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O MORTE, MA QUANTO MI COSTI?
Sempre più persone decidono di farsi cremare perché l’acquisto di una tomba raggiunge i prezzi di un garage. Il funerale? Un salasso economico. GOA Magazine ha svolto un’indagine per scoprire quanto siano effettivamente aumentati i costi per un’onoranza funebre tradizionale.
Bara, funerale e sistemazione del defunto in un cimitero? Roba da ricchi. A prima vista sembra ci sia del grottesco, ma non è così. Sì, perché in tempi di crisi permettersi un’onoranza funebre tradizionale, come in passato, risulta sempre più difficile. Un primo perché è facilmente comprensibile: il numero delle persone che popolano questo mondo è sempre maggiore, i cimiteri sono stracolmi e gli spazi, quindi, scarseggiano. Questo ha portato a lievitare il costo di “un posto al cimitero” che ormai, viste le somme richieste per averlo, è davvero proibitivo. Quando uno dei propri cari saluta questo mondo, lascia spesso pratiche onerose che molte famiglie non si possono permettere. Non è un caso che ormai oltre il 65% dei defunti venga cremato per volontà testamentaria.
PIÙ DI 8.000 EURO PER DIRE ADDIO AL PROPRIO CARO
A raggi x la fattura per un’onoranza funebre
Abbiamo analizzato nel dettaglio una fattura per un funerale medio, curato da una nota agenzia di pompe funebri genovese. L’agenzia, giustamente, ha elencato tutte le mansioni svolte: si va dalla disposizione di un feretro di legno pregiato (l’aggettivo “pregiato” non deve far pensare a chissà quale tipo di materiale, in realtà in legno il questione è assolutamente nella media), la saldatura, che comprende sostanzialmente tutte quelle operazioni che sigillano la bara applicando una lamina in zinco e si arriva fino all’assistenza cimiteriale. Ma le voci non sono finite, bisogna anche conteggiare ornamenti, pratiche e diritti di agenzia, recapito feretro e incassamento, assistenza spese generali, l’imbottitura del feretro, la vestizione – pratica che per i parenti del deceduto risulta abbastanza ostica per il coinvolgimento sentimentale -, e infine l’assistenza cimiteriale. Un servizio eseguito con grande professionalità. Ci mancherebbe altro, verrebbe da dire, perché il totale ammonta a 3.300 euro. Entrando nel dettaglio leggiamo che, per esempio, la bara è costata 1700 euro, la vestizione 130 euro, un cuscino di fiori, portato dall’agenzia, ben 300 euro. Porta ad una grande impennata l’autofunebre che per trasportare la bara da casa a chiesa e da chiesa a cimitero, costa 550 euro. Ma non è finita perché ai 3.300 euro bisogna aggiungere: diritti cimiteriali, chiesa, marche da bollo, certificati di morte e diritti comunali. Il tutto fa schizzare la cifra a 4.300 euro. La chiesa è il costo più basso, dato che si aggira intorno ai 100 euro.
Se ci si mette a un tavolo e si fanno due conti, magari dividendo i costi con altri famigliari se la situazione lo consente, si può anche arrivare a sostenere la spesa riportata. Ma la sistemazione? Ed ecco subentrare un altro tasto dolente. La scarsità di spazio nei cimiteri è concreta, ma nel caso analizzato la famiglia del defunto ha un “vantaggio”: possiede una tomba di famiglia. C’è un problema: per far aprire una tomba di proprietà ci sono delle spese. Sì, esatto, costi per far aprire un qualche cosa che si possiede. Un “sottoconto tumulazioni supplementari”, così si legge sulla fattura, in zona boschetto, locazione del nostro caso specifico, va ad alleggerire il portafoglio di 4.684 euro. In definitiva fra funerale e tumulazione si può arrivare a spendere quasi 9.000 euro.
Chissà che visto il continuo espandersi del fenomeno della rateizzazione o dell’indebitamento, non si arriverà anche ad accendere mutui per pagare…un funerale.
Claudio Cabona
Su Redazione
Il direttore responsabile di GOA Magazine è Tomaso Torre. La redazione è composta da Alessia Spinola. Il progetto grafico è affidato a Matteo Palmieri e a Massimiliano Bozzano. La produzione e il coordinamento sono a cura di Manuela BiaginiUltime Notizie
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