SVEVO RADDOPPIA ALL’IVO CHIESA: DUE CAPOLAVORI CHE RACCONTANO LE FRAGILITÀ DELL’UOMO MODERNO

Di il 18 Febbraio 2026

Dal 19 al 26 febbraio il Teatro Nazionale porta in scena “La coscienza di Zeno” con Alessandro Haber e “La rigenerazione” con Nello Mascia. I due testi esplorano con ironia e lucidità le nevrosi, lo scorrere del tempo e le inquietudini della società contemporanea.

GENOVA – Italo Svevo torna al centro della scena al Teatro Ivo Chiesa, dal 19 al 26 febbraio, con due opere che continuano a parlare al presente: La coscienza di Zeno e La rigenerazione. Da un lato il romanzo che ha reso immortale la figura di Zeno Cosini, dall’altro l’ultimo testo teatrale scritto dall’autore triestino. Due lavori lontani per struttura e contenuto, ma uniti dalla stessa capacità di mettere a nudo le fragilità, le insicurezze e le contraddizioni dell’uomo. Svevo riporta così in superficie domande che, ancora oggi, risuonano sorprendentemente attuali.

Sul palco uno Zeno nevrotico, ironico e desideroso di cambiamento

Il primo titolo in scena, da giovedì 19 a domenica 22 febbraio, è La coscienza di Zeno, il celebre romanzo pubblicato nel 1923, diventato nel tempo uno dei capisaldi della letteratura europea. Sul palco viene proposto un allestimento firmato da Paolo Valerio per il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, con Alessandro Haber nel ruolo di Zeno Cosini.

Al centro resta lui, Zeno: nevrotico, ironico, incapace di sentirsi davvero “in sintonia” con il mondo. Un uomo che si racconta attraverso la psicoanalisi, tentando di mettere ordine tra mal di vivere, autoinganni e desiderio di cambiamento. La messa in scena conserva l’anima mitteleuropea del testo, con Trieste come sfondo culturale e simbolico, e restituisce tutta l’attualità di un personaggio che continua a parlarci, tra fragilità e irresistibile umanità.

L’ultimo testo teatrale di Svevo in scena all’Ivo Chiesa

Da martedì 24 a giovedì 26 febbraio arriva invece La rigenerazione, ultimo testo teatrale scritto da Svevo tra il 1926 e il 1927. Qui il tema si sposta su un’altra grande questione: il tempo che passa.

Il protagonista è Giovanni Chierici, interpretato da Nello Mascia, un uomo avanti con gli anni che sogna di ringiovanire attraverso una “moderna” operazione. Tra comicità feroce e sottile malinconia, il testo mette a nudo il desiderio umano di sfuggire alla vecchiaia, interrogandosi con lucidità sulle illusioni, le paure e i compromessi. La regia è di Valerio Santoro, direttore del Teatro Biondo di Palermo, che firma uno spettacolo dinamico, capace di alternare leggerezza e riflessione.

Due titoli, due prospettive, ma un’unica firma: quella di Svevo, che a quasi cent’anni di distanza continua a raccontare con precisione chirurgica le contraddizioni dell’uomo moderno.

Informazioni

Tel: 010 5342 720
Email: teatro@teatronazionalegenova.it | biglietteria@teatronazionalegenova.it

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