“TEATRO SENZA BARRIERE”: IL NAZIONALE PRESENTA CINQUE NUOVI INTERVENTI PER UNA CULTURA PIÙ INCLUSIVA

Di il 3 Marzo 2026

Il progetto, presentato oggi all’Ivo Chiesa, prevede l’introduzione della Lingua Italiana dei Segni, spettacoli con audiodescrizione e un percorso tattile sul palcoscenico, il potenziamento del biglietto sospeso per le fasce economicamente più fragili, l’installazione di sistemi di induzione magnetica nelle quattro sale e la realizzazione di un nuovo ascensore per facilitare l’accesso alle persone con disabilità motoria.

GENOVA – È stato presentato oggi, nel foyer del Teatro Ivo Chiesa, il progetto “Teatro senza barriere”, il piano di cinque interventi con cui il Teatro Nazionale di Genova rafforza il proprio impegno per l’accessibilità. Dalla Lingua Italiana dei Segni alle audiodescrizioni, dal biglietto sospeso all’induzione magnetica nelle sale fino al nuovo ascensore all’Ivo Chiesa, le azioni si inseriscono nella stagione 2025/26 guidata dal claim “Il Teatro è tuo!” e puntano a rendere sempre più inclusiva la fruizione degli spettacoli.

Nella Giornata mondiale dell’udito, il Teatro presenta nuove azioni concrete e tangibili volte ad accogliere ogni tipo di pubblico, diventando – per citare le parole di Livermore – una “metafora vivente di una casa”: un luogo dove ogni spettatrice e ogni spettatore possa sentirsi accolto. Un teatro che progetta attività rivolte a tutti, con una cura particolare per le fragilità, siano esse individuali, generazionali o sociali.

«Per questa stagione abbiamo scelto un’affermazione netta: Il Teatro è tuo! È un claim che abbatte ogni indugio e ogni barriera», sottolinea Davide Livermore, direttore del Teatro Nazionale di Genova. «Il teatro non è solo un edificio, ma una casa aperta: un luogo dove ogni spettatrice e ogni spettatore può sentirsi accolto. Andare a teatro è un atto di democrazia».

“Teatro senza barriere” rafforza il concetto di servizio pubblico come strumento di miglioramento della qualità della vita.

In questa prospettiva si inserisce il progetto “Teatro senza barriere”, che rafforza il concetto di servizio pubblico come strumento di miglioramento della qualità della vita. Il Teatro Nazionale di Genova è stato tra i primi a muoversi in questa direzione: nel 2020 ha aderito all’ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, che promuove un modello di sviluppo fondato su cultura, comunità e riduzione delle disuguaglianze.

I cinque progetti del “Teatro senza barriere” sono:

Sistema LIS (Lingua Italiana dei Segni)

Rivolto a ipoudenti e non udenti, il sistema LIS sarà adottato ufficialmente dalla stagione 2026/27 a supporto degli incontri con il pubblico e delle conferenze stampa.
Prendendo spunto dallo spettacolo “In… segnami il silenzio”, scritto e diretto da Elena Dragonetti con Silvia Bennet e prodotto dal Teatro Nazionale di Genova, la LIS diventa “un linguaggio che sfida il silenzio”, invitando ad accogliere chi non ha il senso dell’udito e a riconoscere la ricchezza della diversità.

Il “biglietto sospeso”

Attivo da tre stagioni grazie al sostegno di Fondazione Carige, il Teatro mette a disposizione una quota di biglietti – passati da 700 nel primo anno a 1200 in questa stagione – destinati alle fasce economicamente svantaggiate, attraverso la rete di associazioni del territorio.
Il progetto unisce cultura e solidarietà, ampliando nel tempo la rete di scuole e realtà coinvolte.

«Il teatro è uno dei luoghi più antichi e potenti di condivisione umana e rendere possibile la sua fruizione anche a chi incontra ostacoli economici o sensoriali significa trasformarlo in un’esperienza davvero inclusiva», spiega Francesca Ravaschio, consigliere di amministrazione di Fondazione Carige. «La cultura non è un privilegio, ma un bene comune capace di abbattere barriere».

Le audiodescrizioni e il percorso tattile

Novità di quest’anno è la collaborazione con il Centro Diego Fabbri, realtà attiva dal 2004. È stato costruito un calendario di dieci repliche accessibili a persone ipovedenti e non vedenti, tramite cuffie wireless collegate alla regia per l’ascolto dell’audiodescrizione in diretta.

È inoltre previsto un percorso tattile guidato sul palcoscenico, che consente allo spettatore di esplorare oggetti di scena e spazi prima dello spettacolo, favorendo un’esperienza immersiva e consapevole.

Da qui a fine stagione restano due recite fruibili con questa modalità: Colpi di timone, con Tullio Solenghi (15 marzo), e Lisistrata, con Lella Costa (12 aprile), entrambe alle ore 16 nella sala Ivo Chiesa.

Il progetto ha ottenuto una menzione speciale al Premio di Partnership 2025 promosso da CELIVO e Confindustria Genova, con particolare riconoscimento alla collaborazione tra il Teatro Nazionale di Genova e RP Liguria ODV – Associazione per la Retinite Pigmentosa e altre Malattie della Retina, che ha curato la formazione del personale per l’accoglienza delle persone non vedenti.

Le sale Ivo Chiesa, Eleonora Duse, Gustavo Modena e Sala Mercato sono state dotate di un sistema di amplificazione audio a induzione magnetica.

Induzione magnetica nelle quattro sale

Le sale Ivo Chiesa, Eleonora Duse, Gustavo Modena e Sala Mercato sono state dotate di un sistema di amplificazione audio a induzione magnetica, che migliora la ricezione uditiva degli spettacoli e può essere utilizzato contemporaneamente da più utenti.

Ascensore e accessibilità migliorata

Dalla fine del 2025 la sala Ivo Chiesa è dotata di un nuovo ascensore progettato per facilitare l’ingresso alle persone con disabilità motoria o in carrozzina, consentendo l’accesso ai posti di metà platea.
L’intervento è stato realizzato grazie ai fondi del Comune di Genova, del PNRR e della Regione Liguria.

«Quando la cultura incontra il volontariato, la comunità si arricchisce e si rafforza», afferma Stefano Dossi, presidente di CELIVO. «Firmare un protocollo rinnovato significa diffondere la cultura della solidarietà e costruire insieme una città più attenta e inclusiva».

Su Redazione

Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela Biagini

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