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PETER ERSKINE QUARTET LIVE AL “NERVI MUSIC BALLET FESTIVAL”: «GENOVA TIRA SEMPRE FUORI IL MEGLIO DA UNA BAND»
Intervista al leader del gruppo da Grammy Awards che si esibirà nel capoluogo ligure martedì 25 luglio, il quale ci ha fatto conoscere la loro storia e rivelato i loro progetti futuri
GENOVA – Cosa succede se quattro artisti da Grammy Awards decidono di suonare insieme e formare un quartetto? Si ottiene il Peter Erskine Quartet, sinonimo di eccellenza musicale e punto di riferimento per la musica jazz, che si esibirà nella suggestiva cornice del Nervi Music Ballet Festival di Genova martedì 25 luglio.
I membri del gruppo sono: Peter Erskine, Alan Pasqua, Darek Oles e George Garzone.
Recentemente con il progetto “Peter Erskine Trio feat Alan Pasqua & Darek Oles”, Erskine è stato candidato ai Grammy Awards 2023 con il disco “Live in Italy” (Co-prodotto da Zenart Cooperativa Artistica), registrato a Camogli (GE) durante il tour in Italia in autunno 2021.
Goa Magazine ha voluto approfondire con Peter Erskine la storia del gruppo e i loro progetti futuri.
Un quartetto da Grammy per la prima volta al Nervi Music Ballet Festival, come ci si sente a suonare all’aperto in una cornice così suggestiva?
Dopo aver appena suonato diversi concerti in Toscana e Piemonte, non vediamo l’ora di goderci la fresca brezza di Genova. Il parco è bellissimo e la band dovrebbe essere ispirata quanto il pubblico. L’Italia è uno dei pochi posti al mondo a sposare così perfettamente un’ambientazione con la musica.
Recentemente il disco “Live in Italy” registrato a Camogli è stato candidato ai Grammy Awards 2023, qual è il vostro rapporto con la città di Genova?
Il mio rapporto con la città di Genova è tutto merito di Alessandro Travi e dell’organizzazione ZenArt. Attraverso ZenArt ho conosciuto tanti grandi personaggi genovesi, dai musicisti alle star del calcio, ai pallanuotisti, agli chef e al pubblico. È stato Alex a suggerire la bellissima sala concerti di Camogli, con un’acustica perfetta.
Quando avete iniziato a suonare insieme avete mai pensato che avreste raggiunto questo successo?
Ad essere onesti, il “successo” è l’ultima cosa a cui pensiamo. Stiamo spendendo il nostro tempo e le nostre energie pensando alla musica… o dove mangiare dopo! Il “successo” sta nel fare. Ci sentiamo molto fortunati a farlo.
Dal New Jersey a Genova, quali sono le sensazioni provate durante questo viaggio? Quali sono le tappe più memorabili di questa lunga carriera?
Sono nato nel New Jersey e lì ho suonato alcuni dei miei primi lavori, ma mi identifico di più con le mie scuole (Interlochen Arts Academy, situata nel nord del Michigan, e Indiana University) e con le band con cui ho suonato. Il mio sentimento è di gratitudine. Il mio tempismo è stato buono: ho suonato in molti album, parecchie colonne sonore di film e innumerevoli concerti. Mi sembra di aver raggiunto un’età e un luogo nell’universo in cui il mio karma è buono. Le persone sono molto generose, quindi questo ADESSO è un palcoscenico memorabile per me.
Come nasce il Peter Erskine Quartet?
Io e Alan Pasqua ci conosciamo da quando eravamo entrambi studenti all’Università dell’Indiana… ci siamo conosciuti 52 anni fa! All’epoca suonavamo in una band e da allora facciamo musica insieme da molti anni. Darek Oles si è unito a noi per formare un trio 15 anni fa. Abbiamo aggiunto il grande George Garzone al mix nel 2019 (anche se George ed io abbiamo suonato insieme per la prima volta come concerto tributo per Elvin Jones nel 1998… George ed io siamo stati anche in tournée in Europa come parte della band di Mike Mainieri). Ho messo insieme il quartetto e abbiamo registrato tre serate in un jazz club di Los Angeles, da qui l’album “3 Nights in L.A.”
Cosa si prova ad essere un punto di riferimento per la musica jazz e ad aver vinto un premio così prestigioso come il Grammy Award?
Il mio professore mi diceva sempre: “un premio più 50 centesimi ti farà fare un passaggio su qualsiasi autobus della città”. I premi sono sempre belli quando ne ricevi uno, ma davvero: la musica è la sua stessa ricompensa.
Pensate che tornerete ancora a suonare in Italia, e più nello specifico a Genova?
Sì, credo di sì. Il pubblico italiano è il mio preferito.
Quali sono i vostri progetti per il futuro? Vi vedete come solisti o ancora in gruppo?
Se la storia è un buon modo per prevedere il futuro, allora posso facilmente immaginare che faremo più concerti insieme.
Alcuni considerano il jazz un genere “di nicchia”, non più popolare, cosa ne pensate al riguardo?
Ad essere onesto, ho smesso di pensarci o di preoccuparmene molto tempo fa.
Cosa vi aspettate da questa tappa genovese?
Tempo più fresco, spero! So che la musica sarà divertente da suonare, lo è stata ogni sera di questo tour. Genova tira sempre fuori il meglio da una band. Potrebbe avere qualcosa a che fare con il pesto.
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiUltime Notizie
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