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RESISTERE E CREARE 2026: UNDICI MESI DI DANZA, CIRCO CONTEMPORANEO E NUOVE VISIONI
Dal 27 febbraio al 25 novembre la rassegna della Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse torna a Genova con un programma dedicato al tema dello Spazio. Il cartellone propone lavori premiati agli Ubu, prime assolute e grandi ritorni come quelli di Raffaella Giordano, Alessandro Sciarroni, Cristina Caprioli, Wim Vandekeybus e Hervé Koubi.
GENOVA – Dal 27 febbraio al 25 novembre torna a Genova la dodicesima edizione di Resistere e Creare, la rassegna internazionale organizzata dalla Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse. Dopo un 2025 dedicato alle Forme, quest’anno il tema è lo Spazio inteso come luogo da attraversare con il corpo e trasformare attraverso la scena. Il programma intreccia grandi protagonisti della danza contemporanea e nuove voci, alternando spettacoli, residenze e progetti speciali in dialogo con il territorio.
Tu non mi perderai mai

Ad aprire la dodicesima edizione di Resistere e Creare, il 27 febbraio, è Tu non mi perderai mai, lavoro storico di Raffaella Giordano liberamente ispirato al Cantico dei Cantici. Creato vent’anni fa, oggi viene ricostruito per Stefania Tansini, Premio Ubu 2022 come miglior performer under 35.
È un assolo che lavora sulla sottrazione: non c’è racconto lineare, ma un corpo che attraversa l’amore, la perdita e la memoria.
U. (un canto) / save the last dance for me

Dal 24 marzo arrivano i lavori di Alessandro Sciarroni, Leone d’Oro alla carriera per la danza nel 2019. U. (un canto) e Save the Last Dance for Me partono da forme popolari – un canto tradizionale e una danza di coppia – per interrogarsi su cosa significhi custodire una pratica che rischia di scomparire.
Breathing room
Nel mese di marzo si inserisce anche Breathing Room di Salvo Lombardo, performance che si muove tra installazione sonora e azione dal vivo. Il respiro diventa elemento centrale, quasi materia scenica.
Ogni replica è diversa: l’artista reagisce in tempo reale agli stimoli che riceve in cuffia, lasciando che l’imprevisto entri nello spettacolo.
Asteroide
Il 26 marzo Marco D’Agostin porta in scena Asteroide, Premio Ubu per la danza 2025. Il punto di partenza è il musical, con le sue regole e la sua energia, ma l’obiettivo è raccontare qualcosa di più intimo: la capacità di sopravvivere a un impatto, di rimettere insieme i pezzi dopo una frattura. È uno spettacolo che alterna leggerezza e vulnerabilità senza mai scegliere una sola direzione.
Lobo zena

Dal 27 al 29 marzo il Teatro del Ponente ospita la seconda edizione di Lobo Zena, progetto del collettivo Poetic Punkers. Non si tratta di uno spettacolo tradizionale, ma di tre giorni di lavoro intensivo sul corpo e sull’immaginazione in cui il movimento non è solo tecnica, ma stato da abitare.
Le fenicie / a room full of strangers

Ad aprile tornano Michela Lucenti e Balletto Civile con Le Fenicie, con cui si entra nel dialogo con la tragedia classica, mentre A room full of strangers lavora su un piano più intimo e contemporaneo.
In entrambi i casi il corpo è centrale: collettivo, attraversato da tensioni, capace di trasformare il testo in esperienza fisica.
A dance tribute to the art of football
Dalla Norvegia arriva la Jo Strømgren Kompani con A dance tribute to the art of football, uno spettacolo che parte dal calcio per parlare di ritualità, appartenenza e dinamiche collettive.
La coreografia dialoga con l’immaginario sportivo e lo sposta su un piano più ampio.
Garden / westward ho!
Il coreografo finlandese Tero Saarinen porta a Genova Garden, presentato in prima assoluta, e una nuova versione di Westward Ho!. Il corpo si muove in uno spazio quasi scultoreo, attraversato da luci e tensioni: non è mai puro virtuosismo, ma ricerca di equilibrio tra forza e controllo.
Ten calls 2026 – one year of candid dancing
A giugno il Teatro del Ponente ospita una residenza di Cristina Caprioli, Leone d’Oro alla carriera per la Danza 2021. Il progetto si inserisce nel percorso annuale Ten calls 2026 – One year of candid dancing e prevede tre settimane di lavoro continuo.
Non si tratta di uno spettacolo tradizionale, ma di un tempo lungo di attraversamento. Caprioli lavora sulla danza come pratica quotidiana, come esercizio di presenza e precisione. Il pubblico entra in contatto con un processo, più che con un risultato finito: un’occasione rara per vedere come nasce e si costruisce una ricerca.
Hourvari

Dopo l’estate arriva il circo contemporaneo della compagnia francese Rasposo con Hourvari.
Lo spettacolo è potente, a tratti disturbante e attraversa numeri e immagini forti, facendo emergere un grido collettivo: una riflessione su una società che fatica a svegliarsi.
Kaguya hime

La compagnia svizzera Linga torna con Kaguya Hime, spettacolo pensato per un pubblico giovane ma capace di parlare a tutte le età.
Ispirato alla fiaba giapponese della principessa della luna, è un lavoro sulla diversità e sull’identità. La danza costruisce un racconto poetico, semplice solo in apparenza, che mette al centro il senso di appartenenza e la difficoltà di sentirsi “altro”.
What the body does not remember – revival
A novembre torna a Genova Wim Vandekeybus con What the body does not remember – Revival, nuova versione dello storico lavoro del 1987 che ha segnato una svolta nella danza contemporanea europea. La memoria qui non è racconto nostalgico, ma tensione continua, dando vita ad un lavoro che ancora oggi conserva una forza primitiva e una carica quasi animalesca.
Body of memory
Dopo il successo della scorsa edizione, la Compagnie Hervé Koubi torna con la prima nazionale di Body of memory. Anche qui il tema è la memoria, ma filtrata attraverso un linguaggio che unisce virtuosismo tecnico e forte impatto visivo. È una danza che lavora sull’identità collettiva e sulle tracce che il tempo lascia nel gesto.
Corpi aumentati
Tra i progetti speciali, Corpi aumentati mette in relazione arte e ricerca scientifica. Coordinato dall’Istituto Italiano di Tecnologia, il progetto coinvolge ricercatori, persone con disabilità e artisti in laboratori dedicati alla progettazione di protesi robotiche centrate sull’utente.
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiMessaggi correlati
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