, Carlo Tixe. Analizzando i dati di inizio 2025 relativi al Centro Storico, secondo Confcommercio Genova è possibile stimare la presenza di circa 4.000 appartamenti destinati alla locazione breve, tra regolari e non. Tra questi, si stima una forbice tra il 20% e il 38% di strutture non ancora in regola con le nuove normative (mancanza di Codice CIN o mancata comunicazione alla questura).

Il confronto alla Borsa si è concentrato sulla legalità ma anche sulla qualità del lavoro, con l’obiettivo di rafforzare le azioni sinergiche contro il dumping contrattuale, ovvero l’applicazione di contratti collettivi meno rappresentativi, cosiddetti “pirata”, che prevedono salari inferiori fino al 30% rispetto ai parametri dei contratti leader, svuotando di valore il lavoro e trasformando l’accoglienza in una corsa al ribasso che penalizza professionisti e territori.

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