Radura della Memoria, al via la posa dei 43 alberi dedicati alle vittime del Ponte Morandi

Di il 18 Febbraio 2026

GENOVA – Hanno preso ufficialmente il via gli interventi per la messa a dimora delle 43 piante della Radura della Memoria, sotto ponte San Giorgio in via Fillak, spazio simbolico dedicato alle vittime del crollo del Ponte Morandi del 14 agosto 2018. I tecnici hanno effettuato una verifica per stabilire quali alberi possano essere collocati in piena terra e quali, invece, debbano essere sostituiti perché privi delle necessarie condizioni di crescita. I lavori, della durata prevista di circa trenta giorni, comprendono anche la realizzazione di una nuova struttura in legno, progettata per essere più resistente e duratura nel tempo.

Dopo la rimozione della pedana lignea di copertura, i tecnici Aster hanno avviato le verifiche sullo stato fitosanitario degli esemplari presenti: prima di procedere con l’espianto, è in corso una valutazione puntuale per stabilire quali piante possano essere ricollocate in piena terra, in condizioni più favorevoli allo sviluppo, e quali invece debbano essere sostituite perché non idonee alla messa a dimora.

L’intervento, con una durata prevista di circa 30 giorni e concentrato sulla zona centrale della Radura della Memoria, rientra nel percorso di riqualificazione complessiva di tutta l’area, dove si prevede la realizzazione di una struttura di legno più duratura con la collocazione delle 43 piante in una grande fioriera ad anello sottostante la pedana. Il completamento dell’opera è previsto entro l’inizio dell’estate.

«La messa a dimora delle 43 piante, in ricordo delle 43 Vittime del crollo del ponte Morandi, era prevista dal progetto definitivo della Radura della Memoria realizzato dall’RTP guidato dall’architetto Boeri secondo le indicazioni del Comitato dei Parenti delle Vittime – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante – Con questo intervento andremo ad aumentare il benessere degli alberi, nel quadro di un restyling complessivo di tutta la Radura che punta a conferirle una veste definitiva migliorandone, allo stesso tempo, fruibilità e sostenibilità: il tutto con un investimento di circa 830.000 euro che puntiamo a coprire con i fondi del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica».

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